di Lorenza Fumelli 23 Gennaio 2012

Al quinto posto ci metto gli involtini primavera. Sì lo so, molti di voi li posizionerebbero più in alto nella classifica, io però con la verza (o cavolo cinese) ho avuto sempre un rapporto conflittuale. Al quarto il gelato fritto. Al terzo i ravioli al vapore di carne, ne mangerei come non ci fosse un domani. Il secondo posto spetta al maiale croccante e il primo, senza tentennamenti, agli straordinari spaghetti fritti. I più intuitivi di voi avranno già capito, oggi è il Capodanno cinese e in onore dell’altra metà del mondo, questa è la top five dei cino-piatti preferiti.

La mia conoscenza della gastronomia orientale è praticamente ferma alla terza media, anno nel quale la mia compagna di classe, Emanuela, organizzò un pranzo speciale per il suo compleanno. Con 15.000£ mangiammo fino a scoppiare, emozionate per la prima uscita parents free, divertiti dal centro tavola roteante e intimoriti dalla vigorosa signora dagli occhi a mandorla e l’accento buffo. Da allora ho continuato a frequentare ristoranti cinesi, di tanto in tanto. Mi confortava l’idea che ovunque mi trovassi potevo ordinare più o meno gli stessi piatti che avevano più o meno lo stesso sapore.

Una svolta che mi tratterrei dal definire definitiva è avvenuta quando, con le colleghe di lavoro, siamo capitate al Green T (via Piè di Marmo 28), noto ristorante romano dove si mangia cucina cinese di alto livello. Pietanze complesse, ben presentate e materie prime ricercate. Solo che dalle 15.000£ a 50€ il passo è stato breve.

Ad ampliare la mia conoscenza di pietanze e cultura cinese ci ha pensato la deliziosa famiglia di Shanghai presso la quale ho prestato servizio per circa un anno come barman al cocktail bar Caffè San Lorenzo di Roma. Proprio in occasione di un Capodanno cinese, correva l’anno della Tigre, organizzammo un pranzo dello staff tra noi caucasici e loro orientali. Oltre all’ottima anatra alla pechinese e alle teste di pesce risucchiate con superba enfasi, non dimenticherò mai l’agghiacciante esperienza con le lingue d’anatra in agrodolce. La mia prima e ultima volta con le estremità biforcute del simpatico uccello acquatico. Per riprendermi, ho dovuto bere 15 shots di amaro Lucano.

La mia relazione gastronomica con l’Est del mondo si ferma qui. Per celebrare l’anno del Drago ho decisamente bisogno del vostro aiuto: siete profondi conoscitori del cibo orientale? E qual è la vostra Top Five delle pietanze cinesi? Grazie anticipatamente, anzi, Xie Xie.

[Crediti | Immagine: When East meets West]