di Massimo Bernardi 21 Agosto 2009

L'interno del Route 36, il primo cocaine-bar del mondo

Il primo Cocaine Bar del mondo è un club after-hour di La Paz, in Bolivia, che serve cocaina. Si chiama Route 36, e comprensibilmente, non è ben visto dai vicini. Per questo, è un bar che cambia recapito continuamente, a volte rimane tre mesi nello stesso posto, più spesso solo due settimane. Dentro, il Route 36 è proprio come lo si immagina. Poco illuminato, con una svogliata palla da discoteca che a intermittenza immerge la stanza in una luce dai riflessi rossi e verdi. Sopra ogni tavolo ci sono candele, alcune bottiglie d’acqua, più qualsiasi alcolico possa personalizzare il vostro drink.

Nell’angolo, una pila di giochi di società, backgammon e altro. Se non fosse per le teste che ritmicamente si abbassano come quelle di uccelli in cerca di cibo sulla riva al mare, sarebbe difficile capire la mostruosa quantità di cocaina che viene consumata.

“Stasera abbiamo due tipi di cocaina; normale per 100 Bolivianos al grammo, e forte, per 150 al grammo.” Preso l’ordine di due rum e Coca, il cameriere presenta il piatto principale. Poco dopo ritorna, appoggia il vassoio e sistema la custodia nera di un CD nel mezzo del tavolo. Accanto alla custodia vuota del CD ci sono due cannucce e due pacchetti neri. Lo fa così distrattamente che potrebbe avere appena servito delle patate fritte. Tornato dietro al bancone, Roberto, che da 6 mesi lavora al Route 36 nei suoi diversi recapiti, taglia svogliatamente le cannucce in due parti lunghe 8 cm.

I clienti del bar sono in gran parte giovani saccopelisti che si sono presi un po’ di tempo, che stanno per cominciare un nuovo lavoro, o che fuggono dall’emisfero nord attratti dalle delizie del Sud America, prima tra tutte, la cocaina. Raccontano le ultime avventure in Ecuador, consigliano i migliori bus per il Peru, anche i più petulanti vengono calorosamente salutati prima di tornare al loro tavolo, dove ripeteranno le stesse storie altre 10 volte.

La Bolivia è il paese dell’America del sud con il più alto tasso di crescita nella produzione di cocaina. Non è un caso se il turismo della droga si è sviluppato proprio qui. La polizia è meno severa che in Colombia, ma la corruzione pubblica è dilagante come nel paese confinante. In Bolivia perfino il presidente Evo Morales è un coltivatore di coca. Tra i saccopelisti gira voce che i Cocaine bar siano tanti, ma sicuramente, il Route 36, la “movable feast”, come lo chiamano i giornalisti boliviani, è il più famoso tra loro.

The world’s first Cocaine bar [Guardian]