Chi ha detto la cosa giusta sulla super patata Ogm?

Le patate Amflora OgmFateci uscire da questo incubo. Spiegateci chi secondo voi ha detto la cosa giusta sulla Amflora, la super patata Ogm che la Commissione Europea ha autorizzato a coltivare in Italia. Sbattuta violentemente in prima pagina dai giornali, la patata in due giorni ha costretto tutti a dire tutto, politici, guru, scienziati. Possibilmente, l’uno smentendo l’altro. Ora, volendo capire se fa bene perché contiene più amido, se fa male perché abitata da un gene resistente agli antibiotici, se dev’essere oggetto di un referendum… ci rivolgiamo fiduciosi a voi. Segue riepilogo di chi ha detto cosa.

“Gli ogm non li vogliono i consumatori, non li vogliono molti governi, eppure le multinazionali non mollano mai”. [Carlo Petrini/Slow Food]
La patata è l’ortaggio più coltivato dopo il pomodoro, da qui deriva l’interesse della multinazionale Bayer per la patata geneticamente modificata Amflora“. [Coldiretti]

La patata Amflora è stata sottoposta a vari test che hanno riscontrato l’assenza di rischi per l’uomo, gli animali, l’ambiente“. [Dario Bressanini/Scienziato]

Patata ogm, il Vaticano dice no“. [Osservatore Romano]

Gli Ogm, se li conosci non li eviti. Sostenere che fanno male alla salute rappresenta un approccio medievale, emotivo, politicamente demagogico“. [Federico Vecchioni/Confagricoltura]

Ci opporremo con forza agli ogm, e dopo la decisione della Commissione Ue di autorizzare la produzione della patata OGM Amflora, non escludo l’ipotesi di un referendum popolare“. [Luca Zaia, ministro delle Politiche Agricole]

Liberalizzando una patata Ogm la politica ha cancellato la scienza“. [Giorgio Calabrese]

La patata Ogm della Basf autorizzata dalla Commissione europea e conosciuta con il nome di Amflora contiene un gene che conferisce la resistenza ad alcuni antibiotici” [Greenpeace]

No a crociata ideologica del ministro Zaia“. [Benedetto Della Vedova/Pdl]

Oggi leggo su tutti i giornali che si dà il via libera a una ‘super patata ogm’, geneticamente modificata. Chiaro che ci riferiamo a Daniela Santanché“. [Alessandra Mussolini]

Vigilerò sulla sicurezza alimentare delle mense scolastiche, tanto che tutti i prodotti compresi nei menu sono freschi, certificati, biologici e assolutamente Ogm free“. [Gianni Alemanno/sindaco di Roma]

Massimo Bernardi Massimo Bernardi

5 Marzo 2010

commenti (86)

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  1. Avatar Corrado ha detto:

    Solo guardando i nomi di chi ha fatto i commenti è evidente che a favore sono quelli che hanno un minimo di competenza scientifica. Oltretutto, prendendosi la briga di leggere cosa dicono nel dettaglio, i personaggi a favore riportano dati, numeri e notizie fondaqmentali (ad esempio la patata amflora NON serve per l’alimentazione umana, vedi blog di Bressanini).Gli altri ,spesso, sembrano solo gridare all’untore,stile Striscia contro la cucina molecolare.
    Una considerazione: mai mi sarei immaginato che il maschio italiano fosse spaventato dalla patata!

  2. Avatar Fante ha detto:

    No, il referendum no, pietà.
    Celentano convinse gli italiani a dire no al nucleare.
    Adesso avremo la Marcuzzi che si lancia contro gli ogm.
    Facciamo prendere a questo punto una decisione sulle staminali col televoto. Lanciato dal principe de noartri Filiberto.

    1. Avatar Corrado ha detto:

      Fante non ti conosco personalmente ma, dai tuoi commenti ad altri articoli, capisco che un referendum per “abolire la patata” ti getti nello sconforto! Però non è quello che pensi tu 😉

    2. Avatar Corrado ha detto:

      Postilla:
      fu Chernobyl (avvenuta l’aprile dell’anno prima) a convincere gli italiani a votare contro il nucleare al referendum mica Celentano. Sempre una decisione presa sull’onda dell’emotività ma un po’meno da coglioni.

