di Massimo Bernardi 11 Maggio 2011

Esperti di raffinati riconoscimenti turistici a me. Abbiamo tutti visto una quantità sufficiente di cose per sapere che il problema non è Bandiera blu sì o no. Ma credetemi, da mezz’ora guardo ‘sta mappa e i criteri di assegnazione mi sono chiari quanto la ricetta del risotto oro e zafferano è chiara a Benedetta Parodi. Espongo i miei dilemmi sull’elenco alla rinfusa.

SICILIA: solo 5 Bandiere blu.
SARDEGNA: solo 5 Bandiere blu. Qualcosa non torna.
SARDEGNA: Stintino non ha la Bandiera Blu, oh Stintino!?!

SARDEGNA: ma le spiagge di Sardegna non sono bandierabili perché troppo selvagge, non capisco?
LAZIO: all’incirca da Montalto di Castro al Circeo nessuna Bandiera blu.
MARCHE: Che gente! Bandiera blu a Pesaro e Fano il cui mare in agosto è melmoso come un bello stagno.
TOSCANA: Viareggio Bandiera blu? Andiamo…
ABRUZZO: Fare il bagno ad Alba Adriatica, Bandiera Blu, è come entrare nel Minestrone Gran Sapore della Findus.
LA PUGLIA, RAGAZZI, LA PUGLIA. Fasano sì, Castro no. Ma Castro ha un’acqua che è un pezzo di meraviglia.

Ma poi le Bandiere Blu si danno a Maggio. Ci sono paesini che a giugno raddoppiano la popolazione e cambia tutto, a iniziare dagli impianti di depurazione.
EMILIA ROMAGNA: Lido di Ravenna, Bandiera Blu con vista raffineria, puah.

Con tutto che le Bandiere blu premiano anche servizi, iniziative ambientali ecc, che senso hanno se Rimini sì e Stintino no? Preferire Stintino a Rimini è un dogma della cultura occidentale, rivederlo disorienta, destabilizza. Già che nell’elenco non figura Capalbio.

[Crediti | Link: Repubblica.it, Lecce Prima, La Stampa. Immagini: La Repubblica, Lecce Prima]