di Adriano Aiello 1 Marzo 2012

Avete una trattoria in Val di Susa, la Rosa Blu a Chianocco. O meglio, un bar. Forse vi conviene chiudere per un po’ i battenti e ammettere la sconfitta della ragionevolezza. Perché? Beh, capita che vi sfondino la vetrata. Guardate qui.

Un’irruzione che mette disagio solo a guardarla. Non solo per la sua illegittimità perpetrata su un esercizio commerciale che applica il suo diritto di stare chiuso (specie visto l’ora in cui avvengono i fatti) ma per l’inutilità del tutto. Per l’arroganza con cui viene messa in atto e con cui vengono allontanati i cronisti. Si sa, i giornalisti quando fanno il loro mestiere rompono i coglioni.

Non c’è bisogno di schierarsi con fermezza sulla questione Tav o No Tav per condannare il clima folle che si respira. E di condannare il desiderio di polarizzare il giudizio di chi vede, legge, ascolta. Che sia il giudizio su un idiota che insulta un carabiniere o su Il Giornale che abusa del solito cinismo nei confronti di uno, che qualunque sia la sua posizione, è sempre in fin di vita. Non si tratta più di atteggiarsi a buoni progressisti politicamente corretti per comprendere che un pezzo di civiltà si srotola ogni volta che scene del genere accompagnano la nostra giornata.

Secondo Marcuse, l’individuo dei nostri tempi è un uomo a una sola dimensione. Temo fosse molto ottimista.

Aggiornamento delle 19:22: parla la proprietaria della trattoria.