di Anna Silveri 11 Aprile 2018

A New York, la pizzeria di Gino Sorbillo apre a fine novembre 2017, salutata dall’entusiasmo dei critici americani per l’arrivo a Manhattan dell’autentica pizza napoletana e del pizzaiolo considerato “the real deal” (il vero fuoriclasse”).

L’eccitazione si coglie, palpabile, nella redazione di Eater, il sito americano seguito dagli sgamatoni che misurano il mondo palmo a palmo a caccia di ristoranti da non perdere.

Tra gli altri vip passano al 334 della Bowery il sindaco Di Blasio oltre al conduttore di “The Tonight Show” e nostro supereroe, Jimmy Fallon. Ce lo ricordiamo bene perché i due presentano ai giornalisti americani “Pizzaman”, autobiografia di Sorbillo edita da noi di Dissapore.

[Cosa ci fa Gino Sorbillo a New York con il sindaco Di Blasio e Jimmy Fallon]

L’entusiasmo è durato poco a giudicare dalla stroncatura sottilmente compiaciuta che Eater ha pubblicato da qualche ora, come segnala anche Rivista Studio.

Se pizze come l’Antica Margherita (17 dollari, qualcuno sta pensando a Cracco?), la Vecchia Roma (18 dollari), la ‘nduja (22 dollari) e il Calzone vengono riconosciute meritevoli di lode, nella loro semplicità, specie per la provenienza italiana di farina, pomodori San Marzano, mozzarella, olio, cioè degli ingredienti principali, il critico Robert Sietsema descrive come “terribili” e ultra costose le pizze più elaborate.

Qualche esempio? “Firenze”, la pizza con in funghi (30 dollari) e “Alba” con il tartufo nero (5 dollari), il cui sapore ricorda “il cibo in scatola”.

[L’entusiasmo degli americani per lo sbarco di Gino Sorbillo a New York]

Il critico americano sembra molto infastidito dall’idea che la pizzeria di Sorbillo, al contrario di quanto succede a Napoli, sia a tutti gli effetti un ristorante: “questo è stato un grosso errore, perché in un menu noiosamente lungo le pizze sembrano quasi un riempitivo”.

E poi Eater boccia senza appello molti piatti: il ragù della pasta alla Genovese non sembra neanche ragù, gli gnocchi alla sorrentina sono un capolavoro, ma di mollezza, e in genere i piatti di pasta sembrano “rimediati dagli avanzi”.

[Pizzaman di Gino Sorbillo: il capitolo sull’incendio della pizzeria di Via dei Tribunali]

Non c’è che dire, l’eccitazione di Eater per l’arrivo a New York della pizzeria di Gino Sorbillo, “the real deal” dei pizzaioli napoletani, sembra evaporata come l’umidità di una Margherita dopo la cottura.

[Crediti | Link: Eater, Rivista Studio]