    3. Destinazione umana o non umana, quello che però gli “scientofili” continuano a non dire è che esiste una robina che si chiama “effetto catena”. E’ questo il problema. Ma siete sordi o cosa?

    4. Avatar Corrado ha detto:

      Anche la big Babol faceva venire il cancro e rovinava i denti ricordi? Daltronde era fatta con i topi.

  3. Avatar gianluca ha detto:

    io, sinceramente, non ho un’opinione precisa a riguardo, perchè c’è troppa confusione, ci sono persone autorevoli che dicono tutto e il contrario di tutto, non si capisce niente

    1. Massimo Bernardi Massimo Bernardi ha detto:

      Il punto è proprio quello Gianluca. Nel radunare tutte le dichiarazioni mi sono trovato d’accordo ora con uno ora con l’altro. E dopo ho letto anche l’opinione di Vandana Shiva, l’attivista anti-ogm indiana, riassumibile in “con i semi modificati ci si indebita sempre, in India ci sono stati 200 mila suicidi in 10 anni”.

      Alla fine non so decidermi.

    2. Avatar Corrado ha detto:

      Vandana Shiva quando parla degli OGM e come Moggi quando parla della “sua” Juve.

    3. Avatar Corrado ha detto:

      Scusate oggi vado a rate:
      fai una ricerca su internet su questi 200.000 (DUECENTOMILA!!!) suicidi vedrai che l’unica fonte è sempre e solo lei.

      Attenzione non dico che gli mica che gli OGM siano ok. Dico solo che Vandana Shiva non è decisamente attendibile da questo punto di vista sarebbe come chiedere alla BASF se la patata OGM è ok (questo esempio è decisamente meglio di quello su Moggi)

    4. Suicidi di contadini indiani…chi di voi ha mai sentito giornali dare voce ai contadini delle aree depresse del mondo?allora dove pensate di trovare traccia di questi suicidi? sui nostri giornali? sui blog di ricette?

    5. e aggiungo: Vandana Shiva è una persona seria. Non di quelli che aprono la bocca giusto per aprirla.

    6. Scusa bernardi ma questa non posso lasciarla passare

      Vandana Shiva da anni sugli ogm racconta PALLE. E’ stata ampiamente sbugiardata, ma tanto Petrini continuera’ ad invitarla a Terra Madre. Se andasse ad un convegno scientifico le tirerebbero dietro i pomodori (rigorosamente biodinamici).
      E’ lei il principale diffusore della panzana per cui gli ogm sarebbero sterili, e del fatto (altra panzana) che i contadini indiani si suicidino a causa del cotone ogm.

    7. Avatar Corrado ha detto:

      Pina ci sono dati e statistiche dei suicidi dei “poveri contadini indiani” che tu ci creda o no e su internet le trovi. Poi facciamo finta che ci sono 200000 indiani che si sono suicidati veramente come hanno fatto ? Prima di uccidersi hanno mandato un piccione viaggiatore alla Shiva dicendo: Mi uccido per gli OGM? Sì potrei cercare un altro lavoro o emigrare, come fanno in tutto il mondo, ma la cosa più logica e sensata mi sembra suicidarmi ed abbandonare la famiglia. Le storie della Shiva non solo non sono vere ma, se ci ragioni su non stanno neanche in piedi.
      Questo ribadisco non significa che bisogna usare gli OGM o che gli OGM siano perfetti. Significa che ci sono dei cialtroni che campano spargendo balle sugli OGM e carpando la fiducia delle persone in buona fede.

    8. Avatar Bruno Stucchi ha detto:

      Vendana Shiva è (meglio: era una fisichessa). Di biologia se ne intende come Dario Fo o Mario Capanna.

