di Stefano Caffarri 21 Aprile 2010

Ho dormito alle falde del vulcano Eyakiudoqhwxykgiqdohjokull nell’estate del 1988, rimasta memorabile per quel viaggio, e per il Barolo Sperss di Gaja. L’Islanda è indimenticabile per due motivi: primo, è una collezione straordinaria di paesaggi; secondo, è costosa come il veleno. Nessuno dovrebbe morire senza aver visto l’Islanda: che è l’unico paese al mondo senza alberi, abitato solo da belli e da grassi, e dove i cani devono chiedere il permesso per procreare. Curioso paese: terra ribollente, con l’orizzonte che sembra sempre lontano cento metri. Era così costoso – e io così sgranato* – che mi portai 14 cene nello zaino assieme alla tenda e al sacco a pelo: n.7 porzioni di P.Reggiano Stravecchio, n.2 cacciatorini economici, n.2 confezioni di wustel. Il resto non lo ricordo, mentre ricordo benissimo che un caffè costava 18mila lire. Del 1988.

Quell’esperienza mi è tornata alla mente osservando i mille milioni di passeggeri vagolanti per aerostazioni, stazioni e stazioni marittime in questi giorni, sul punto di morte per inedia, deprivazione e disidratazione. Eccone alcuni campioni.

1. Quello della razione K. L’uomo “k” ha un’impostazione schiettamente militaresca, e non si fa mai cogliere impreparato. Ha sempre nella tasca interna del giaccone una barretta di cioccolato nero e una bottiglietta di cordiale.

2. La ragazza idrosolubile. La ragazza idrosolubile è venuta su con la pubblicità della plin plin, e gira sempre con la bottiglietta di minerale nella borsetta. Naturale, fuori frigo e con basso contenuto di sodio. Qualcuno le ha detto che “deve bere molta acqua”, quindi non sarà certo un’eruzione epocale a fermarla.

3. Quelli della nonna Piera. Mia nonna Piera infilava sempre 12 uova sode nella borsetta anche se doveva andare in pellegrinaggio a San Luca. Di questi esemplari però se ne vedono pochi.

4. Quelli dello sport. Dalla sacca sportiva emerge l’integratore salino e la barretta nutritiva, tanto per evitare il calo di zuccheri provocato dall’immane su-e-giù dalle scale mobili.

5. Quelli che non devono chiedere mai. Alti, slanciati, con qualche capello grigio, stanno ritti in mezzo al crocevia dei gate guardando fisso l’orizzonte attraverso i vetri. Quando apprendono che il volo è stato cancellato sfiorano lo schermo del telefono e prenotano al Grand Hotel, gente che viene, gente che va.

Perché al vulcano si deve pur sopravvivere.

*sgranato = in reggiano, senza grana, al verde.