Un giro di affari, denuncia Legambiente, pari a due milioni di euro l’anno nella sola penisola sorrentina, la zona più battuta in Italia per questo tipo di pesca illegale. Il danno ambientale calcolato ogni anno solo in Campania, si stima intorno a 70.000 metri quadrati di desertificazione dei fondali e in altri 30.000 in Salento. Se le coste campane e pugliesi sono le più battute dai pescatori di frodo, si registrano frequenti casi anche in Toscana, a Giannutri, piena area marina protetta; nelle Cinque Terre e nel litorale spezzino; nelle coste sud orientali della Sicilia. Insomma dove la costa è calcarea (falesia calcarea) è molto facile trovare qualche sub armato di martello e scalpello.

Chi ancora si ostina a mangiare un piatto di linguine con il prezioso mollusco, dovrebbe sapere che ha contribuito alla distruzione di 10 metri quadrati di fondale marino.

Un datteraio professionista riesce a raccogliere fino a 25 chili di datteri al giorno, provocando la desertificazione di 5 chilometri di costa ogni anno e, se consideriamo che per completare la sua crescita un dattero di mare impiega fino a 80 anni, il danno all’ecosistema è bello e fatto.

Vediamo cosa dice la legge riguardo la pesca dei datteri.

Il divieto di raccolta, detenzione e commercio del dattero di mare vige nel nostro Paese sin dal 1988. 
Più recentemente il decreto 16 ottobre 1998 ha prorogato questo divieto. Chi vuole proseguire la lettura può farlo qui.

In verità, ho mangiato anch’io i datteri di mare prima che la legge entrasse in vigore. Ricordo ancora quando al ristorante Lo Scoglio di Marina del Cantone, nella penisola sorrentina, i camerieri portavano di continuo grandi piatti riempiti di ghiaccio tritato con sopra in bella posa tartufi di mare, fasolari, datteri, ricci.

Una vera goduria anche se, almeno per i miei gusti, la palma del mollusco più brutto ma più buono del mondo va ai percebes galiziani, “de sol” o “de sombra” che siano.

A voi, invece, è mai capitato di mangiarne di datteri di mare? E come reagireste se oggi ve li offrissero in qualche ristorante?

[Fonti: Legambiente. Immagini: Flickr/Rebranca46, Flickr/Kiko.Man]

commenti (45)

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  1. Avatar Corrado ha detto:

    Non li mangerei e non tornerei in quel ristorante.

    Faccio un po’ di polemica (quasi) OT. Ci lamentiamo che non si riesca a sconfiggere la mafia, ma se non si riesce ad impedire la vendita di 4 molluschi che avviene alla luce del sole dove vogliamo andare ? Certo le forze dell’ordine in Italia sono solo il doppio di quelle del Regno Unito non è che possan far molto (in compenso agli inglesi sono avanzati i soldi per far benzina alle volanti)

    1. Avatar NomeVincenzo ha detto:

      Ma che, sei matto ? Vai a parlare degli inglesi a gente che non riesce a parlare né a balbettare la lingua mondiale del commercio e della politica estera !?!? Magari ti sei anche azzardato, ultimamente, a fare paragoni con l’odiata Germania ? Sei proprio un guastafeste, tu !! Un abbraccio.

    2. Avatar attiloo ha detto:

      Adesso mi trovo in albania dove si vendono al ristorante.
      Stasera li prendo per una sola volta e mai più.
      Qui sembrano essere permessi o almeno si tollera.
      Solo questa volta e poi basta, sono troppo curioso.
      Perdonatemi

    1. Avatar ALICE ha detto:

      e vero che in italia i datteri sono vietati……ma in altri paesi hanno dei allevamenti dove gli fanni crescere in posti ben controllati…e non solo i dateri…ma anche altri tipi di pesce….
      Io gli ho mangiati e sono buonissimi…