  4. Avatar Lara ha detto:

    Anch’io mi astengo da commentare, perchè, anche per gli OGM, come per idee politiche e religione, si può discutere giorni e poi ognuno si tiene le proprie convinzioni. Vorrei solo ricordare che non è destinata ad uso alimentare ma, stando alle affermazioni della multinazionale proprietaria della Amflora, verrà impiegata nella produzione della carta. Magari bisognerebbe seguire il consiglio di informarsi bene su autorevoli fonti scientifiche (e chi si occupa di scienza sa che non parlo di Focus, TG1, Osservatore Romano o Settimana Enigmistica) prima di fare affermazioni prive di alcun fondamento.

  5. Avatar Lara ha detto:

    E poi l’annosa questione: patata liscia o patata anni 80?

    1. Avatar Corrado ha detto:

      L’ho capita solo adesso! Però non mi facevo così ingenuo e puro 😀

    2. Avatar stefanor ha detto:

      Direi patata anni ’50 (io l’ho capito subito).

  6. a parte i grossi problemi col congiuntivo di alemanno, potrebbero avere torto o ragione anche tutti. il fatto è che la verità su queste cose si sa sempre vent’anni dopo.
    ma il buon vecchio principio di precauzione?

    1. Avatar Corrado ha detto:

      Il sito “biotecnologie basta bugie” riporta che la tecnologia è stata effettivamente messa a punto una ventina d’anni orsono.

    2. Col principio di precauzione sempre su “ON” anche l’uomo-scimmia del Pleistocene avrebbe fatto volentieri a meno del fuoco.

      Per fortuna tra le scimmie umanoidi qualcuna col cervello un po’ più sviluppato c’era. E non discendiamo da quella col principio di precauzione su “ON”, nel caso fosse venuto il dubbio…

  7. Avatar fabrizio scarpato ha detto:

    Tralasciando le mense scolastiche che è evidente demagogia, è certo che Amflora è destinata all’industria (carta in particolare)e non all’alimentazione: questo è affermato da tutti, pro e contro.
    Il “contro” di Petrini, per citarne uno autorevole, è che contemporaneamente è stato concesso l’uso per alimentazione animale delle foglie e degli scarti (bucce) della Amflora: Petrini sostiene che l’animale mangia la foglia (?), l’uomo mangia l’animale e si prende la resistenza ad un antibiotico. Uno.
    La resistenza all’antibiotico della Amflora è data da un trattino di sequenza aminoacidica del suo genoma: non è semplice tagliare e assimilare un pezzeto di Dna esogeno e integrarlo nel nostro, anzi quasi impossibile. Potrebbe riuscirci solo se ben istruito e motivato qualche batterio che ci portiamo nell’intestino, ma non sembra che possano esser particolarmente interessati alla “ricombinazione”. In sostanza la patata non contiene un antibiotico, ma l’informazione per non esserne condizionata nel suo sviluppo.
    Quindi non vedo questo grande problema, posta la destinazione industriale, posta la facoltà di coltivarla o meno, posta la tracciabilità degli animali che ne hanno mangiato gli scarti, posto che non so se l’antibiotico in questione ha particolare uso nell’uomo, posto, infine, che spesso chi parla di antibiotici è colui che li assume autonomamente al primo raffreddore o influenza, cioè per malattie virali, quando tale terapia è solo indicata nelle infezioni batteriche. Più antibiotici introduci più i batteri li “riconoscono” e alla lunga si attrezzano per non farsi controllare e fare i danni che vogliono.
    E’ questo comportamento che determina, su larga scala, la resistenza molto diffusa agli antibiotici, non una ipotetica o remota patata.

    1. Avatar Alpe ha detto:

      Si continua a non sapere a cosa serva la modificazione genetica di questa patata. Piu’ sotto dici che la resistenza all’antibiotico e’ un marcatore, puoi, se lo sai, farci capire a quale antibiotico? Gli antibiotici sono molecole diversissime fra loro, in comune hanno solo l’appartenenza alla famiglia degli antibiotici…

    2. mi pare che sia una resistenza alla kanamicina, ma non sono sicuro.
      Tanto per cercare di chiarire, le resistenze agli antibiotici non servono a niente nella patata, ma servono per selezionare in laboratorio i pezzettini di DNA che portano il gene che interessa inserire nell’organismo da modificare, tutti gli altri che non lo hanno muoiono, e solo quello rimane e puo’ essere inserito nella patata, per es. Dopo non serve piu’ a nulla, ma rimane integrato nel DNA. E’ forse uno degli aspetti piu’ controversi di questa teconologia, tanto e’ vero che, leggendo Bressanini, ho vosto che un gruppo di scienziati hanno uno usato un approccio diverso per avere lo stesso effetto, senza dover usare questa tecnica, quindi completamente spiazzando ogni critica.

