di Massimo Bernardi 10 Aprile 2012

La lettura dei giornali rende ancora più indigesto lo strike mangereccio di Pasqua, c’è la sensazione che lo scandalo della Lega sia prima di tutto gastronomico. Ci spieghiamo con un dizionario dalla A alla Z.

A come Autista. Quello dell’imprenditore Stefano Bonet, che consegna a Francesco Belsito, ex tesoriere della Lega, una mazzetta da centomila euro parte dentro un cappello Borsalino, e parte dentro una borsa che contiene bottiglie di vino.

B come Bar. Acquistato a Milano per conto di Bossi e inserito tra i costi della famigerata cartella “The Family”.

C come Cerchio Magico. Dopo le vicende degli ultimi giorni, i militanti della Lega commentano amari “ecco di che pasta era fatto quel cerchio magico”.

D come Denaro pubblico. Alessandro Marmello, autista e bodyguard di Renzo Bossi, riceveva dalla Lega un rimborso per ogni scontrino presentato. Molti coprivano le spese personali di Renzo Bossi: poteva essere la farmacia, il ristorante, la benzina per la sua auto, cose così.

E come Elvis Presley. Mito di Pierangelo Moscogiuri, in arte Pier Mosca, ovvero il compagno ed ex-guardia del corpo della pasionaria della Lega, Rosi Mauro. Uno di quei simpatici buontemponi che si vedono in pellegrinaggio a Graceland, la casa di Elvis, tra pantalone bianco attillato, occhiale scuro, scarpe a punta e tra le mani un Fool’s gold, l’ipercalorico panino preferito dal re del rock.

F come Focaccia ligure. Ripetutamente usata da Belsito per conquistare le simpatie di Umberto Bossi. “E tu digli che gli porti anche il fornelletto per scaldare la focaccia”, suggerisce all’ex tesoriere la segretaria amministrativa del partito Nadia Dagrada, “ma quando ci sarà la testa di Castelli” (l’ex ministro Roberto Castelli, nominato revisore dei conti del Carroccio). .

G come Giolitti. Il bar romano, proprio di fronte all’ingresso del palazzo che ospita i gruppi parlamentari, dove al Senatur piace mangiare il gelato. E studiare il modello nel bar acquistato a Milano con i soldi della Lega. A sua insaputa, ovviamente.

I come Il tesoriere più pazzo del mondo. Un passato da pr-buttafuori della discoteca genovese Cezanne, poi lauree false e false contabilità. Ci voleva Francesco Belsito, 41 anni, per fare ombra al peggior tesoriere d’Italia, Luigi Lusi. Ora, malgrado tutto, inclusa la faccia da posteggiatore abusivo, dice che non è un delinquente, piuttosto un donatore di benefit per famiglia e amici bisognosi. Pingue, colloso, spregiudicato, leggenda narra sia riuscito a ingraziarsi il cerchio magico portando focacce e vino in via Bellerio.

L come Lido. Sol Levante è il nome della spiaggia ligure di Cavi di Lavagna che l’ex tesoriere Belsito  compra nel 2011 facendosi sganciare 200mila euro da un imprenditore.

 

M come Milvio. La zona resa celebre dai lucchetti dei romanzi di Federico Moccia, entrata in orbita padana per i suoi ristoranti dopo i Parioli, quartiere della ricca borghesia romana, dove i locali più frequentati dai padani sono “Il Ceppo” di via Panama e “Il Caminetto”.

N come Nera. Rosi Mauro, sindacalista brindisina, detta “la badante” per la passione con cui accudisce Bossi, il leader malato. Ottiene vicepresidenza del Senato e bonifici a pioggia, specie per comprare lauree, la sua e quella di Pier Moscagiuro, il fidanzato cantante della celeberrima “Cooly Noody”. Indimenticabile l’espressione atterrita dinanzi al rigatone con la pajata che mesi fa, la governatrice della Regione Lazio Renata Polverini ha infilato in bocca al Senatur.

P come Paletta e lampeggiante. Erano nell’auto di Renzo Bossi, usati per arrivare in tempo agli appuntamenti che il Trota dava al ristorante.

R come Regione Lombardia. Al Trota viene pagato tutto, dalla scorta alle spese del partito, perfino il caffè in Regione è a carico del contribuente.

S come Slogan. “Roma ladrona la Lega non perdona”, la ragione sociale del Carroccio che si è rivoltata. Mentre la Lega è diventato il più romano dei partiti. Oggi per conoscere le tendenze culinarie della città basta seguire un esponente leghista. Altro che polenta. Basta un salto da Fortunato al Pantheon, storico ristorante a due passi da Montecitorio per incrociare un vertice leghista. Storiche le serate padane alla Fiaschetteria Beltramme, in via della Croce, uno dei luoghi più autentici della romanità.

T come Trota ovviamente. Soprannome affibbiatogli dal padre per manifesta inabilità scolastica. Eccelleva però in fidanzate-veline, diplomi da acquistare a saldo e macchine di lusso, tutto pagato con soldi pubblici. Ieri si è dimesso da consigliere della Regione Lombardia sbeffeggiato dalle camicie verdi per l’acume limitato. E pensare che Eliana Cartella, la fidanzata bresciana ex barista, corteggiata anche dal calciatore Mario Balotelli diceva del Trota “è più intelligente e romantico, mentre Mario è più bello”.

U come Uovo di Pasqua. “Non mi aspettavo questa sorpresa dall’uovo di Pasqua”. I leghisti accolgono le dimissioni del Trota dal consiglio regionale della Lombardia con una gara alla battuta migliore scatenata su Twitter e Facebook.

V come Via Veneto. In assoluto la zona prediletta dai parlamentari leghisti in trasferta, assidui frequentatori di un ristorante di pesce molto noto. Bisogna assaporare in fretta quel che resta della dolce vita.

Z come Zero. Il voto da assegnare a Roberto Maroni, indicato da tutti come il nuovo leader della Lega, per questa dichiarazione appena rilasciata. “Purtroppo non voto a Brescia, altrimenti voterei certamente Renzo Bossi, un nome una garanzia”.