di Stefano Caffarri 30 Maggio 2010

Non passerà molto tempo che l’aradio inizierà a tempestarci con l'”esodo”: sarà bellissimo. Partiremo per il mare, e fermi in coda sotto il solleone ascolteremo Marina Flaibani – che nel cuor mi sta – dirci che siamo fermi in coda, mentre il navigatore ci dirà che siamo fermi in coda. Per una volta anche noi con le nostre Stilo 1.9 Multijet 16v potremo guardare da pari a pari i conducenti delle Audi da mille cavalli, e faremo bella mostra della nostra faccia da tutti i giorni e dei nostri sorrisi sghembi, e trascineremo i nostri gonfiabili fino alle “località di villeggiatura” come dicono nei telegiornali.

Prima o poi giungeremo ai bordi del mare, e presto sarà l’ora di pranzo: e il nostro entomologo professionista potrà iniziare a scrivere trattati sui comportamenti della specie umana quando si nutre sulla spiaggia. Perchè sulla spiaggia è tutto diverso, è come se ci fosse un codice morare ultraterreno che tutti ci unisce e ci pervade. Tutto dipende da quale spiaggia ti sei scelto per oggi.

1. La spiaggia libera. Da Arma di Taggia a Palinuro, da Leuca a Jesolo, nei sempre più ridotti fazzoletti di litorale lasciato libero per l’uso pubblico vengono perpetrati i più clamorosi crimini alimentari. Vedi scendere le famiglie con nonna biquintalica al seguito armati di: n.2 lettini pieghevoli, n.2 spiaggette, n.4 ombrelloni, n.1 poltrona a molla per l’ottuagenaria, n.2 frighi (plurale di frigo) portabili con ghiaccio, n.8 borse di masserizie per i giuochi dei bimbi. L’accampamento occuperà un paio di cento metri quadri, a partire dal primo ombrellone che sarà conficcato esattamente in mezzo ai tuoi piedi. Dai bauli usciranno colossali panini con la porchetta, birre economiche, tranci di pizza, cochecole.

2. lo stabilimento 58. Tipico insediamento rivierasco della zona romagnola, ha vaste proporzioni ombrellate: le signore porteranno Tupperware di medie dimensioni con la classica insalata di riso, con la variante insalata di pasta “che rinfresca”. Da bere acqua minerale frizzante. Si differenzia dal tipo 1. in quanto la vecchia viene di preferenza abbandonata a giocare a pinnacolo sotto il gazebo.

3. Bagno Waikiki. Più facilmente reperibile in Versilia, si differenzia dal tipo 2. per gli ombrelloni più belli ma più vicini, e per i costi più alti. I villeggianti si nutrono di sole frutta esotiche, più raramente di primizie in forte anticipo di maturazione. Si parla di entrofuoribordo e di defiscalizzazione (che no, non vuol dire evasione fiscale), si beve acqua naturare liscia. Gli anziani di solito vengono abbandonati alla randa del sole sul rettifilo del Cinquale.

4. Atlantide. Sono gli stabilimenti VIP della Liguria “belle epoque”, dove ci si conosce tutti un anno per l’altro. In genere se non sei l’Amministratore Delegato di una multinazionale non ti lasciano entrare. Si legge il Corriere della Sera e il 24ore. Nessuno si dedica ad attività così plebee come nutrirsi, mentre è concesso bere rare acque minerali gallesi perchè per un fisico in forma bisogna “bere molta acqua”.  Mangiano solo le tate filippine, mentre gli anziani vengono di preferenza abbattuti prima di accedere al tavolato in legno wengè, ma solo quelli al di sotto di un certo reddito.

Poi certo, ci sono le proposte gastronomiche ai gabbiotti degli stabilimenti, ma questa è un’altra storia.

Immagine: Le foto di Mary.