New York: pesante bocciatura per Gino Sorbillo

A New York, la pizzeria di Gino Sorbillo apre a fine novembre 2017, salutata dall’entusiasmo dei critici americani per l’arrivo a Manhattan dell’autentica pizza napoletana e del pizzaiolo considerato “the real deal” (il vero fuoriclasse”).

L’eccitazione si coglie, palpabile, nella redazione di Eater, il sito americano seguito dagli sgamatoni che misurano il mondo palmo a palmo a caccia di ristoranti da non perdere.

Tra gli altri vip passano al 334 della Bowery il sindaco Di Blasio oltre al conduttore di “The Tonight Show” e nostro supereroe, Jimmy Fallon. Ce lo ricordiamo bene perché i due presentano ai giornalisti americani “Pizzaman”, autobiografia di Sorbillo edita da noi di Dissapore.

[Cosa ci fa Gino Sorbillo a New York con il sindaco Di Blasio e Jimmy Fallon]

L’entusiasmo è durato poco a giudicare dalla stroncatura sottilmente compiaciuta che Eater ha pubblicato da qualche ora, come segnala anche Rivista Studio.

Se pizze come l’Antica Margherita (17 dollari, qualcuno sta pensando a Cracco?), la Vecchia Roma (18 dollari), la ‘nduja (22 dollari) e il Calzone vengono riconosciute meritevoli di lode, nella loro semplicità, specie per la provenienza italiana di farina, pomodori San Marzano, mozzarella, olio, cioè degli ingredienti principali, il critico Robert Sietsema descrive come “terribili” e ultra costose le pizze più elaborate.

Qualche esempio? “Firenze”, la pizza con in funghi (30 dollari) e “Alba” con il tartufo nero (5 dollari), il cui sapore ricorda “il cibo in scatola”.

[L’entusiasmo degli americani per lo sbarco di Gino Sorbillo a New York]

Il critico americano sembra molto infastidito dall’idea che la pizzeria di Sorbillo, al contrario di quanto succede a Napoli, sia a tutti gli effetti un ristorante: “questo è stato un grosso errore, perché in un menu noiosamente lungo le pizze sembrano quasi un riempitivo”.

E poi Eater boccia senza appello molti piatti: il ragù della pasta alla Genovese non sembra neanche ragù, gli gnocchi alla sorrentina sono un capolavoro, ma di mollezza, e in genere i piatti di pasta sembrano “rimediati dagli avanzi”.

[Pizzaman di Gino Sorbillo: il capitolo sull’incendio della pizzeria di Via dei Tribunali]

Non c’è che dire, l’eccitazione di Eater per l’arrivo a New York della pizzeria di Gino Sorbillo, “the real deal” dei pizzaioli napoletani, sembra evaporata come l’umidità di una Margherita dopo la cottura.

[Crediti | Link: Eater, Rivista Studio]

Anna Silveri

11 aprile 2018

commenti (20)

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    1. Che non lo sapeva Sorbillo?
      Gli involtini primavera che ho mangiato a Salisburgo avevano i wurstel nel ripieno, mica scemi i cinesi!

    2. Quindi non dovrebbero mangiarli né valutare ristoranti che li propongono? Seguendo il tuo ragionamento, noi italiani saremmo incapaci di valutare un hamburger o una bistecca?

    3. Perché, noi in Europa non mangiamo carne o hamburger (che sono appunto nati dai tedeschi) ?

      Gli americani hanno una base culturale di ragù o gnocchi ? Poi, per me possono anche disquisirne però bisognerebbe capire qual’è il loro paragone di partenza (perché quando si giudica, si oppone sempre un paragone, nella mente).

  1. Ok. Ma ditegli che la genovese non è un ragú. Prezzi comunque da ridere, altro che i milanesi.

    1. Siamo a New York, quindi a quelli indicati ci devi aggiungere tasse a mancia 😉
      Detto questo, per la Grande Mela sono prezzi più che ragionevoli, molto più bassi di tante altre pizzerie meno blasonate, te l’assicuro. NY è cara, molto più di Milano e Roma.

    2. C’è scritto sul menù che la genovese è un ragù…

  2. Bisognerebbe anche capire quanto paga al mese per i muri e di certo credo anche che non spenda poco il far arrivare le materie prime da qui.
    Sicuramente da chi paga 10 dollari per del junk food o si mangia zuppa di pasta da quanto sugo c’è non mi aspettavo positività, cosa pensavano di avere margherita e marinara a 3$ ?

    1. Per esperienza diretta di un mio amico che ha 5 locali a Manhattan, per un affitto si spendono anche 30.000 $ al mese…….se fai pizze a 7 $ o ne vendi 1.000 al giorno o non ci stai dentro.

  3. adesso dobbiamo star dietro anche ai presunti “esperti” di cucina americani???posso capire e appoggio le critiche sui prezzi delle pizze all’estero perchè sono scandalosi ma che questo mi venga a parlare di gnocchi e compagnia cantante quando ,probabilmente,non sa nemmeno che gli spaghetti si mangiano al dente…..
    Gli americani saranno bravi sul barbecue,il resto lo lascino a chi ne sa.

    1. Ehm… Sì, se vuoi fare ristorazione a New York devi star dietro anche (e soprattutto) agli americani. È lapalissiano.

  4. Sempre considerato Sorbillo esageratamente sopravvalutato, per lo meno a giudicare dalle sue pizzerie a Milano, anche se gli amici napoletani mi assicurano che la pizzeria di via Tribunali è un’altra cosa rispetto alle aperture meneghine. A quanto pare, a New York si fanno influenzare meno di noi dal marketing. Basti vedere come Eater ha valutate Salt Bae 😉

    1. È sopravvalutato ovunque, non so perché le persone continuino ad andarci.. c’è di meglio a Napoli e dintorni e anche a Milano.

  5. I prezzi sembrano alti ma leggo nella critica molto livore immotivato. malcelata invidia o desiderio di mettersi in mostra?

  6. Ciao a tutti,
    Esiste comunque la pasta alla genovese napoletana,in pratica è un simil ragù in bianco del monferrato.
    Inoltre per quanto riguarda il pacchero,se da Sorbillo vendono il pacchero precotto e la precottura è fatta male sarà un piatto di
    merda….se lo vendono con preparazione espressa devono saper vendere questa specialità comunicando al cliente un’attesa di circa 15/16 minuti.

  7. Beh per me la pizza di Sorbillo a Milano è poco più che mangiabile. Poi se siamo ancora dell’idea che gli americani (newyorkesi) non sappiano mangiare amen.

  8. A parte che le pizze regionali del menu newyorkese mi sembrano delle accozzaglie di ingredienti che poco hanno a che fare con la pizza, qui a Milano ho provato molte volte la pizza da Olio a crudo e mi ha sempre delusa. Stessa cosa per la pizza fritta, non mi è per niente piaciuta. Trovo Sorbillo veramente sopravvalutato.

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