E se Giulia di Pisa passasse lì sotto mentre cade la torre?

La pubblicità Coca Cola con Giulia di PisaGiulia di Pisa è la ragazzina che vive nella nuova pubblicità della Coca Cola. Guardate il video, è lo spot che reagisce alla crisi inneggiando a uno stile di vita frugale e moderato. Tipo che lei al sushi preferisce la pizza, e alla cena di gala il ragù della mamma. A parte che se dobbiamo affidarci alla Coca Cola per difendere la pizza e il ragù, ragazzi miei, siamo a posto. Ma se una pubblicità è molesta, è questa lo è, vi immaginate che frangimento di zebedei se viene ripetuta all’infinito da radio e tivu? Per tirarmi su ho messo in moto Google e sulla Giulia di Pisa ne ho trovate 3 divertenti. Okay, prima lo spot.

Ora i 3 link.

  1. Il livornese Valerio Di Stefano | Giulia di Pisa passa la domenica a casa a gustare il ragù della mamma bevendoci dietro una bella Coca Cola. De’, perché se ci beveva dietro un bel bicchiere di vino un’ era pisana.
  2. Akille | Basta che ci sia la Coca-cola, dice la Giulia, finché i suoi genitori, per risparmiare, non cominceranno a comprare qualche Cola tarocca, giù al discount.
  3. Emmebi | A me una ragazzina che alla sua età dice quelle cose lì un po’ mi fa paura. Non sarebbe male che la cosa continuasse con la testimonianza di Matteo (il fratello ribelle di Giulia, campione condominiale del contest di rutti).
Stefano Caffarri

21 maggio 2009

commenti (29)

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    1. No, è che poi ci puntano l’achibugio in faccia se mangiamo una fetta di cotechino. Per via del colesterolo e i trigliceridi e le sfulminostamine.

  1. Io no la trovo brutta… é solo agghiacciante. Comunque come ottimismo preferisco quello del buon Tonino Guerra… specialmente nel famoso fuori-onda 😉

  2. Non è che abbiamo finalmente scoperto che dietro gli striscianti c’è la CocaCola? Non sono questi i comportamenti virtuosi che stanno alla base della campagna in nome della verità, della genuinità e della trasparenza?
    Giulia si chiude in casa, si chiude in casa.
    Questo sarebbe il mondo giovanile? Si chiude in casa ed è felice. Gioca a carte con la famiglia. Si spera che quando qualcuno fa primiera e settebello ci sia un abbozzo di dialogo. Nella tristezza.
    (perchè poi l’hanno anche scelta pisana, città che ho amato, ma che, diciamo la verità, non è il massimo della gaiezza..:-))

    1. Devo dire che questa ideuzza di mattino presto è venuta anche a me. O meglio, mi sono detto Fischia che just-in.time i marketers della Coca… colgono l’attimo! Cià, c’è l’onda contro il nuovo che avanza, e si inventano un’adoloscente che inneggia alla protopostavanguardia tradizional-folklorista?

  3. Per me l’allegra famigliola, dopo la CocaCola e aver fatto la briscolata, usa le carte da gioco per tagliare quei 3/4 grammi di cocaina che li consentiranno di superare quella brutta vita…

  4. Facciamo una analisi dello spot.

    La vocina narrante, i disegni elementari e i contenuti richiamano al fanciullezza, auspicando evidentemente la regressione felice. Il concetto di fondo potrebbe anche non essere sbagliato, consumiamo meno e meglio.

    Ma è l’oratore dal pulpito che è stonato come un rutto. La morale è: riduci il superfluo tranne noi. E perchè te no? Sei gasato, ipercalorico e acidino.
    Oltretutto il chinotto mi piace di più.

