di Lucia la Gatta 3 Marzo 2012

A volte i dubbi sulla bontà di certi sondaggi mi assalgono come i crampi della fame a metà mattina. Ma se al supermercato i carrelli sono sempre stracolmi di merendine, patatine, bibite gassate e qualche altro migliaio di “schifezze”, allora qualcuno sa spiegarmi come mai l’ipotesi allo studio del Governo e delle Regioni, che prevede una tassa di scopo sul junk food-cibo spazzatura, trova il consenso di più di 8 italiani su 10 ?

Qualcuno, come sempre, predica bene e razzola male.

Ma i dubbi oggi mi ristagnano in testa proprio come l’odore della frittura di pesce in cucina (la mia) dove s’è rotta la ventola della cappa.

E quindi torno alla carica. Allora chi ha risposto al sondaggio online sul sito della Coldiretti? Saranno stati solo gli estensori della bozza di lavoro inviata dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, alla Conferenza delle Regioni. Già mi sembra di vederla la fantozziana scena di questo gruppetto di pensatori cliccare freneticamente sulla casella indicata. Un pensiero ingiusto direbbe qualcuno.

E, invece, chi ha risposto al sondaggio dell’Ipsos – che qualche giorno dopo questi risultati – ha rilevato l’esatto contrario e cioè che 8 italiani su 10 sono contrari all’ipotesi di una nuova tassa di scopo su cibi e bevande?

Qualcosa non quadra e la mia testa non regge tutti questi dubbi.

Ma voi li immaginate i bambini a scuola durante la pausa merenda tirar fuori dallo zainetto un panino al pomodoro, oppure due fette di pane con la marmellata rigorosamente fatta in casa e senza zucchero, o magari un bel succo di carote?

Altolà al junk food in maniera totale e integralista oppure qualche eccezione si può fare? E allora, la fat tax è davvero un modo per scoraggiare le “cattive abitudini alimentari” o si tratta di una geniale trovata per rimpolpare le casse dello Stato in tempo di crisi?

[Crediti | Link: Il SecoloXI, Bibenda, immagine: GustareItalia]