  2. Avatar eggi ha detto:

    i datteri li ho pescati anche a traina…
    i più buoni li ho mangiati a porto cesareo 10/12 cm… praticamente si sarebbero potuti vendere da sotheby’s, secondo il biologo.
    li ho anche pescati, con bombole e martello. la pesca non era ancora vietata ma… non é un bel vedere quello che ‘ti lasci dietro’.
    é una pesca difficile, pericolosa e probabilmente il fatto che nessuno possa vedere cosa succede ad una parete rocciosa ha ‘giustificato ingiustamente il mezzo’
    non li ricordo sempre ‘buoni’ ed il loro costo assurdo credo sia causato solo dal rapporto pericolosità/rischio. il mare offre frutti migliori senza causare danni.
    non li mangio da 20 anni, ma l’anno scorso me li hanno proposti in due ristoranti. sanzioni per chi pesca… ma chi li compra e mangia non può sentirsi esonerato.

    1. Avatar manuela ha detto:

      Le sanzioni previste sono sia per la pesca che per la detenzione. C’è l’arresto e non sono esonerati quelli che li vendono, li detengono o li mangiano.A Taranto nel 2010 sono stati effettuati numerosi arresti..ma questo pare non sembra intimorire i “dattaroli” che perseverano e si moltiplicano Non è facile beccarli in flagranza, si dileguano e gettano il corpo del reato…sono furbi e senza scrupoli, nascondono il pescato sott’acqua e poi lo vanno a riprendere con calma, magari al buio. E’ una vera e propria “guerra” per salvaguardare le nostre coste…i danni che vengono arrecati non sono visibili se non ai subacquei, pertanto non è facile sensibilizzare la popolazione. In più tutto ciò che è proibito fa gola, soprattutto ai ricconi…anche perchè, diciamolo chiaramente, se il mercato c’è è perchè l’ITALIA PER BENE spende soldi per mangiarli…di sicuro un italiano medio comprerebbe comunque un Mitylus gallus provincialis per farsi una spaghettata di cozze nere, anche se il litophaga litophaga fosse legale…a quel prezzo!!!!

    2. Avatar NomeVincenzo ha detto:

      Ma secondo te è immorale solo ciò che è vietato per legge ? E’ sbagliato solo ciò che è vietato da leggi arrivate in ritardo ? E quando verrà fatta, allora, una legge che metta fuori legge la GUERRA ? Sì, la guerra fra gli umani, proprio quella, perché non viene sancita la sua illegalità ? Un abbraccio

  3. All’inizio ne era solo proibita la pesca, poi si son resi conto che li vendevano normalmente sui banchi esibendo fatture di acquisto di merci di provenienza jugoslava (ne acquistavano 5 kg esteri ma poi ne vendevano qualche quintale di quelli nostrali coprendoli con la stessa bolla/fattura) e allora ne è stata proibita anche la vendita e la somministrazione.
    Ad oggi sarebbe quindi impossibile trovarne sui banchi o nei ristoranti, ma sappiamo che in realtà si trovano…

    A me non piacciono quindi non li vado certo a cercare, coscienza vorrebbe che se uno li vede prende il telefonino e chiama il 117 o il 112… ma qui si entra in un mondo tutto suo dove la gente, di solito, preferisce far finta di non vedere piuttosto che compliucarsi la vita…

  4. Avatar Chefclaude ha detto:

    Percebes=lepas anatifera?
    Davvero sono buoni, anzi ottimi??
    Li ho incontrati sul litorale laziale fine estate scorsa, su un grosso legno marcio spiaggiato: nell’insieme il tutto faceva abbastanza schifo a vedersi, tipo cagna di Baudelaire.
    Pare però siano crostacei, e non molluschi…

    1. Avatar marcomriva ha detto:

      PArcebes,favolosi e neanche così brutti. In Galiza sulla costa della morte, trovare una delle mini-grotte bagnate dall’oceano con la volta ricoperta completamente dai Parcebes è uno spettacolo sensazionale.
      Garantito (esperienza fatta lo scorso anno nelle spiaggie vicino a Muros).

    2. Avatar zoomx ha detto:

      Se stiamo parlando della Lepade non ci piove: è un crostaceo.

