Nella lista delle cose che devo spicciarmi a imparare casomai dovessi rinascere, al punto numero uno metterei il divieto assoluto di avere figli. Soluzione radicale? Provateci voi a essere uno cui piace mangiare con un peu (piccolo essere umano) a carico. Potrebbe capitarvi di essere messi alla porta perché “la politica del locale non ammette i bambini“. E provateci voi a chiedere che il bimbo mangi, o che mangi cibo mediamente edibile. Potrebbe capitarvi di leggere sul giornale di ieri cose tipo. 1) “Le famiglie non pagavano la retta, negata la mensa. Bambini a pane e acqua, il sindaco leghista sotto accusa“. 2) “Dopo il ritrovamento di pezzi di carne bovina, lasagna sì o no, referendum nelle scuole“.

Nel primo caso, dimostrando la sensibilità di un soprammobile riproduttivo, Marta Cecchetto, sindaco leghista di Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza, ha costretto al menù differenziato 8 bambini delle elementari e della materna, due italiani e sei stranieri, perché i genitori dei piccoli non avevano pagato la retta della mensa. Niente pasta alla zucca, hamburger, insalata e frutta come tutti gli altri. Ma pane e acqua (una bottiglietta d’acqua e un panino).

Nel secondo, la pizza scadente, le polpette al gusto di cloro-ammoniaca, le lasagne “pelose” servite quotidianamente dalla società di catering Milano Ristorazione, hanno suggerito ai genitori di organizzare lo “Schiscetta Day” con i bambini che si sono portati il pranzo da casa, e lo sciopero in bianco di una scuola elementare in zona Niguarda.

Ecco, senza scomodare i diritti dell’infanzia e le convenzioni Onu, che non mi pare questo il caso. La domanda è: quando, esattamente, siamo diventati così cinici? Qualcuno può davvero pensare che vada bene umiliare un bambino nella sua dignità prima ancora che nei bisogni primari, qualunque fottutissima regola voglia far rispettare? Come ci si sente nei panni dei Nuovi Erode?

commenti (35)

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  1. E io che pensavo che volessi parlare dei bambini al ristorante…oppure alla fine, a giudicare dall’inizio del post, è proprio lì che volevi andare a parare?

    Se così fosse, da quest’anno mi muove con due figli, uno di quasi 5 anni e l’altro di pochi mesi. Per il primo non ho praticamente più problemi: si sedia alle sedie normali, ordina alla carta (con simpatica propensione alla scelta delle pietanze più care), raramente chiede la coca cola, alla fine si becca un sacco di complimenti. Ormai è il mio compagno di viaggio. Per l’altro, invece, comunico in fase di prenotazione che c’è un passeggino, domanda se la presenza di un bimbo disturba e me la cavo così. Se piange mia moglie si sacrifica e mangia con il fagotto in braccio.

    Quando arriviamo al ristorante gli sguardi perplessi del ristoratore non mancano mai. Ma poi si ricredono quando non chiediamo pasta in bianco o al pomodoro. Mai avuto rifiuti, ma se al telefono dovessi percepire che il ristoratore è seccato desisterei dall’intento.

    Speriamo che duri. Per il momento mi considero un padre fortunatissimo (non solo per questo, ovvio)

  2. Avatar antonioM ha detto:

    mio figlio ha 3 anni, viviamo in portogallo da un anno e mezzo. mio figlio ha i suoi gusti alimentari, gli piace impastare, sapere cosa mangia: è curioso.
    al nido non mangia malissimo, ma mangia cose strane.
    qui ogni giorno seguono la loro ruota alimentare fatta di zuppa, carne e riso; ci aggiungono il dolcetto finale.
    per un adulto è una dieta che non condivido, ma per uno di 3 anni può anche andare.
    mio figlio non voleva andare più a scuola a causa della zuppa, qui intesa come sacra, visto che è l’unica fonte vegetale che la gente assume.
    mia moglie spiega alla maestra che noi italiani mangiamo parecchia verdura e che mio figlio a casa parla sempre delle carote cattive della zuppa della scuola. la maestra è intelligente ed evita la zuppa al pupo.
    però mio figlio a scuola continua a mangiare la purea di lattuga (solo il pensiero…)e settimanalmente una squallidissima gelatina di fragole (ovviamente le fragole sono un aroma).

