di Massimo Bernardi 1 Dicembre 2009

La bistecca come la conosciamo

Pensavo che l’unica cosa da dire sulla giornata di ieri fosse “uggiosa”, invece è stata “rivoluzionaria”. Per la prima volta alcuni scienziati olandesi sono riusciti a ottenere carne in laboratorio. Nessuno l’ha ancora assaggiata ma sarà in vendita tra cinque anni. Non ci avevo pensato. Voglio dire, a un futuro che non coinvolge gli animali nella produzione di carne. Invece gli scienziati hanno prima estratto alcune cellule dal muscolo di un maiale vivo. Poi le hanno incubate in una soluzione ricca di nutrienti per farle moltiplicare all’infinito. Anche se il tessuto muscolare non ha ancora la consistenza di una bistecca—”ma ci arriveremo”—hanno detto gli scienziati, il risultato è che adesso si può ricavare da un animale la quantità di carne che prima fornivano milioni di capi.

Per gli ambientalisti è una buona notizia. La carne ottenuta in laboratorio riduce le emissioni di gas serra attribuite al bestiame, il 18% di quelle mondiali. Anche per i vegetariani, visto che la carne non è “un pezzo di animale morto”. Ma è chiaro che una cosa del genere farà discutere.

Per anni abbiamo chiesto al vicino di tavolo Ah, sei vegetariano – di che tipo? Vegan? Mangi il pesce? E le uova? Lo fai per motivi politici, di salute, di gusto, di ambiente? Hai a cuore gli animali o vuoi semplicemente essere contro? Un argomento di discussione infinito. Ma ora è il nostro turno. Cosa faremo ora che la scienza offre un’alternativa alla carne di animale?

Perché è proprio questo che vi sto chiedendo. Mangereste carne ottenuta in laboratorio o pensate che sia una cosa disgustosa?