di Lorenza Fumelli 4 Luglio 2011

C’era una volta un orso sloveno di nome Dino che abitava i monti del Trentino e del Veneto. Dino si era introdotto nei nostri boschi abusivamente per trovare l’amore di una bella orsa italiana e aveva subito mostrato il piglio tipico degli immigrati clandestini. Rubava, razziava, uccideva asini per divertimento e nonostante tutto gli abitanti dello stivale lo amavano e lo difendevano. In Italia, al contrario della saggia Slovenia, era ed è ancora in vigore il divieto di caccia, quindi nessuno poteva opporsi agli atteggiamenti sfrontati e libertini di questi animali protetti.

Anzi.

Un programma approvato dal Governo e chiamato “Life Ursus” aveva ripopolato i boschi del nord di famiglie intere di grandi plantigradi, e solo un gruppo di signori convenuti in un partito di maggioranza chiamato Lega Nord si era opposto alla presenza scomoda di questi animali. Colta l’occasione della recente uccisione dell’Orso Dino da parte di un cacciatore sloveno, i signori della Lega decidevano di protestare contro tutti gli orsi, nazionali o immigrati che fossero.

La protesta prendeva la forma di un banchetto a base di carne d’orso proveniente dalla Slovenia: 53 chili da dividere tra bistecche e spezzatino cucinato ad arte da cuochi Leghisti lo scorso 3 luglio 2011. Purtroppo, un gruppo di militari chiamato Nas (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità), presumibilmente inviato dallo stesso Governo di questo strano Paese, ha fatto richiesta di verificare la provenienza delle carni d’orso e, appurata la mancanza di certificati a garanzia, ha letteralmente strappato le bistecche dalla bocca dei poveri signori della Lega, impedendo la protesta.

“E’ Roma ladrona che vi manda!”, hanno gridato i Leghisti contro i Nas, minacciando niente di meno ché l’uscita dal Governo da parte del loro partito, un Governo di cui fanno parte ma che in realtà non li ha mai rappresentati, credendo loro nella indipendenza delle terre del Nord.

Il popolo italiano, preoccupato dalla reazione dei signori della Lega, ha deciso quindi di proporre delle alternative alla carne d’orso per il famoso banchetto. Quella che segue è la lista delle proposte:

Cavallo. Non sarà fastidioso e insolente come l’orso, ma è pur sempre l’animale simbolo dello storico personaggio che unificò l’Italia ai danni della Lega, un certo Garibaldi. Quindi 100 chili di cavallo per placare gli animi. Basterà?

Ghiro. Cucinato, era un piatto caro agli odiati cugini calabresi e non solo: il grasso di questo animale, oggi protetto ma possiamo chiudere un occhio, era amato anche dagli antichi romani ladroni. Potrebbe essere una valida alternativa per un banchetto di protesta.

Alce. Gli abitanti della nordica Svezia lo sanno cucinare ad arte. Lo stesso Magnus Nilsson, osannato cuoco del ristorante Fäviken Magasinet, si è offerto di preparare midollo e tartare di alce cruda per tutti, opzione gourmet per sostituire il banchetto d’Orso.

Gatto alla vicentina. Un ritorno alle sane abitudini, il giusto modo di rivendicare le proprie origini e tradizioni. Gatti per tutti a rinfrancare l’orgoglio ferito dei nostri contestatori.

Banchetto Vegetariano. Alternativa filo-governativa cara al Ministro del Turismo Michela Brambilla e all’oncologo Umberto Veronesi. Durante il terzo incontro per «La coscienza degli animali»,  i due hanno infatti dichiarato che mangiare carne (di orso, di cavallo, di pecora, di qualsiasi animale) oltre ad essere eticamente sbagliato è anche davvero molto, molto nocivo per la salute dell’uomo e quindi anche per l’uomo della Lega. Un bel pranzo vegetariano è quello che ci vuole: calma gli animi e ricompatta il Governo.

l’Italia, questo curioso Paese fatto di persone straordinarie, è di fatto una Repubblica Democratica quindi  tutti possono, anzi devono, esprimere un’opinione. Cari lettori, tocca a voi: cosa mai potranno mangiare i signori della Lega al banchetto ora che l’orso gli è stato negato?