di Antonio Tomacelli 5 Aprile 2010

Ora non ho più paura. Ora che lui è lì, immobile sul pavimento, il mio incubo è finito. Posso ricominciare a vivere, finalmente. Per colpa sua la mia vita è diventata un inferno. Ho smesso di uscire, di incontrare gente, sempre chiusa in casa con il mio aguzzino. Il mio quartiere, la mia gente e miei amici mi sono diventati estranei. Persino Maria, che vendeva frutta e verdura sotto casa, è invecchiata senza che me ne accorgessi, ma la sua gelosia ossessiva mi impediva anche due chiacchiere con l’innocua donna. Da mesi ormai, non vado più dal macellaio all’angolo della strada: mi piaceva andarci due o tre volte a settimana per comprare qualcosa e incontrare le amiche del quartiere, ma niente, per lui ogni piccola bottega era una fonte di pericoli.

“A te basterà il supermercato una volta a settimana, al resto penso io” diceva, e io gli ho creduto per tutto questo tempo. Sono stati anni durissimi, isolata dal mondo solo perchè lui esisteva. “Credimi, lo faccio solo per proteggerti dai pericoli del mondo”. Mentiva il bastardo, ora lo so. L’altro giorno ha tentato di uccidermi, avvelenandomi con del cibo contaminato : “con me sei al sicuro” mi ha detto, e invece ho rischiato di morire.

Basta, non ne posso più, questa vita preconfezionata non è la mia, soffoco! Ora sono libera e ricomincerò a vivere, ad uscire e a incontrare gente. Ho bisogno di aria, di pioggia, di annusare la vita e sentire le stagioni fuori e dentro di me. Vivrò alla giornata e non sarà facile lo so, ma non mi pento di ciò che ho fatto. Staccare la spina non è stato facile, ma ci sono riuscita: finalmente ho spento il frigorifero.

Fatelo anche voi, prima che sia troppo tardi, svuotate il frigo dai cibi precotti, dalle verdure appassite, dal cibo accumulato che ammuffisce e uccide voi e i vostri cari. Tornate per strada, nel vostro quartiere e riprendete i contatti con il mondo reale, con i vicini, con il vostro macellaio e la verduraia sotto casa. Comprate quel poco che vi serve giorno per giorno e mangerete sempre fresco e sano. Tornate al piacere della cucina e del cibo naturale, quello che profuma perchè non impacchettato, non precotto nè predigerito. Basta con questa vita senza odori, profumi e colori, lucida come domopack e finta come un sofficino. Tornate alla vita reale, uscite dall’ipermercato e riscoprite il vostro quartiere: vivete, perdio, prima che il frigorifero vi uccida!