di Massimo Bernardi 8 Luglio 2011

Voi direte: cosa può esserci di così sbagliato nel bere una Diet Coke? Risposta breve: forse usare “Diet Coke” come sinonimo di “dietetico”. Risposta lunga e noiosa. Qui, accanto al Q(uartier) G(enerale) di Dissapore, c’è una macchinetta che dispensa caffè espresso, latte e cappuccini, sapete di cosa parlo, probabilmente l’avete anche voi. Ci sono poi un paio di frigoriferi in vetro trasparente con file di scintillanti bevande gassate. Alcune sono favolosamente famose, sugar-free, imbottite di caffeina. Intercetto spesso ragazze che rientrano in ufficio con la scorta di Diet Coke o ragazzi attrezzati con la versione maschile, la Coca-Cola Zero. Anche se fa un caldo che per smaltirlo dovrei inaridire la falda acquifera della mia città, io non bevo bevande gassate, preferisco un espresso di tanto in tanto.

Ora, che ognuno faccia quel che vuole, ci macherebbe, ma chi si attacca alla lattina lo fa probabilmente perchè pensa di spassarsela senza prendere un etto. Secondo quello che abbiamo saputo negli ultimi giorni non è così. In realtà, con i loro dolcificanti artificiali, le bevande gassate senza zucchero ingrassano più delle rispettive versioni convenzionali. Secondo uno studio condotto su 474 persone e durato oltre 10 anni, se bevi Diet Coke o le sue sorelle, i tuoi fianchi aumentano 6 volte di più rispetto a quelli delle persone che non le bevono.

Ci sarebbe poi quell’altro studio che associa queste bevande all’aumento del diabete.

Che il problema Diet Coke, per chi la beve, sia effettivamente un problema? Forse sarebbe il caso di parlarne. Eppure le bevande gassate senza zucchero restano immensamente popolari. Non dipenderà dalla caffeina, vero, che ci mette di buon umore, aumenta la concentrazione e dà dipendenza?

[Crediti | Link: Science Daily, immagine: Stockphoto]