    1. Ah, il chinotto! Storica bevanda anti-cocacola 😉 In questo caso il superfluo da ridurre sono macchine super-lusso, caviale, vacanze nei resort e cene di gala. E visto che Giulia Di Pisa dice che preferisce altro si suppone che li abbia provati. Non é che la ragazzina é un po’ snob? 🙂

    2. A me è sembrato che volesse proprio agganciare l’idea che, taglia qui taglia là, ma i soldi per la Coca Cola si possono sempre trovare. In modo quasi ipnotico (ai distratti ascoltatori che si sentono ripetere questa storia). Per cantare insieme in magica armonia, un coro in compagnia e stappare la felicità! :-)))

    3. Peccato che la “vocina narrante” che dice di essere Giulia di Pisa, in realtà parla Romano.
      Sicuramente non parla Pisano
      Iolanda da Lucca (20 Km da Pisa)

  5. Certo, che ci possa essere la Coca Cola dietro gli Striscianti ci sta tutta, bella riflessione. Al momento, escluso Pirluska, solo gente come loro può avere tanti soldi da far arRicciare il palindissesto di Striscia.
    La Coca Cola paladina della genuinità, però, la vedo facilmente attaccabile, così come se ci si mettesse a farlo la Barilla o la Buitoni, per non parlare della Knorr.
    Non so, l’idea mi piace ma preferisco aspettare ancora per capire il perché della virulenza strisciante. Al momento, credo più che i cocacolari siano stati lesti nel cogliere il momento.

    Per quanto riguarda Pisa, non ho un buon ricordo dei pisani, quando stavo alla SMIPAR, mentre invece rimane unico e positivo quello dei livornesi, per cui la Torre potrebbe pure cadere in testa a Giulia, eccome no….

    1. E infatti se eri alla SMIPAR hai detto tutto!
      Il giorno che vi leverete dalle scatole sarà sempre troppo tardi.
      Paracadutisti fuori dai c……..!!!

  6. Marco, nonostante sia un appassionato dietrologo (beh, anche il lato B è importante) mi sembra che si esageri…

    Sappiamo tutti che dietro ai servizi di Striscia c’è la Spectre, comandata da Emilio Largo aka Carcamano :-))

    1. Scommettiamo che Silvio andrà alla festa dei diciotto anni di Giulia?

    2. Probabile… e le regalerà una macchina di lusso, una vacanza in un resort, del caviale e una cena di gala 😉

  7. Non è escluso però che Coca Cola si possa proporre come bevanda “tradizionale”, la bevevano papà e mamma, ora la bevono i figlioli e tutti insieme a tavola, a dispetto dei tempi e del passare del tempo.
    Io credo che tradizione significhi anche conoscenza, e quindi ricerca, e quindi curiosità, in un continuo scambio tra classico e contemporaneo.
    Questa famiglia, questo mondo con affinità striscianti, si chiude in casa, convinta che tradizione sia solo vivere ad escludendum, eliminando tutto ciò che è nuovo, che contamina, che sporca il quadretto: un modo efficacissimo, matematico, invece, per dimenticare, per distruggere, per rivedere il passato e la storia di tutti a vantaggio della storia di pochi.
    Non so, ci sono sempre più coincidenze, a diversi livelli e settori: e tanti indizi spesso fanno una prova.

    1. E tutto questo dentro uno spot? La demonizzazione del nuovo a vantaggio della storia di pochi? Scusami, ma sorrido.

    2. E tutto questo dentro uno spot? La demonizzazione del nuovo a vantaggio della storia di pochi? Scusami, ma sorrido.
      Mi sembra un po’ troppo per una “spintarella” televisiva di un prodotto che peraltro non avrebbe bisogno, in quanto vive ormai di luce sia propria che riflessa.

  8. Comunque, tanto per restare in tema: non trovate che la canzoncina dello spot di una nota ditta di biscotti e merendine (di proprietà di una ditta di pasta ancor più famosa) sia veramente un’irritante boiata?

  9. (definizione spicciola)
    Affinché possa essere apprezzato dal ricevente, un impulso esterno/estraneo deve girare bene al largo, da considerazioni che possano risultare inopportune, eccessive o irritanti.

    Pertanto
    affinché un messaggio promozionale, possa essere apprezzato dal pubblico ricevente e recepito positivamente, soprattutto, non può fare la morale allo stile di vita dei consumatori. Elimina questoquestoquestoquesto e quest’altro consumo, se devi, ma non eliminare noi; storiella ridicola (Giulia di Pisa), consigli insinceri (mi bastano le cose semplici) e rafforzativi inutili (preferisco la bici alla fuoriserie) generano una sensazione di fastidio

    Non rinunciare a CocaCola?! Ma io non voglio rinunciare a niente!

    oppure

    Sei solo uno spot, fatti un po’ meno i cazzi miei!

