di Antonio Tomacelli 12 Gennaio 2010

I neocavernicoli al ristoranteVolete farvi trovare impreparati quando i giornali italiani piomberanno sulla nuova tendenza gastrofanatica isolata ieri dal New York Times? Non sia mai. Tanto è sicuro che un trend del genere, irresistibile e idiota allo stesso tempo, manderà la stampa in sollucchero. Allora, a New York esistono i “Nuovi Cavernicoli”. Persone giovani e apparentemente normali con una cosa che li accomuna all’uomo di Neanderthal: la dieta a base di carne. Che comprano alla rinfusa e che a volte mangiano cruda. Se volete, una specie di risposta al movimento vegetariano che spopola nel mondo. John Durant, il 26enne capo-cavernicolo, dice che Oetzi e gli altri uomini delle caverne erano forti e muscolosi senza conoscere l’agricoltura. Alla dieta carnivora (e fanculo il “sopratutto piante” di Michael Pollan) aggiungono esercizi al limite delle capacità fisiche. New York non è la savana e Central Park non è un bosco, ma loro si comportano come se. Camminano per chilometri, salgono le scale a piedi e si esercitano scavalcando cancelli e muri.

Una volta tornati nella grotta, ehm, a casa, aprono il mega congelatore pieno di braciole di cervo o maiale e si nutrono. La cottura è permessa perchè, dicono, i nostri avi conoscevano il fuoco. Ma tra gli integralisti va forte il crudo. “È come mangiare sushi di carne” dice un altro neo-primitivo.

il 26enne capo neo-cavernicolo

Il pane no. In compenso frequenti donazioni di sangue per simulare le ferite della caccia a mastodonti e bestie feroci. Il movimento “cavernicolo”, ma qualcuno rifiuta il termine in favore di “paleo”, non sarebbe limitato a New York ma avrebbe contagiato altre città americane (io a questa cosa non ci credo, non può essere).

Per gli adepti, la prova provata che il regime caveman funziona, è un vispo 72enne dello Utah, Arthur De Vany, professore di economia in pensione. Ancora forte e muscoloso, fa proseliti partecipando a incontri e seminari in giro per l’America, a parte il blog, naturalmente. “Gli uomini e le donne di 15.000 fa erano molto più forti e sani di oggi”.

Momento serio. Perché non è più possibile avere un punto di vista sul cibo senza ricorrerre a qualche estremismo? Mangiare e nutrirsi sono algoritmi complicati per banalizzarli in questo modo. Michael Pollan lo sa, e ha scritto un libro non fanatico con un grande mantra: “Mangiate cibo. Non troppo. Soprattutto piante” (lasciamo stare che per vendere libri lo sta ripetendo all’infinito).

Una parata di neo-cavernicoli?

Parlando di cibo, le idee degli estremisti (vegetariani, ambientalisti…) sono spesso interessanti ma vengono nascoste da slogan retorici usati più che altro per autoconvinzione. E che spesso trasformano gli estremisti in patetiche macchiette. Come i neo-cavernicoli, qui.