di Massimo Bernardi 3 Febbraio 2012

La domanda è semplice. Può “Cuoco per emozione”, il libro di Spyros, fresco vincitore del primo Masterchef italiano, funzionare da deterrente contro la sindrome da “nel weekend divento cuoco” improvvisamente dilagata tra i maschi di questo Paese che dopo una giornata di duro lavoro, stando ai giornali, sognano unicamente di infilarsi un grembiule?

E’ una carriera fulminea alla Spyros Theodoridis, 37 anni, grego trapiantato a Modena con la passione per la cucina, quella desiderata dalla tribù di uomini che aspetta il weekend per accendere i fornelli e tirar fuori la bastardella, la maryse (una spatola in uso tra i pasticceri), la bacinella “cul-de-poule”, il sifone o la stravaganza tecnologica appena aquistata? Per non parlare delle chicchissime padelle.

O in realtà, gli uomini cercano nella cucina una dimensione più umana della vita, una pausa prima di riprendere a covare astio verso il vicino di scrivania, al riparo da fidanzate petulanti e tiranniche?

Quel che voglio chiedere ai compagni di genere (vabbeh) è in definitiva, se oltre a prendere d’assalto i negozi specializzati per chiacchierare e scambiarsi consigli su porzionatori, stampi da budino, coltelli per l’ arrosto in manico di cervo; cloche e mestoli compreranno il libro di Spyros, magari per realizzare una tartare quadrata come insegna il neomasterchef.

Cari maschi sopra e sotto i 40, aggiungerete “Cuoco per emozione” ai nuovi modi per godersi la vita?

[Crediti | Link: Corriere.it, immagine: Rizzoli]