di Massimo Bernardi 11 Maggio 2009

Menù d'auotre per il centesimo Giro d'ItaliaPreparata la gamba per il Giro d’Italia: tv – poltrona – dispensa – tv – poltrona, abbiamo chiesto al giornalista gastronomico e grande appassionato Alessandro Morichetti, di suggerire un menù gourmet ai ciclisti coinvolti nell’impresa. Consigli per la prima settimana.

Il Giro del centenario stravolge le regole e fa storcere il naso ai puristi, festeggiando la sua storia con rivisitazioni ardite e molecolari. Finora il menù aveva seguito un’impostazione classica: apertura con portate leggere, qualche stuzzichino intermedio per rompere l’appetito e un dolce rinfrescante nel finale gioioso di Corso Sempione a Milano, prodigo di sorrisi per vincitori e vinti comunque felici di esser giunti al termine. Invece.
Pronti-via e subito la cronosquadre. Giusto il tempo di un prosecco (magari offerto da quel Marzio Bruseghin decano del plotone e produttore di vino), una foto in piazza San Marco e già l’arrivo in quota di martedì 12 maggio suggerisce di cambiare completamente registro alimentare: tappa dolomitica al quarto giorno, ultimi 50 km che fanno male, fredda, impietosa con chi non ha ancora trovato il colpo di pedale giusto. Consigliabile saltare a pié pari i bianchi e dosare un po’ di Amarone in borraccia e filetto di bue  in crosta nel pacco-rifornimento.

Stessa musica il giorno seguente. Si parte in salita verso i 1972m del Passo Rolle, transizione fino al km 100 e ultima invettata fino ai 1844m dell’Alpe di Siusi. Inizio di Giro fortemente sconsigliato ai velocisti-tutto sprint ma poveri di lunghezza, la cruda fatica della fase iniziale del percorso vuole un tannino dolce e vellutato da lagrein di sostanza e ristori post-gara sostanziosi, grassi, rinvigorenti.
La prima settimana prosegue con tappe interlocutorie che stimolano la salivazione degli eroi di giornata, succulente per chi non vincerà il Giro ma vuol mettersi in mostra e lasciare un segno. Tappe da abbinamento all’inglese, alla Fight Club: una sola regola, nessuna regola. Libero sfogo all’interpretazione individuale con una sola eccezione: in cima ai 1815m del Passo Maloja di venerdì 15maggio, consigliamo di azzannare con violenza un violino di capra della Valchiavenna, sostituendo un buon Valtellina Superiore alla dose consigliata di integratori.

Dopo la sfilata meneghina di domenica, martini dry e tutti a nanna prima della giornata di riposo.