di Lucia la Gatta 29 Aprile 2012

Già sembrava un pesce d’aprile fuori tempo massimo, la notizia che la mortadella era bandita dalle tavole delle mense scolastiche proprio in Emilia Romagna, ma sentire che il cous-cous servito sempre tra i pranzi scolastici possa portare alla “islamizzazione gastronomica” è davvero troppo. Eppure le direttive sulle mense scolastiche, che sconsigliano l’uso della mortadella e aprono al cous-cous, hanno provocato la reazione infuriata dei consiglieri del Carroccio emiliano, che paventa la “restaurazione del Califfato islamico in Emilia-Romagna”.

Certo che ce n’è davvero di che restare a bocca aperta, e non per metterci dentro qualcosa di commestibile.

A giudizio di Stefano Cavalli, Mauro Manfredini, Roberto Corradi e Manes Bernardini, i quattro consiglieri regionali della Lega Nord, l’introduzione della tipica pietanza nordafricana a base di grano duro, sarebbe il primo passo per la “restaurazione del nuovo califfato islamico in Emilia Romagna”.

Dichiarazioni che sono fuori da ogni logica e rappresentano al pari degli scandali il momento no della Lega Nord. Alzare una levata di scudi paventando che un piatto come il cous-cous, ormai preparato in tutte le piadinerie e persino nelle più nostrane osterie custodi della tradizione culinaria padano-emiliana, possa portare all’islamizzazione della sponda destra del Po, minacciando le valli del Mincio e dell’Oglio è gratuitamente delirante.

Ma se esagero con sushi mi vengono gli occhi a mandorla? Ma siamo ancora al cibo non della tradizione tricolore che, se introdotto, rischia di “mettere in pericolo” le nostre origini o la nostra cultura?

[Crediti | Link: dissapore, Repubblica Bologna. Immagine: Gourmet]