di Prisca Sacchetti 16 Gennaio 2011

(1) Quella volta che hai scritto delle cozze infettate dal virus dell’epatite perché coltivate in acque sporche. (2) Quella volta che hai scritto dei prodotti scaduti e rinfrescati con il cambio d’etichetta. (3) Quella volta che hai scritto della mozzarella bianca che più bianca non si può perché taroccata con il gesso. (4) Ovviamente, quella volta che hai scritto della mozzarella blu, rossa, gialla, a pois perché infettata dallo pseudomonas fluorescens. (5) Quella volta che hai scritto  dell’olio senza olive (6) del vino senza uva (7) epperò con l’acido solforico, (8) dell’olio straniero (9) del maiale alla diossina (10) degli ortaggi al piombo…

Ricordi, souvenir di quando in Italia si tutelava la Salute pubblica. Ora non più, da metà dicembre 2010, cioè da quando il semplificatore leghista Roberto Calderoli ha cancellato la legge sulla Tutela degli alimenti, che dal 30 aprile 1962 multava o spediva in carcere i colpevoli, taroccare il cibo non è più reato. Allora a cosa serve scriverne, denunciare un caso di contraffazione alimentare equivale a smacchiare i giaguari, come si dice a Roma.

E a cosa serve indagare. Non è un caso che il pm di Torino Raffaele Guariniello abbia dovuto bloccare le sue inchieste per mancanza di legge, e quindi di reato. Stop alle indagini sulla mozzarella blu o sul pesce adulterato.

Informato dell’asinata calderoliana, il ministro della Salute Ferruccio Fazio si è attivato per correre ai ripari. Intanto però, fin quando non saranno ripristinati i reati previsti dalla legge azzerata, ci sarà una specie di zona franca, dalla quale resteranno fuori sia la magistratura che i sequestri preventivi dei Nas.

Cosa dite, è ora di aggiornare la contabilità delle cose utili che la Lega fa per questo Paese?

[Crediti | Link: Dissapore, Repubblica.it, immagini: La Stampa]