  8. Avatar enrico ha detto:

    Ci sono tutti gli ingredienti per il drammone/thriller:
    le perfide multinazionali, i candidi protettori dell’ecosistema, i protettori del made in itay (??) il neo-pauperismo (degli altri, si intende, vivete voi come i contadini dell’ottocento in pianura padana), la chiesa che difende la vita (il passo dalla patata all’eugenetica è breve), il populismo sciatto (il sindaco preoccupato della salute dei “regazzini”) e disonesto (il ministro a cui bisognerebbe spiegare cosa mangiano le vacche che il suo protettore Cremonini macella per fornire la carne del McItaly), la pasionaria indiana dal nome che stimola la nostra mai sopita mitologia orientale, quelli che hanno paura di prendersi il gene della resistenza alla neomicina (chissà poi cosa vuol dire) e imbottiscono i figli di antibiotici al primo starnuto, una spruzzata di anti scientismo e di si stava meglio ai bei tempi andati ed eccoci. Eppoi la maggior parte non sa nemmeno cosa significhi l’acronimo OGM, non pretendo che abbia dei rusimenti di biologia.
    Un’ultima nota: la competenza, anche minima, scientifica, non ti fa essere pro o contro, come allo stadio, ma ti permette di capire di cosa si sta parlando e quindi di poter avere un opinione consapevole, che comprenda anche le, molte volte valide, motivazioni economiche, politiche e anche etiche. Essere per esempio consapevole della politica di rapina delle multinazionali, ma senza credere a delle castronerie, tipo la trasmissione della resistenza agli antibiotici (magari leccando la colla con amido dei francobolli)

    1. Massimo Bernardi Massimo Bernardi ha detto:

      Commento dell’anno?

    2. Avatar Alessio Gacometti ha detto:

      anche il mio……….

    3. Avatar enrico ha detto:

      non prendermi i giro ! 😉
      Confesso che dopo anni di professor DiBella e di cure miracolose per il cancro, di leggi per la procreazione assistita, staminali si o no, cibi Frankestein, clonazione umana, cerchi nel grano, patate transgeniche, sono stanco e molto preoccupato.

    4. Avatar alessandro bocchetti ha detto:

      bellissimo commento! Condivisibile in buona parte e con un giusto tocco di burletta 😉
      Ma temo che il problema sia culturale e non scientifico: In Italia (e credo in quasi tutta l’Europa) l’agricoltura industriale ha segnato il passo, un’azienda agricola che lavori solo per questa non sta in piedi e se ci sta con margini molto piccoli rispetto l’investimento e a costo di gravi irregolarità (vedi manovalanza in nero, non solo fiscale ;-)). Questo per una serie di ragioni, dai prezzi della coltivazione, agli stipendi dei lavoranti fino al carico fiscale e alle caratteristiche del territorio che rendono difficile una coltivazione completamente mecanica ecc. Quindi io mi chiedo che senso ha per noi continuare ad inseguire uno stile agricolo di questo tipo. La morfologia italiana giustifica perlopiù colture pregiate e la difesa dei nostri cloni, meno produttivi ma con un valore aggiunto di qualità gustativa sicuramente maggiore. Quanti di voi trovano una patata decente, e quanti sarebbero disposti a pagare qualche euro in più per procurarsela? Insomma sarebbe come dire ai nostri viticoltori di lasciar perdere i cloni autoctoni a bassa resa (tipo timorasso o pecorino o kerner ecc) e piantare cloni internazionali di raucedo e di spingere la vigna il più possibile per poi conferire il tutto alle coperative sociali per due lire, per cercare di fare la battaglia a jellow tail… Ci abbiamo provato e abbiamo visto che non funzione… Fare tesoro del passato, no troppo furbo…
      Quindi secondo me il problema non è tanto il fideistico e (ha ragione enrico) un poco ridicolo OGM no o OGM si, ma chiedersi se vale la pena?
      Ps cmq OGM vuol dire Organismo Geneticamente Modificato, spero di aver passato l’esame 😛
      ciao A

