di Massimo Bernardi 1 Marzo 2011

Come da manifesto pubblicitario, nei giorni scorsi, a Trapani, una catena di grandi magazzini ha venduto bottiglie da 75 cl di olio extravergine a 0,99 euro.

So cosa sate pensando.

Sommando i costi di coltivazione, manodopera, trasformazione, bottiglia, etichetta, distribuzione come si fa a guadagnare vendendo olio extravergine d’oliva a meno di un euro?

Non usando olio extravergine, ecco cosa ci autorizza a pensare un prezzo simile. Intendiamoci, magari non è così, forse si tratta solo del folle prezzo-volantino di una catena in debito di vendite, ma il sospetto è lecito.

Del resto, frequentando un supermercato ti sorpendi a chiedere scusa alle pere e alle arance per aver bollato il loro prezzo come incomprensibile. I prezzi delle bottiglie di extravergine oscillano tra 1,5 a 10 euro al litro, chiedersi cosa c’è dentro per giustificare differenze simili è automatico.

Ci dicono i giornali che dipende dalla presenza di olio trattato per eliminare difetti e cattivi odori, lo stesso che in questi giorni ha conquistato le prime pagine con il nomignolo di olio “deodorato”.

Cos’è un olio deodorato? Un olio di oliva non commestibile trasformato in un prodotto senza difetti ma con una controindicazione: dopo il trattamento non può più essere venduto come olio extravergine. A meno che venga miscelato con una quota di vero extravergine fruttato.

Se come qualsivoglia essere umano pensate che il problema siano i chimici, dovete sapere che nemmeno il migliore di loro riesce a far sparire gli alchil esteri.

Cosa sono gli alchil esteri? Sono composti che si formano in seguito al degrado di olive danneggiate o conservate in  condizioni non ideali prima di essere lavorate. Il risultato è la formazione di alcol etilico e metilico che può evolvere in alchil esteri. Siccome resistono ai trattamenti, una presenza elevata di queste spie indica scarsa qualità dell’extravergine.

Eppure nei giorni scorsi a depotenziare il ruolo stanafrodi degli alchil esteri è stata proprio la Comunità Europea che dovrebbe vigilare sulla genuinità dell’olio d’oliva. Al netto di clamorose retromarce, il nuovo regolamento comunitario in vigore dal 1° aprile aumenta le concentrazioni massime di alchil esteri nell’extravergine, autorizzando indirettamente la vendita di oli “deodorati”.

Intollerabile, eh!

Curiosità finale per elevare il quoziente-fleim del post. Senza schivare prese di distanza o lodi sperticate al pensiero che la Comunità Europea sia il vero nemico dal quale guardarsi, mi dite se voi l’olio extravergine a 0,99 euro la bottiglia lo avreste comprato?

[Crediti | Link: Il Salvagente, Repubblica.it, immagine: Cronache di gusto]