di Manuele Berti 26 Aprile 2010

Ore 20:45 – Sono arrivato alla Guildhall di Londra per seguire in diretta la World 50 best restaurant, specie di oscar della cucina, da dove questa sera uscirà la lista dei 50 ristoranti migliori del mondo.

Ore 20: 52 – Massimo Bernardi, editore di Dissapore, mi dice che Enzo Vizzari, il responsabile delle guide dell’Espresso, è appena andato in onda su Striscia la Notizia parlando (male) della World 50 best restaurant.

Ore 20:59 – Secondo Enzo Vizzari, la World 50 best restaurant è una classifica condizionata dalla straordinaria “potenza di fuoco” della Nestlé, sponsor della manifestazione attraverso il suo marchio San Pellegrino.

Ore 21:04 – Enzo Vizzari ha anche anticipato quali saranno i ristoranti italiani inclusi nell’edizione 2010 della World 50 Best Restaurant. L’Osteria Francescana di Modena, Combal.Zero di Rivoli (Torino), Le Calandre di Rubano (Padova), Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio (Mantova), Il Canto di Maggiano (Siena).

Ore 21:09 – Enzo Vizzari ha poi detto che dalla World 50 best restaurant uscirà il Carlo Cracco di Milano.

Ore 21:16 – Ufficialmente, la classifica è il risultato di un lungo sondaggio tra gli chef più famosi del mondo, apprezzati critici gastronomici, ristoratori e gastronomi di razza.

Ore 21:32 – Al n. 50 della World 50 best c’è il ristorante Eleven Madison Park di New York.

Ore 21:35 – Al n. 45 della classifica rientra il ristorante WD50 di New York. Anche il Plaza Athenee di Alain Ducasse  rientra in classifica al numero 41.

Ore 21: 40 – Il ristorante French Laundry di Thomas Keller è al numero 32.

Ore 21:57 – Ecco la World 50 Best Restaurant 2010 al gran completo. Vince il ristorante Noma di Rene Redzepi.

Il ristorante Noma di Copenhagen [immagine: Noma]

1- Noma – Danimarca (+2).
2- El Bulli – Spagna.
3- The Fat Duck – Gran Bretagna
4- El Celler de Can Roca – Spagna
5- Mugaritz – Spagna
6- Osteria Francescana – Italia
7- Alinea – Stati Uniti
8- Daniel – Stati Uniti
9- Arzak – Spagna
10- Per Se – Stati Uniti
11- Le Chateaubriand – Francia
12- La Colombe – Africa
13- Pierre Gagnaire – Francia.
14- Hotel de Ville – Svizzera.
15- Le Bernardin – Stati Uniti.
16- L’Astrance – Francia
17- Hof van Cleve – Belgio
18- D.O.M. – Brasile
19- Oud Sluis – Olanda
20- Le Calandre – Italia
21- Steirereck – Austria
22- Vendome – Germania.
23- Chez Dominique – Finlandia
24- Les Créations de Narisawa – Giappone
25- Mathias Dahlgren – Svezia
26- Momofuku Ssam Bar – Stati Uniti
27- Quay – Australia
28- Iggy’s – Singapore
29- L’Atelier de Joel Robuchon – Francia
30- Schloss Schauenstein – Svizzera
31- Le Quartier Francais – Africa
32- The French Laundry – Stati Uniti
33- Martin Berasategui – Spagna
34- Aqua – Germania
35- Combal Zero – Italia
36- Dal Pescatore – Italia
(+12)
37- De Librije – Olanda
38- Tetsuya’s – Australia
39- Jaan par Andre – Singapore
40- Il Canto – Italia (new entry)
41- Alain Ducasse au Plaza Athenee – Francia
42- Oaxen Krog – Svezia
43- St John – Gran Bretagna
44- La Maison Troisgros – Francia
45- wd~50 – Stati Uniti
46- Biko – Messico
47- Die Schwarzwaldstube – Germania
48- Nihonryori RyuGin – Giappone
49- Hibiscus – Gran Bretagna
50- Eleven Madison Park – Stati Uniti

22:04 – Guarda caso, i cinque italiani presenti nella World 50 best restaurant sono esattamente quelli annunciati da Enzo Vizzari, compresa la new-entry, Il Canto di Maggiano (Siena) Esce di classifica Carlo Cracco.

