Lui sapeva di avere ragione. Ma era la solita noiosa battaglia di retroguardia. E gli altri avrebbero pensato: “che snob” (sessualmente frustrato?). Ma alla fine si decise. Perché non sopportava più quelli che quotavano a destra e quotavano a sinistra, quotavano sopra e quotavano sotto, e ti quoto qui e ti quoto lì. Così prese il Devoto-Oli (versione per iPhone). Quotare: “assegnare una quota, nelle scommesse – stabilire la quotazione di un cavallo”. E allora si chiese perché all’improvviso l’Italia tutta giocava ai cavalli e lui non ne sapeva nulla. Poi aprì il dizionario Hoepli Inglese-Italiano alla voce “To quote”: citare. E capì: traduzione ad minchiam.

Anche tu tolleranza zero per “TI QUOTO”?

commenti (21)

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  1. Avatar no, io no ha detto:


    anzi: ora che so che ti infastidisce mi capiterà spesso, di dover quotare gli altri

    1. Non esasperarmi il Berny. Invito ad usare dei sinonimi. Al posto di ti quoto:
      ti cifro
      ti sommo
      ti tot

    2. Avatar carlad ha detto:

      Ti cifro una quota potrebbe andare?
      Certo che se ne sentiva l’esigenza di propagandare la tolleranza zero per il “quoto” 😀

  2. Avatar nome in codice M ha detto:

    Tolleranza zero ANCHE per “piuttosto che” nel senso disgiuntivo di “o/oppure” e per l’uso di “assolutamente” invece del “si'”, come se fosse un avverbio dal valore definito!

    1. Avatar eleonora ha detto:

      d’accordo. Finalmente qualcuno che come me odia il “piuttosto che” usato a sproposito

    2. concordo in tutto!
      “assolutamente” da solo non vuol dire nulla e lo detesto anche io. Impariamo ad parlare bene l’italiano: assolutamente SI oppure assolutamente NO.
      Stessa cosa per l’uso scondiderato di dire “piuttosto che” al posto di “invece”…

      e sia 🙂

  3. Avatar fabrizio scarpato ha detto:

    Chettivedo, chettivedo. Io e quel “lui” soffriamo della stessa idiosincrasia: sarà snob (boh?), sarà frustrazione sessuale (nemmeno, per quel che mi riguarda mi sembra retrogrado occuparmi di cose del secolo scorso), ma condivido e appoggio totalmente la sua avversione al vocabolo.
    Io pensavo significasse “ci potrei scommettere, per quanto sono d’accordo con te sull’argomento dianzi citato” e facevo un bel mix interpretativo: comunque ho passato i primi mesi di frequentazione dei blog cercando di capire una quantità di parole sconosciute (emoticon, bannare, imho, faccine e simili)poi mi sono stancato. Va tutto bene, si dà per scontato, non sottilizzo, si va per intuizione, in fondo è sempre meglio di xché, cmq, cakkio, okkio, daccordo, qual’è e ogni possibile congiuntivo diciamo non in linea con la cosecutio: qui, in queste pagine, succede raramente, tuttavia la lingua scritta zoppica, non c’è niente da fare, ma credo sia importante resistere e non lasciarsi trasportare e condizionare dalla fretta, anche grammaticale e linguistica.

  4. Avatar Paola R. ha detto:

    Sono questi i momenti in cui mi sento l’equivalente internettistico di Roy Batty (“Ne ho visti protocolli che voi umani…”).

    “Quotare” è antico quanto è antica l’Usenet italiana — e tutta la Usenet italiana era al corrente del fatto che fosse un calco da “to quote”. Poi arrivano i blogger e tocca spiegar loro tutto 😛

    PS “quotare” vuol dire “citare” e, in maniera traslata e usato assolutamente, vuol dire “sono d’accordo”.

    1. Avatar Calogero ha detto:

      Cara Paola non ti preoccupare.
      Usenet esisteva prima dei blog e, fortunatamente, continuerà ad esistere quando i blog passeranno di moda. 🙂

      Per quanto riguarda il linguaggio: è logico, ogni mezzo ha il suo linguaggio. Chi ha sempre bazzicato internet e usenet tende ad usare il linguaggio che conosce. Chi è relativamente nuovo può non capire.

      Non c’è nulla di male, basta intendersi.
      Certo che se poi si critica l’uso di “quotare” a me viene un po’ da ridere. E nel mio immenso snobismo penso: “Questo è sul web da 5 minuti e già fa l’accademico della crusca”.

      Ma poi siccome sono buono, in fondo, non me la prendo.
      Vogliamo abolire “quotare” dai blog? Ma sì vai… ci si può stare.
      Però allora anche le faccine non si usano più eh… Perchè in italiano non vogliono dire nulla. Peccato, erano così carine 😉

    2. Massimo Bernardi Massimo Bernardi ha detto:

      Massimo Bernardi, proudly on the web til’ 1995.

      Ma cosa vuoi pretendere da uno cui piacciono le faccette?

  5. io ho una lista infinita di “intolleranze” di questo tipo …
    non sopporto nemmeno pò scritto al posto del corretto po’, che putroppo, trovo spesso anche su dissapore

  6. Una riflessione semi-seria:
    rispetto alla media della rete, su Dissapore, mi pare si scriva un bell’italiano.
    Vi siete mai fatti un giro su yahoo answer o tra i commenti di youtube?

    Okkio qndi a skandalizzarsi x ‘quotare’ 🙂

    1. vero, qui si scrive molto bene. a parte un bel po’ di accenti sulle è -ed- é 8)

  7. Avatar mary ha detto:

    alcuni modi di esprimersi sul web sono intollerabili, xkè (perché) cmq (comunque) ecc. nati per i messaggi tra cellulari, dove, anche se poco “estetici”, avevano uno scopo ben preciso: risparmiare caratteri e spendere meno.questo lo posso accettare, anzi lo trovo intelligente! invece usare abbreviazioni e storpiature sul web non lo accetto perchè non ha senso e non è necessario, serve solo a rovinare la lingua italiana!!
    per quanto riguarda il “quoto” la mia intolleranza si placa, è si una storpiatura di una parola straniera, ma ormai ha un significato ben riconoscibile da tutti i frequentatori della rete, la si può quasi definire un’evoluzione della lingua, può non piacere ma è così che si creano nuove parole e le lingue si trasformano, altrimenti adesso parleremmo ancora in latino!(provocazione! 😉 ma in fondo è vero!)
    a questo punto io mi indigno per la parola “Jeans” storpiatura di “Genova” per indicare una stoffa proveniente dal porto Ligure!!! 😉

    1. Brava, l’uso di neologismi potrà non piacerci, ma le lingue sono sempre in movimento e purtroppo (o per fortuna) tendono sempre a restringersi e semplificarsi e spesso gli idiotismi, se divengono di uso comune. sono accettati anche dai dizionari (a me mi nel parlato è corretto anche per l’Accademia della crusca!)

  8. Ma se lo utilizzava già Giulio Cesare?
    “Tu quote, Brute, fili mi!”. 🙂
    Metto la faccina altrimenti qualcuno ci crede veramente, he he he.