di Massimo Bernardi 3 Giugno 2011

Sto rimanendo a bocca aperta, seguitemi, succede questo. L’altro giorno Gordon Ramsay, incazzosa superstar del tivùsciò Hell’s Kitchen, titolare di una fortuna in ristoranti — fortuna oscillante diciamo così, pranza con Victoria Beckham, ormai pronta a fabbricare l’erede n.4 per il celebre marito calciatore David. La scelta cade sul Gjelina, un ristorante di Venice, Los Angeles, dove vige la regola “piatti chiari amicizia lunga”: cari clienti, non fate richieste strane, niente variazioni del menù tanto noi qui non vi si fila di pezza.

Così, quando l’ex Baby-Posh delle Spice Girls, all’ottavo mese di gravidanza, chiede un’insalata di trota affumicata con il condimento a parte, lo zelante cameriere del Gjelina risponde che non è possibile. “Non serviamo il condimento dell’insalata a parte”.

Apriti cielo! “La signora è incinta”, erutta Ramsay lo chef. “I clienti non vanno trattati così, capisco che si serva l’insalata già condita, ma se il cliente vuole altro perché non darglielo?”

La coppia si alza e se ne va, eppure, al giornalista del Los Angeles Times che poco dopo lo chiama per avere spiegazioni, il titolare risponde serafico che la policy del ristorante NON PREVEDE VARIAZIONI, sta scritto chiaramente sul menù, fine delle trasmissioni.

Due cose che vi devo dire.

1) Ve l’immaginate un ristorante italiano, formale e di rango quanto volete, che rifiuta di servire a parte il condimento dell’insalata a una come Victoria Beckham? No, seriamente, ve lo immaginate?

2) Se l’organizzazione di un ristorante non prevede cambiamenti del menù e i clienti sono debitamente informati, capisco che un rifiuto resti un rifiuto. Ma un conto è il condimento dell’insalata richiesto a parte da una donna incinta, altra cosa è rifiutarsi di sostitutire l’abbacchio alla romana con polenta e baccalà alla vicentina. Per la cucina cambiamenti del genere sono un tormento perché richiedono tempo, organizzazione e un diverso costo del piatto.

Al netto dell’elevato tasso di vippume, per un episodio del genere la definizione più appropriata è: un pessimo servizio. Presuntuoso e altezzoso. Detto questo, va da sé che un limite alle richieste dei clienti debba esistere, per ovvi motivi non si possono accontentare pretese tipo: “un piatto di tortellini alla panna con i rigatoni al posto dei tortellini e pomodoro e basilico al posto della panna”.

Resta comunque da chiarire se il cliente ha sempre ragione, e altrimenti, fino a che punto. E soprattutto, ma voi al posto di Gordon Ramsay e Victoria Beckham, ve ne sareste andati dal ristorante oppure no?

[Crediti | Link: Fox, Gjelina, Los Angeles Time, immagini: Daily Mail]