di Massimo Bernardi 3 Gennaio 2012

Facciamo male la differenziata. Dove buttiamo un piatto di ceramica? In mezzo al vetro, così quando viene triturato e ricilato in nuove bottiglie, rischiamo di vederle scoppiare. Stessa cosa per il pyrex, simile al vetro ma non esattamente la stessa cosa. Sbagliamo anche con la carta. Buttiamo gli scontrini, non riciclabili perché contengono solventi, o i cartoni con i resti della pizza che invece andrebbero puliti, sennò la pizza fermenta. E gli imballaggi? Vanno tra la carta, okay, ma senza lasciare dentro il contenuto, non è detto che sia riciclabile. Mentre per smaltire il legno o i metalli contenuti in piccoli elettrodomestici e nei cellulari dovremmo andare periodicamente alle isole ecologiche.

Colpa nostra? Sì, siamo superficiali, imprecisi e andiamo sempre di fretta.
Colpa solo nostra? No, assolutamente.

Ditemi, è possibile sapere senza una guida che i piatti di plastica, per dire, non vanno nella plastica? O che molti giocattoli, e anche la parte esterna della penna, ma attenzione, non il tubetto dell’inchiostro all’interno, sono irrecuperabili perché composti di materiali diversi?

Voialtri disorientati dai sensi di colpa, pensate di avere il tempo per lavare perfettamente le bottiglie e le lattine, per togliere via tutte le etichette di carta? Qualcuno vi ha debitamente istruito, cari i miei piccoli Mr Riciclo, a distinguere i polimeri i riciclabili dai non?

In definitiva, siete convinti di aver ricevuto dal vostro comune o dalla società addetta alla raccolta le informazioni necessarie?

P.S. Casomai interessi, esiste un’app anche per la differenziata: Il Rifiutologo.

[Crediti | Link: Corriere.it, immagine: Blogo.it]