22:15 – Chi è salito di più quest’anno? Il ristorante Daniel di New York (n.8). L’americano Thomas Keller ha due ristoranti nei primi 50, il French Laundry (32) e il Per Se (10).

22:19 – Lo chef del decennio è Ferran Adrià, che ha ottenuto una scontata ovazione.

22:23 – Il migliore ristorante degli Stati Uniti è Alinea di Chicago (7°), il migliore in Africa è La Colombe (12), il D.O.M è il migliore del Sudamerica, Les creations de narisawa (24) il migliore in Asia.

22:41 – Dopo 4 anni El Bulli di Ferran Adrià non è più il primo ristorante del mondo secondo The World 50 Best,prende il suo posto il Noma di Rene Redzepi, un cuoco di talento specializzato nella cucina di pesce, e nell’uso di erbe e fiori. Il terzo posto di Heston Blumenthal, nonostante l’intossicamento da anisakis norovirus di una cinquantina dei suoi clienti, conferma il momento poco favorevole della cucina molecolare.

22:43 – La sola macchia di colore nella t-shirt bianca che Rene Redzepi del Noma e 4 dei suoi collaboratori indossano salendo sul palco di The World’s 50 Best, è il volto del lavapiatti del ristorante. Arriva dal Ghana e non è qui perché il suo permesso di soggirono non è stato rinnovato in tempo.

22:46 – Lo Chateuabriand, un bistro dal decoro non certo faraonico, è il migliore ristorante francese.

22:55 – Apprendo da Massimo Bernardi che lo scorso 8 gennaio, in un post sulle 7 tendenze gourmet del 2010, Dissapore aveva scritto: “Gli ingredienti insoliti di Rene Redzepi, chef del ristorante Noma, saranno il nuovo mantra”.

23:03 – Il quotidian0 britannico Guardian offre una massiccia copertura de The World 50 Best, ecco cosa scrive dell’Osteria Francescana di Massimo Bottura, sesto e primo degli italiani.

Massimo Bottura è il “primo uomo” (nella nostra lingua) della cucina italiana, e l’Osteria Francescana da quando ha fatto il suo ingresso nella classifica, è salita più rapidamente di qualsiasi altro ristorante. Ma da cosa dipende tutta questa attenzione? Dal cibo di Bottura, ecco da cosa. Ha preso una grande cucina – molti dei cibi più apprezzati d’Italia provengono dall’Emilia Romagna, pensate al Parmigiano Reggiano, ai tortellini e al ragù alla Bolognese – cambiando la percezione che di quella cucina, avevano i suoi clienti. Usdando poche tecniche relativamente semplici – sous vide, sifoni e distillazione – hanno collegato l’Osteria Francescana alla cucina molecolare, un amalgama di parole sempre meno tollerato. C’è perfino stato un programma televisivo che lo ha attaccato per il presunto uso di additivi nocivi alla salute. Il suo cibo è senz’altro moderno ma ha poco a che vedere con la tecnologia e non è incentrata sugli additivi. Non trasforma le cose in altre cose, la sua è un’arte raffinata strettamente legata alle abitudini italiane.

23:21 – Massimo Bernardi mi fa notare che Eleonora Cozzella, giurata italiana di The World’s 50 Best Restaurant, sembra smentire il suo direttore Enzo Vizzari, che aveva adombrato sospetti sull’attendibilità della classifica. Inaspettata è l’uscita dai Fifty del ristorante Cracco di Milano che scende dal 22° al 71° posto. Di sicuro la prova che la classifica non è influenzata dallo sponsor San Pellegrino, di cui Cracco – che resta tra i migliori chef di casa nostra – è uno dei testimonial.

24:00 E’ mezzanotte, tempo di lasciare la Guilhall anche per me. E’ stato forte, un slauto ai lettori di Dissapore.