di Massimo Bernardi 28 Aprile 2010


“Slow Food è un movimento intrinsecamente antiprogressista, antiscientifico, idolatra delle società tradizionali, piccole comunità statiche e immutabili”. Il primo (vero) attacco frontale a Slow Food, è contenuto in Mangi chi può, meglio, meno e piano, il nuovo saggio di Luca Nicoletti Simonetti, docente di diritto alla Sapienza di Roma. Randellate sprezzanti che accendono la polemica: Slow Food è di destra o di sinistra?

Oggi La Stampa gira la domanda al leghista Roberto Cota, presidente della Regione Piemonte, che risoluto risponde: “La ricerca di cibi sani e genuini, la valorizzazione del territorio, la richiesta di etichettare i prodotti tipici sono tutte nostre battaglie”.

Di chi, della Lega?

Sbigottito, il giornalista ribatte: “Ma loro sono nati nel 1986”. E Cota: “Cosa vuol dire? La Lega Lombarda nacque nel 1984 dal notaio Leoni, con Bossi”.

Chi è venuto prima, Slow Food, la Lega o il marketing politico?

[Fonti: Ibs, Limes, Governo Italiano]