  3. Ho un ristorante e devo dire che l’unico cartello di divieto oltre alle sigarette accese e’ quello che riguarda gli animali con l’unica eccezione per i cani guida dei non vedenti. I bambini sono bene accetti e vorrei vedere il contrario solo che alcune volte e direi negli ultimi anni molto, molto spesso i genitori hanno iniziato a vedere i ristoranti come parcheggi per potersi beare tra loro fottendosene ( scusate l’ eufemismo ) dell’educazione del rispetto degli altri e del lavoro che stiamo svolgendo. Ma questo fa’ parte delle cafonerie ormai insite nell’animo degli italiani. Siamo sempre piu’ convinti che agli eterosessuali debba essere rilasciato un patentino prima di potersi riprodurre e ci auspichiamo anche un commissariamento urgente dello stato italiano da parte di un paese nordeuropeo.

    1. Perché non gli animali? Sono quasi sempre molto più educati e composti dei bambini, ci sono dei motivi “legislativi”?

    2. In provincia di Modena il divieto a far entrare animali nei locali pubblici rientra nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, unica eccezione per i cani guida dei non vedenti.

  4. Avatar giggi ha detto:

    I bambini sono lo specchio dei genitori.

    Ovvio si fa prima a rimproverare un bimbo, a prendersela con i bimbi che con i genitori idioti.

    Per i bambini costretti a mangiare solo pane, conviene, che chi è dalla parte dei genitori che non pagano la retta, perchè preferiscono comprare il televisore al plasma per vedere Santoro, si mettano le mani in tasca e tirino fuori i soldi per la mensa.
    Così almeno fanno qualcosa di utile.

    I cani sono sempre cani anche se sono come Lassie.

    1. Io sono quasi del tutto d’accordo con le cose che hai scritto, ma se tanto mi dà tanto, questa tua risposta provocherà qualche mugugno indignato-atteggiato da parte di qualcuno… Del resto la coperta del pensiero dominante acritico politicamente corretto è così calda e comoda… 😉

    2. Avatar dink ha detto:

      meno calda e comoda di quella del luogocomunismo da bar, a quanto pare.

    3. Avatar un caso su nove ha detto:

      genitori che non pagano la mensa perché preferiscono comprare il televisore al plasma


      almeno in un caso non è andata esattamente così…

  5. I bambini purtroppo sono da sempre messi male con le mense. Io ne so qualcosa. Dopo un annetto alle elementari, preferii unirmi al gruppo dei bambini che si portavano da casa il panino fatto da mamma (millanta volte meglio).

  6. Avatar chiuse le urne, passata la paura ha detto:


    e omaggi alla Lega: nel primo caso Marta Cecchetto, sindaco leghista di Montecchio Maggiore…

    panini e acqua ai bambini, la Provincia sta col Comune

    Vicenza, 31 mar – Il Consiglio provinciale, a maggioranza, sta con Montecchio. E sul caso-mense si riscatena il polverone: «giusto così». Oppure: «solidali con la sindaco». E ancora: «vogliamo approfondire la questione». La più gettonata dalle camicie verdi: «è tutta una bufera mediatica per delegittimare la Lega». Queste alcune delle dichiarazioni targate Carroccio e Pdl sul caso-mense finito pure sul NY Times.

