Senti Professor Vincenzo Tini, io te lo dico, il resto del mondo lo penserà senza dirtelo. Rendere credibili con l’autorità di un microbiologo dell’Università di Bologna, le favole raccontate nelle nuove pubblicità TavernelloLa montagna e La botte— entrambi realizzate dall’agenzia Armando Testa, entrambi basate sul ruolo di garante del testimonial, rappresenta un punto di vista intellettualmente così audace da farmi sentire inadeguto alla discussione. L’illustre professore mi perdonerà, vista l’inconfutabilità del fatto che il Tavernello sia uno dei peggiori vini bevuti nelle nostre vite, se ho il sospetto che la permuta il prof-ci-mette-la-faccia/Tavernello-ci-mette-la-borsa-di-studio, faccia fare all’Università di Bologna una pessima figura. Sbaglio?

[Fonti: FLC, Manteblog]

commenti (35)

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  1. Tu credi veramente che l’Università di Bologna, quella degli ultimi anni, abbia toccato il fondo con la cosa del Tavernello?
    Ma dai… troppe altre ne ha lasciate correre…

    Comunque, il prodotto Tavernello può fare schifo, ma il processo di produzione non è affatto male e che qualcuno lo studi credo che sia solo che positivo.

    E’ analogo allo studiare il Sistema di Qualità di McDonald’s: il prodotto finale potrà anche non piacerti, ma è sempre uguale e perfetto in ogni parte del mondo. Forse è anche per questo che chiunque di noi, nei momenti di forte insicurezza alimentare all’estero, ricorre quasi inevitabilmente anche al McDonald’s.

    Purtroppo, nei Sistemi di Qualità, è il sistema di produzione che mira ad essere perfetto e ad avere il minor numero di parti errate prodotte (Six Sigma). Che poi sia merd-in / merd-out, è un altro paio di maniche….

    1. Avatar Piermario ha detto:

      Boh, non so. Io a McDonald’s ricorro esclusivamente nei momenti di forte insicurezza… economica.

  2. Che il Tavernello esista a me non dispiace e lo dico da produttore artigiano.. siamo liberi di scegliere… ( forse )

    Quello che fa sempre dispiacere è il mancato rispetto della dignità umana, l’uso indiscriminato della privazione del libero arbitrio attraverso la disinformazione pubblicitaria più impietosa.

    In parole semplici, fa schifo lasciar credere al prossimo cose distanti dalla realtà dopo averlo abbindolato con messaggi erronei.

    Ciao
    Paolo

  3. La dizione VINO sul cartone è alquanto blasfema…
    inoltre per me che “il vino è un piacere” e non un atto abitudinario quotidiano questo tipo di prodotti rientrano nella categoria “inutili e offensivi”.
    Non fa male all’organismo (almeno spero) ma cosa aggiunge alle vostre vite? L’illusione del “vino a a tavola” ?!
    Per quanto riguarda l’Università di Bologna la assolvo visti i megatagli applicati all’istruzione da qualche parte i soldi li dovranno pur tirare fuori…in un altro paese non ce ne sarebbe bisogno…

  4. Avatar giulia ha detto:

    il compromesso epr l’università in questo periodo è d’obbligo.
    e grazie al cielo Bologna c’è cascata.
    Beato lo studente che quella borsa di studio, o assegno di ricerca (probabilmente seria in microbiologia e non sul tavernello), la vincerà.

    In questo momento il buon viso a cattivo gioco è d’obbligo…

    Poi che noi i ltavernello non lo si compri è un’ altra questione..

  5. Il vino da sempre ,tranne gli ultimi tempi, e’ sempre stato un Alimento, quindi il Tavernello e’ un vino! Neglio ospedali fa la felicita di molti vecchietti e non solo. Dove c’e scritto che un vino deve essere barricato, stare in botti di rovere, sapere di 1000 gusti e aromi e costare molto?
    Allora non dovrebbe esistere nemmeno il caffe in polvere, eppure tutto il mondo lo beve, sa di caffe e basta.
    Il commento n 4 offende una certa categoria di persone, non a caso sono le piu povere di solito.

    1. Nessuno dice che il vino deve essere barricato e nessuno dice che il vino deve costare molto, ma penso che tutti siano concordi sul fatto che il vino deve essere buono.
      E il tavernello NON lo è.
      E, per inciso, non è che il tavernello sa solo di vino (?), è che tutti i riferimenti olfattivi e gustativi sono talmente blandi che quasi si annullano, ergo: non sa di nulla (o di molto poco, meglio?).