    5. Avatar enrico ha detto:

      Uno dei problemi è la mancanza di una cultura scientifica e quindi di metodo di conoscenza scientifico.
      Il rischio è di interpretare il giusto (per noi che ce lo possiamo permettere) ritorno a dimensioni più “umane e naturali” in chiave oscurantista e anti scientifica, anti tecnologica. Si rimane inevitabilmente indietro, non si sfugge ad un lento e progressivo declino.
      Eppoi se il comandante del Titanic avesse avuto un radar più moderno non avrebbe incocciato l’iceberg (però aveva il radiotelegrafo e potè lanciare almeno l’SOS)

    6. Avatar Fante ha detto:

      Quelli del Titanic non hanno visto l’iceberg perchè c’era Di Caprio che faceva l’asino sulla prua

    7. sono d’accordo sulla bellezza del commento di enrico. ma non posso non essere d’accordo anche con alessandro. troppo spesso quando si affronta un argomento come questo le posizioni si riducono a “Sì Ogm-No Ogm”, ovvero “Sì Scienza-No Scienza”, ovvero “Sì progresso-No Progresso”. Poi ci si mette anche qualche riferimento alla tradizione contro l’innovazione, all’oscurantismo contro la libertà di avanzare, all’ignoranza dilagante (su cui per lo più ci si piglia). e un finisce per non capirci più niente.
      Non sto a riassumere tutta la vicenda: che Amflora dovrebbe essere usata solo per scopi industriali, che però esiste la catena alimentare etc etc
      Io sono a favore della ricerca, sempre. Non credo che puntare i piedi serva a fermare il cammino del mondo, per buono o cattivo che sia. Ma credo che forse mantenere una mentalità critica (non oscurantista, né retriva), serva a tutti.

    8. Avatar serena ha detto:

      ho pensato che questo commento di enrico fosse il migliore di sempre prima di leggere la domanda da tele-voto di bernardi.
      sono d’accordo in tutto e per tutto.

    9. Avatar Fante ha detto:

      Faccio una breve ma spero lucida considerazione

      Utilizzare nuove risorse prevede evidentemente una certa dose di rischio. Sempre.
      E’ auspicabile quindi che si attivino tutte quelle contromisure di controllo per evitare che si proceda con troppo entusiasmo. Pensate quanto sarebbe stato meglio se qualcuno avesse suggerito al comandante del titanic di procedere con meno foga.

      Da un lato quindi ben venga lo scetticismo e la titubanza. A me sopratutto fanno rabbia i mezzi di informazione che danno troppo poco spazio a opinioni competenti e non solo celebri.

    10. Avatar Lara ha detto:

      Se bastasse nutrursi di un alimento per “incorporare” i suoi geni saremmo tutti un misto di mucche, maiali, bietole, trote e così via. Questa è da schiantarsi dal ridere. E’ OVVIO che non è così, possibile che la gente non capisca questo concetto biologico di base?? Chi si preoccupa del gene di resistenza all’antibiotico non ha veramente idea di cosa parla.

    11. Avatar Alpe ha detto:

      Se la resistenza alla neomicina e’ solo un marcatore, non e’ questa il motivo per cui la patata e’ stata modificata: qual e’?

    12. Avatar enrico ha detto:

      Bravo, hai svelato il mistero
      La neomicina è usata da decenni come antibiotico ad uso topico, è presente in numerose preparazioni, creme, pomate, gocce auricolari ecc..
      Quindi il vero scopo delle perfide multinazionali biotech è quello di costringere il povero contadino a spalmare giornalmente ogni singola patata con la pomata che le altrettanto perfide multinazionali pharma producono.

      Alpe, lo so che stai scherzando! 😉

    13. Avatar Alpe ha detto:

      Non e’ la neomicina, tega! Documentati un po’ su Internet! 😛