      Cercade lepade con google immagini, ha un peduncolo a cui è attaccata una sorta di guscio formato da vari pezzi. Dentro il guscio c’è il crostaceo.

    3. Avatar manuela ha detto:

      i datteri non sono LEPADE…sono litophaga litophaga. trovate il nome scientifico

    4. Avatar zoomx ha detto:

      Non parlavo dei datteri ma dei percebes, quelli della seconda foto di cui si parla in alcuni dei commenti.

    5. Avatar Chefclaude ha detto:

      Allora, solo per la precisione: sono crostacei, lepadiformi, ma quelli in Galizia e sulla costa atlantica sono “pollicipes pollicipes”; si fissano prevalentemente sulle rocce, e lì diventano adulti. Si consumano dopo essere stati sbollentati pochissimi minuti in acqua poco salata (su iutubbe digitando percebes diversi galiziani vi mostreranno come si fa).
      Ricercati, costosi, e in alcune zone quasi a rischio d’estinzione.

    6. Avatar manuela ha detto:

      insomma va: i datteri di mare crescono DENTRO le rocce…non sono visibili dall’esterno perchè si nutrono di roccia (per questo si chiamano litophaga) e crescono in profondità facendo dei buchi (nicchie) negli scogli…pertanto per raccoglierli bisogna rompere lo scoglio con martello e scalpello e tirarli fuori con le pinze…non fate confusione!!!

    7. Avatar zoomx ha detto:

      I datteri, come tutti i bivalvi, sono filtratori, campano di plancton, la roccia la scavano ma non la mangiano mica!

    8. Avatar manuela ha detto:

      Sono molluschi bivalvi come il resto delle cozze….non hanno niente a che fare con i crostacei.

  5. anche io confesso di averli mangiati, e abbastanza lunghi da avere almeno 70 anni… l’ultima volta in un ristorante stellato. purtroppo capita che alcuni ristoratori li offrano come fuori menu.

    1. Avatar manuela ha detto:

      certo….fuori menù…che se li mettono nel menù e passa un controllo mettono la parola FINE al locale!!!

  6. Beh, non sarei corretto se dicessi che non li ho mai mangiati…
    Un tempo, quando non esisteva alcun divieto, era quasi obbligatorio recarsi in costiera amalfitana, da Zaccaria ad Atrani (sì, quello della frana) per gustare gli scialatielli con i datteri, appunto.
    Non so come reagirei se me li proponessero, ma di sicuro rifiuterei il piatto, questo è certo!

  7. Avatar gianluca ha detto:

    mi sembra che ormai il loro valore non stia più tanto nel sapore ma piuttosto nel “fascino del proibito”

  8. Avatar andrea parker ha detto:

    Era una sera di giugno. Manco a dirlo stavo lavorando in campania, vicino Salerno. Durante il servizio lo chef entra in cucina e avverte che il proprietario del ristorante sarà a cena con dei Suoi Amici. I Suoi Amici portano una busta con almeno un kilo e mezzo di datteri. Chef sia chiaro: io i datteri neanche li tocco, non esiste proprio… lui incredulo, io fuori a far due passi.
    Sconfiggere la mafia? I Suoi Amici erano tre finanzieri.
    Bastardi..

    1. Avatar MAurizio ha detto:

      Magari li avevano sequestrati ed era un peccato buttarli … 😉

    2. Avatar manuela ha detto:

      certo…distruzione mediante schiacciamento delle mandibole!!! vatti a fidare dei finanzieri!!! In genere si distruggono camminandoci sopra…è sempre un peccato…ma se vi offrissero della cocaina la distruggereste sniffandola???

  9. Avatar zoomx ha detto:

    Mai mangiati.

    Ho visto il servizio di Striscia La liberazione finale non so se serva a molto, probabilmente finiranno tutti seppelliti dai detriti, in fonsdo, se vivono incassati nella roccia un motivo ci sarà.

    Che la lepade si mangiasse non me lo sarei aspettato. Come si cucina? Confermo che si tratta di un crostaceo e non di un mollusco.