di Prisca Sacchetti 27 Maggio 2011

Ah Dissapore, il solito trendsetter! Neanche il tempo di chiedervi se avete mai ucciso la vostra cena che Mark Zuckerberg, nientemenoché il fondatore di Facebook e primo riferimento di ogni geek (anzi, proprio il geek originale), confida di “mangiare solo animali che può uccidere con le sue mani“.

Prima vittima un’aragosta soppressa mediante bollitura, poi polli, maiali e capre. Um, Zuck sarebbe un sadico? No, ma quasi vegetariano: “Molte persone dimenticano che un essere vivente deve morire perché tu possa mangiare carne. Io no, e voglio essere grato per quello che ho”.

Ora, sorvolando sul fatto che la decisione dipende da una mania bizzara, cha fa molto milionario-nerd-perennemente-ciabattato (in una sorta di sfida con se stesso, ogni anno Zuckerberg si pone un traguardo personale: lo scorso anno aveva imparato il mandarino), è possibile che la nuova dieta di Mr Facebook riesca nel prodiglio di renderlo un eroe dei vegani/vegetariani per il suo spirito etico, e allo stesso tempo dei gastrofanatici. Che specie nelle frange più radicali, incoraggiano da anni questo tipo di comportamento nei confronti degli animali. Come dimostra questo commento lasciato da una lettrice di Dissapore:

“Sono passati trenta e passa anni ma ricordo da bambina le ore passate ad aspettare gli uccelletti nelle trappole per la polenta domenicale (CHE BUONI). Oppure i conigli allevati per mesi quindi abbattuti con un colpo dietro le orecchie e sgozzati velocemente. I maiali, ogni tipo di pennuto da cortile… sai, essendo cresciuta in una cascina era naturale, era semplicemente cibo allevato per essere mangiato, risorsa preziosa e irrinunciabile trattata con rispetto ma da abbattere”.

E insomma, io son qui che non riesco a decidermi, attendo una folgorazione. Parlo di Zuckerberg, e della novità di oggi, e mi domando se sia più evoluzione o delirio di onnipotenza da social network.

[Crediti | Dissapore, Corriere.it]