di Massimo Bernardi 6 Aprile 2012

I figli di Slow Food che hanno figliato e ora hanno figli teenager non rinunciano a essere al centro dell’attenzione. Oggi fulcro dell’attenzione è lo sfratto di McDonald’s dalla Galleria di Milano dopo 19 anni. Alcuni di loro che sono nel Pd dicono: “McDonald’s in Galleria è una presenza democratica perché permette a tante persone di sedere nel Salotto di Milano pagando cifre accessibili”. Noncuranti del fatto che tra mobilitazione, slogan ritmati e urlo collettivo un pezzetto di sinistra, nel 1986, tentò di impedire l’apertura del primo McDonald’s italiano, quello di piazza di Spagna, a Roma. E siccome tutto si tiene, da quella mobilitazione contro il fast food nacque Slow Food.

Altri, che stanno sempre a sinistra ma di più (Sel) rintuzzano imbestialiti: “Non verseremo lacrime per McDonald’s, perché una multinazionale non può essere il modello di presidio territoriale per i poveri”. Sembra la scena di Animal House in cui John Belushi spacca la chitarra in testa al ragazzo romantico che strimpella (il Pd). E in un afflato gastrofanatico postillano: in più, dobbiamo tenere presente che quel modello di alimentazione non è il nostro. Non proveremo dispiacere per la chiusura”.

In queste ore sulla scena per ben più epocali rivolgimenti, dalla Lega trovano il tempo di glossare: “Viviamo in un mondo alla rovescia: la sinistra difende la multinazionale mentre stanga i cittadini con le tasse”.

E’ l’aspro epilogo dei contrasti McDonald’s-Prada, e nell’attesa che l’ingresso della griffe nei locali attualmente occupati da McDonald’s si compia (è atteso per l’inizio del prossimo anno, si vocifera con un spazio per Carlo Cracco), si litiga per cose così:

1) snobismo, pregiudizio contro McDonald’s che a Milano occupa 1.200 persone
2) utilità sociale del fast food giudicata superiore a quella di una boutique (?)
3) significato dell’espressione “contaminazione proletaria”. Non è necessariamente proletario tutto ciò che costa poco, soprattutto se costa poco perchè mediocre, si obietta
4) ragioni di decoro: l’ottagono della Galleria è tra i più eleganti al mondo, McDonald’s stona. Chi vuole sfondarsi di cibo dozzinale si accomodi in quello di Piazza Duomo.

Ristabilire ordine e buon senso non è mestiere mio. Ma vostro.

[Crediti | Link: Corriere.it, immagine: Affari Italiani]