    E così con 17 voti contrari, 9 a favore e 2 astenuti, l’aula targata centrodestra ha bocciato la mozione proposta da Matteo Quero (Pd) volta a condannare l’operato del Comune. Un voto sorprendente se non altro per le premesse: a botta calda la mozione aveva trovato l’appoggio del Pdl coi suoi capigruppo Arrigo Abalti e Giovanni Forte, e dell’Udc con Mario Dal Monte. Ieri invece la sorpresa: i capigruppo chiedono il ritiro della mozione. «Abbiamo acquisito altri documenti dal Comune che meritano un approfondimento in commissione», dice Abalti. Di quali siano “le carte”, però, non fa menzione. Forte aggiunge: «Con quella firma mi son sentito di dire che i bambini non c’entrano, ma ora è utile un approfondimento».
    (continua sul giornaledivicenza.it)

  7. Avatar sindaci leghisti II (la riscossione) ha detto:

    Adro, rinviata la sospensione della mensa

    Adro (Bs), 7 apr – Tutti i bambini della scuola elementare e materna di Adro potranno accedere al servizio di mensa fino a venerdì prossimo. È stata infatti congelata la decisione relativa alla presenza o meno a mensa dei bambini le cui famiglie non avevano pagato le rette.

    Nei giorni antecedenti le vacanze pasquali il preside aveva inviato una lettera alle famiglie in cui riferiva che non sarebbe stata possibile la permanenza a mensa di quei bambini i cui genitori risultavano morosi nel pagamento della retta, lettera inviata dopo che il sindaco leghista Oscar Lancini aveva annunciato di non voler coprire i debiti della mensa scolastica gestita da un’associazione di genitori.
    (sunto dal giornaledibrescia)

    «È stata la rivolta degli italiani». Con queste parole il sindaco ha spiegato in serata perché si è arrivati alla tolleranza zero. «Mi chiedevano: perché dobbiamo essere solo noi italiani a pagare la mensa? La crisi esiste per tutti». Il sindaco è però convinto che la linea dura paghi, «il numero delle famiglie in ritardo coi pagamenti è calato da 42 a 26 nelle ultime ore».


    uh, quattro giorni di tampone! vorrà dire che aspetteremo martedì 13 per sapere
    come va a finire (clic e lettura non costano fatica, in Rete non si lascia perdere)

    1. Avatar Adro, primi del '900 ha detto:


      un anonimo imprenditore del paese ha saldato tutto il debito
      spiegando il proprio gesto in una missiva diffusa alla stampa

      Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi, ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film L’albero degli zoccoli. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto quel patrimonio di dignità, inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. È per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro.

      I miei compaesani si sono scordati in poco tempo da dove vengono, invece. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno: prima con la taglia, poi col rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.
      (continua sul giornaledibrescia.it)

  8. Avatar tutti uguali ma diversi ha detto:


    senza scomodare i diritti dell’infanzia e le convenzioni Onu…

    Treviso, denuncia di una mamma: ticket classisti a scuola

    12 giu – «Giacomo ha il buono bianco: è vero che è povero ed è meglio non invitarlo al compleanno?». «I colori sono diversi a seconda di quanto guadagnano i genitori». «E noi che siamo gialli, siamo ricchi o poveri?» Treviso città, la conversazione è stata sentita da Carmen all’interno delle elementari frequentate dalla figlia. E Carmen ha fatto mente locale: i bimbi sanno essere crudeli, ma l’anno prima alla Casteller di Paese il buono-mensa aveva un colore unico.

    Sono i bimbi a consegnare al mattino il buono ai dipendenti della scuola: non c’erano gli estremi, in quei diversi colori, per una denuncia al Garante della privacy? «L’ho fatto e attendo risposta – dice Carmen -. Io e mio marito lavoriamo entrambi, non siamo una famiglia agiata ma il nostro è il buono giallo. Che comunque, a scanso di equivoci, non dà diritto all’aragosta: costa solo 3,60 euro contro i 2,80 del buono bianco. Quel che non va bene è la differenza di colore: ci si riempie tanto la bocca di diritto alla privacy, e poi si è costretti a dichiarare alla bidella la propria condizione economica?». L’assessore competente Mauro Michielon replica…

    Antonio Frigo, completo su tribunatreviso.it