    Ne risulta pertanto un effetto Bingo:
    inopportuno (e chi ti dà il permesso, a te CocaCola, di dirmi cosa sarebbe meglio eliminare?)
    eccessivo (e così tanti lussi, poi: veh che non sto mica alla canna del gas, sai?)
    irritante (toh: per farti dispetto, ‘sta settimana non ti compro!)

    Lapalissiano, inutile scriverlo.
    Eppure la pubblicità è uscita, sta in video. Oltretutto la CocaCola non è, un prodotto che per essere smerciato necessiti di chissà quale promozione… eppure: i comunicatori che hanno ideato e approvato questa campagna pubblicitaria, vivono col prosciutto sugli occhi?

    😀
    Rifugio nelle macchinazioni della Spectre a parte, l’unica speculazione che non mi sentirei di escludere a priori è la seguente:

    posto che il mercato è oltremodo saturo, di pubblicità pro consumo indistinto (aggiungi anche il nostro, ai prodotti tuoi preferiti); per distinguere un messaggio dai centomila concorrenti, non conviene trasmettere degli impulsi equivoci, talvolta, se non addirittura fastidiosi? E allora

    > Giulia dice: ridimensionàti se devi, ma assieme a CocaCola

    Giulia, una bambina: non lo si fa dire a un adulto, non a un adolescente e men che meno a un maschio… poiché i bambini sono il futuro di tutti, e alle bambine si permette di essere leziosamente irriverenti.

    > l’unica speculazione che non mi sentirei di escludere a priori…

    CocaCola non è un prodotto che necessiti di chissà quale promozione, e distinguere il messaggio dai centomila concorrenti: se devo spendere quattrini per una pubblicità superflua, io dirigente CC, ma che almeno resti in testa agli spettatori! Infastidiamoli, quindi, perché no: dividendo nettamente la platea in chi lo ama e chi lo detesta, uno spot che faccia almeno parlare di sé.

    1. (possibilità a latere, comparto vendite)
      Postulata una flessione dei consumi italiani a causa della crisi economica; postulato inoltre che, soprattutto in periodo di crisi, la spesa la fanno mamma e papà.

      Consci pertanto del fatto che sono mamma e papà, a decidere quali consumi di famiglia possono o non possono essere tagliati, mentre invece la CocaCola la bevono soprattutto (?) i figli; figli che avanzano desideri o capricci, ma che però mica fanno la spesa… postulata infine una flessione delle vendite di CocaCola in Italia a causa della crisi, appunto,

      > Giulia dice mamma: rinuncia a comperare dell’altro, se devi, ma porta a casa la nostra CocaCola!

    2. niente crisi per Coca Cola: consumi in forte aumento

      19 ott – Nel terzo trimestre 2010 Coca Cola ha visto crescere i profitti (+8%) grazie a un miglioramento del margine lordo e alla crescita delle vendite soprattutto nei mercati emergenti (+5%) con un aumento (6%) a livello internazionale e del 2% in Nord America, quest’ultimo dato in rialzo per il secondo trimestre consecutivo. Il colosso delle bibite ha chiuso il trimestre con un utile di 2,06 miliardi di dollari…

      completo sul secoloxix.it (fonte cocacolacompany.com)

    3. sciopero contro la Coca Cola

      Oriago, 19 ago – Gli impiegati e i venditori rappresentanti della Coca Cola del Nordest, ieri si sono fermati aderendo a uno sciopero per protestare contro le condizioni imposte dalla multinazionale statunitense, […] nuove disposizioni che secondo i rappresentanti dei lavoratori, di fatto, minacciano “di trasferimento o licenziamento quei lavoratori che non riescono a raggiungere gli obiettivi aziendali di vendita, senza tenere in debita considerazione una fase di ristagno dei consumi”.

      Alessandro Abbadir, completo sulla nuovadivenezia.it

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