di Prisca Sacchetti 26 Gennaio 2011

Vi leggo eh. Seguo carnivori e animalisti che discutono di foie gras e nel frattempo mi stropiccio gli occhi, devo aver sbagliato blog, fammi controllare. Beh, mai visto niente di simile, sintonizzatevi. Pensieri equilibrati, tono calmo e composto, la corretteza di un ragionamento tra signorini. Poi un amico mi passa Il Foglio di oggi e incrocio la Preghiera dello scrittore Camillo Langone.

E’ riassunta lì sopra, se preferite leggerla per esteso cliccate qui.

Allora rivedo tutta l’esaltata supponenza di chi sembra credere nella carne più fermamente di quanto creda in Dio. Per certi versi, la stessa che trovo nelle invettive degli animalisti, compresi gli illuminati alla Jonathan Safran Foer. Eppure per alcuni, coccolare un gatto e fregarsene del capretto che finisce nel loro piatto non è per niente una contraddizione. E capita che questi alcuni siano la maggior parte di noi.

Ma tanto le mie parole non servono, nemmeno la civile discussione su Dissapore. Appena possibile le fazioni più irriducibili del pianeta cibo torneranno a scomunicarsi, sicuri gli uni e gli altri di dover combattere per la dignità dell’uomo.

[Crediti | Dissapore, Il Foglio, Wikipedia, immagine: New York Times]