di Massimo Bernardi 15 Giugno 2011

Rituale dell’acchiappo, versione per uomini, punto 1: cenetta tête-à-tête e un po’ di Tv sul divano. Okay, ma come passare dalla gioia passiva di trovarsi accanto a lei, alla gioia attiva di trovarcisi hem… dentro? Supponiamo che la cenetta sia per domani, e che dopo, il televisore sia magicamente sintonizzato su Canale 5. Vedrete: La notte degli chef, primo di 3 episodi pilota del game-show culinario presentato da Alfonso Signorini, che assegna un contratto di sei mesi retribuito dal ristorante D’O di Cornaredo (Milano).

Fate attenzione, la linea che separa il sesso post-televisivo dal rifiuto è sottile, basta una parola fuori posto. Quante volte avete investito nelle preziose uova di Parisi (per non parlare del culatello di Spigaroli) solo per sentire dal vostro appuntamento che lei vuole aspettare, o che starvi accanto per pochi minuti l’ha convinta a chiudere per sempre con gli uomini?

Non accadrà più: leggete e imparate cosa fare (e cosa non) mentre guardate La notte degli chef. Per aiutarvi a capire, ho diviso i momenti della trasmissione per grado di difficoltà.

Il momento di Gennaro Esposito, Davide Oldani, Fulvio Pierangelini.
Sono loro, il fantasioso chef del ristorante Torre del Saracino di Vico Equense, il massimo esponente della cucina pop e l’imbronciato ex mattatore del Gambero Rosso di San Vincenzo i master chef, i cuochi di grande esperienza cui si rivolgeranno 9 giovani chef professionisti divisi in tre brigate. E che sceglieranno quali piatti, originali, cucinati in tempo reale, buoni e curati nella presentazione, i concorrenti dovranno preparare.

Coefficente di difficoltà: 5.
E’ il momento più delicato del programma. Ripensando alla cena che le avete offerto, il vostro appuntamento potrebbe ammirare così tanto la maestria dei 3 chef da chiedersi perché tutto le è andato orribilmente storto. L’approccio sbagliato. “Piccola, ora tocca a me cucinare, tu sei il piatto io il tuo master chef”. Errore, è una frase troppo diretta e banale. L’approccio giusto. Prendetela comoda, gigioneggiate un po’, quindi indicando la parte più appetitosa del suo corpo ditele qualcosa tipo: “Scusa, posso cucinare un po’?”

Il momento di Cecilia Rodriguez e Guglielmo Stendardo.
La sorella di Belen e il calciatore della Lazio indossano i (succinti?) panni del personale di sala, che come in un vero ristorante, serve i piatti cucinati dai concorrenti.

Coefficiente di difficoltà: 4
Un altro momento impegnativo. Il vostro appuntamento ha appena visto una donna ma soprattutto un uomo bello, muscoloso e ricco, è mentalmente predisposta per un accoppiamento fuori dalla vostra portata. L’approccio sbagliato. “Hey piccola, ti piace Stendardo? Dovresti provare me”. A meno che non abbiate muscoli più guizzanti di un calciatore e il suo conto in banca, questa è una cattiva idea. L’approccio giusto.”La Tv aiuta molto, le luci, i filtri… in fondo anche il mio accenno di tartaruga non è male. E comunque, hai degli occhi splendidi”.

Il momento di Camilla Baresani, Alessandro Borghese e Davide Rampello.
La scrittrice e critica gastronomica de Il Sole 24 ore, lo chef a domicilio di molti programmi Tv e il Presidente della Triennale di Milano sono i giudici della trasmissione, a loro spetta l’insindacabile giudizio che elimina i concorrenti fino a quando ne resterà uno solo.

Coefficiente di difficoltà: 3
Il momento è propizio. Le eliminazioni piacciono, ma quando i giudici spiegano i motivi della scelta la soglia dell’attenzione crolla. Siccome non hanno idea del perché preferire un concorrente all’altro, vanno a simpatia. Per cui le spiegazioni sono sceme, o al contrario lunghe e trascurabili. Approfittatene, il vostro appuntamento troverà noioso anche il piacione Alessandro Borghese. L’approccio sbagliato. “Piccola, ora il giudice sei tu, guardami: dentro o fuori la casa?” A uscire da casa vostra, e pure di corsa, potrebbe essere lei. Orsù, un po’ di stile, e mai farle un affronto simile: assimilarla a un critico gastronomico, puah! L’approccio giusto. “Non ti giudicherò mai, ma se un giorno dovrò farlo, giuro che sarò meno accessorio di Alessandro Borghese”.

Il momento di Elisabetta Canalis, Emanuele Filiberto di Savoia e Rino Gattuso.
Sono gli aiuto-cuochi dei concorrenti, sempre pronti a cimentarsi tra i fornelli, a sfilettare il pesce, saltare la pasta, sminuzzare le verdure. Che poi è ciò che una come Elisabetta Canalis fa tutti i giorni a casa sua, non trovate?

Coefficiente di difficoltà: 2
Ce la potete fare. A parte Rino Gattuso, gli altri sono i tipici sfaticati minus-habens culinari cui Gordon Ramsay, l’incazzoso chef britannico, assesterebbe due calci rotanti e via a pelare le patate. E hey, non penserete seriamente che Rino Gattuso possa farvi concorrenza? L’approccio sbagliato. “Sono scolpito dappertutto, come George Clooney”. AUTOGOL, evitate paragoni imbarazzanti. L’approccio giusto. Spegnate la luce, accendete lo stereo, mettete un cd e sussurrate qualche parola sensata. Il confronto con Italia Mia, cantata a Sanremo da Emanuele Filiberto, vi renderà irresistibili.

Il momento di Alfonso Signorini.
A Kalispera ha sostenuto cose incredibili tipo la santità di Ruby, nipote di Mubarak. Oggi non so se ci riuscirebbe. Eppoi suvvia, anche se dice di saper cucinare la carbonara e la famosa casseoula lombarda, con Alfy in cucina sarà tutta una roba di culatelli.

Comunque non fate niente, assolutamente niente. Aspettate la fine della trasmissione. Quando il vostro appuntamento smetterà di piangere e lamentarsi per l’orrore, prendetele gentilmente la mano e dite qualcosa tipo: Shhh, bambina. E’ tutto finito. Dio mi è testimone, non guarderemo più La notte degli chef. Mai più”. Per gratitudine vi bacerà immediatamente. E sarà il sesso migliore della vostra carriera.

[Crediti | Link: TgCom, immagini: TvBlog, Tg com]