di Massimo Bernardi 24 Marzo 2010

Nella lista delle cose che devo spicciarmi a imparare casomai dovessi rinascere, al punto numero uno metterei il divieto assoluto di avere figli. Soluzione radicale? Provateci voi a essere uno cui piace mangiare con un peu (piccolo essere umano) a carico. Potrebbe capitarvi di essere messi alla porta perché “la politica del locale non ammette i bambini“. E provateci voi a chiedere che il bimbo mangi, o che mangi cibo mediamente edibile. Potrebbe capitarvi di leggere sul giornale di ieri cose tipo. 1) “Le famiglie non pagavano la retta, negata la mensa. Bambini a pane e acqua, il sindaco leghista sotto accusa“. 2) “Dopo il ritrovamento di pezzi di carne bovina, lasagna sì o no, referendum nelle scuole“.

Nel primo caso, dimostrando la sensibilità di un soprammobile riproduttivo, Marta Cecchetto, sindaco leghista di Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza, ha costretto al menù differenziato 8 bambini delle elementari e della materna, due italiani e sei stranieri, perché i genitori dei piccoli non avevano pagato la retta della mensa. Niente pasta alla zucca, hamburger, insalata e frutta come tutti gli altri. Ma pane e acqua (una bottiglietta d’acqua e un panino).

Nel secondo, la pizza scadente, le polpette al gusto di cloro-ammoniaca, le lasagne “pelose” servite quotidianamente dalla società di catering Milano Ristorazione, hanno suggerito ai genitori di organizzare lo “Schiscetta Day” con i bambini che si sono portati il pranzo da casa, e lo sciopero in bianco di una scuola elementare in zona Niguarda.

Ecco, senza scomodare i diritti dell’infanzia e le convenzioni Onu, che non mi pare questo il caso. La domanda è: quando, esattamente, siamo diventati così cinici? Qualcuno può davvero pensare che vada bene umiliare un bambino nella sua dignità prima ancora che nei bisogni primari, qualunque fottutissima regola voglia far rispettare? Come ci si sente nei panni dei Nuovi Erode?