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Per caso, avete deciso voi che a ravvivare il Quadrilatero della moda (Montenapoleone, Manzoni, Spiga, Venezia) con l’Emporio Armani Caffè completamente ridisegnato e aperto tutti i giorni fino a tardi, fosse Giorgio Armani, uno del cui ristorante Nobu è stato scritto: “Difficile trovare reali virtù in piatti realizzati in grande serie, con prodotti di qualità appena sufficiente e cucinati con approssimazione”?
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No perché se così fosse, io mica sono sicuro che questo “regalo alla città” (cosa non scriverebbe il Corriere pur di pompare un ricco inserzionista pubblicitario) dove si servono “colazione-pasto vero”, “lunch veloce”, “aperitivo regionale”, “cena biologica, dop e italiana”, perché il sarto “non ama esperimenti culinari e ricette troppo complicate”, abbia le carte in regola per provocare il ribollire di ormoni che serve al Caro Estinto. Il centro di Milano.