    2. Avatar Luca ha detto:

      In realtà nessuno è d’accordo sul fatto che il vino dev’essere buono… quelle sono percezioni soggettive.
      Se Tavernello è tra i primi 5 vini più venduti al mondo, significa che almeno qualcuno lo compra.
      Sul discorso della pubblicità c’è da dire che l’Università non dovrebbe sponsorizzare nessun prodotto, ma dovrebbe essere finanziata dallo stato… mi pare evidente che non è così, quindi si arrangia come può…

  6. Avatar bacillus ha detto:

    Non si capisce, infatti, come mai esiste questa vasta platea di consumatori che non spende quei 20-30-50 euro al giorno per comprare del Vino con la V maiuscola.
    Perché il vino è solo quello. Anche la mia bottiglia, infatti, che vendo qui in azienda a 4 € è merdaccia.
    Giusto.

    1. Avatar Fante ha detto:

      Anche io trovo estremamente pittoreschi gli appartenenti al ceto medio che non riescono ad arrivare a fine mese. Perfino buffi nella loro ostinazione a tentare di risparmiare.

    2. Avatar pittoresco e buffo ha detto:

      eh, se la metti sulla morale allora vuoi vincere facile!
      ok che il Berny nuota troppo in scia alle notizie rafforzando la corrente, ultimamente: bei contropiedi quelli di rifondazione tartufista, pure a me piacerebbe un Dissapore che rompesse più le regole tornando a leggerci che il McDo è buono, ogni tanto, e non solo cattivo (cosa già detta ridetta e ampiamente condivisa). Tuttavia non posso che straquotare il Berny (hihihi!) sulla

      inconfutabilità del fatto che il Tavernello sia uno dei peggiori


      io provo tutto una volta (cit.) e quindi anche il Tavernello: comprato su tua suggestione anni fa e aperto quindi colle migliori intenzioni e curiosità, dato che in casa vado raramente più su della birra, brik rimasto in frigo sino alla data di repulisti con un goccio di rosso in meno. Moralmente mi devi 1,49 euro…

    3. Avatar Fante ha detto:

      Non condivido
      Anche io lo assaggiai, ovviamente, confrontandolo alla cieca con vino leggero giovane fresco ma di enoteca.
      Seppur sgamato – ok, il mio naso non saprebbe distinguere un tartufo bianco da un ciuffo di lavanda – trassi la conclusione che è un prodotto onesto nel target e nel prezzo.

    4. Avatar bacillus ha detto:

      …ecco appunto. Fatti fin qui nomi e cognomi (Ta-Vernello appunto) ora si vorrebbe, al di là delle questioni morali, conoscere un prodotto che allo stesso prezzo sia decisamente migliore.
      Occasione per una degustazione x poveri…

    5. Avatar Esp ha detto:

      Una degustazione di vini in carton era stata fatta, e l’ avevo vista sul canale del Gambero.
      Il migliore, più o meno allo stesso prezzo, era risultato il Castellino.

    6. Avatar bacillus ha detto:

      Tra l’altro, visto che qui ci sono state piccate prese di posizione nei confronti di chi ha voluto fare delle riflessioni sul “biologico” – “si sta attentando ad un settore che offre posti di lavoro a migliaia di persone” – non sarebbe male fare il punto della situazione di quanti soldi smuove ‘sta ciofeca di vino.
      Se coinvolge pochi latifondisti se ne faccia immediatamente bioetanolo. Se dà lavoro a tanta gente invece no.
      Se è fatto con le nostre italianissime uve, ok. Se è il frutto di un viavai di cisterne con Ravenna, invece no.
      Sarebbe interessante saperne di più.

    7. Avatar attentando a un settore? ha detto:


      ma stai dicendo a me? perché io a Fante, non a te: stavo comunque buttandoti giù una rispo ma meglio di no…

    8. Avatar bacillus ha detto:

      …catzo, bisogna stare attenti a questa logica dei “nested comments”. Finisci per beccarti addosso il filmatino del capopolo di turno senza volerlo.
      No, non dicevo a te.

    9. Avatar beh, poco male ha detto:

      hai sopravvalutato una chiacchiera da ritaglio di tempo: io e Fante siamo normali consumatori, no enologi, enostrippati…

    10. Avatar bacillus ha detto:

      Beh, invece ho solo sbagliato il nodo in cui inserire il mio commento. Anche ad un informatico capita…
      Quanto a Fante… non ci credo… lui ha una doppia personalità… per me lui è uno che periodicamente, chiuso in uno stanzino, lontano dagli occhi di chicchessia si scola intere mezze bottiglie di chateaux, chablis, brunelli e tavernelli. 🙂

    11. Avatar MAurizio ha detto:

      Concordo sull’idea, ma non sulla conclusione implicita: sei povero, beviti il Tavernello (con tutto il rispetto) e ringrazia che esista. Costa poco, ma non lo regalano. A quel prezzo (e, a volte anche a meno), con un po’ di pazienza negli Iper in offerta o in sottocosto si trovano prodotti migliori, in bottiglia. Adesso il mercato è inondato da Nero d’Avola, sicuramente piu’ decente al palato a prezzi da saldo. E se lo metti in tavola con un ospite “non d’elite” ci fai anche la tua figura …. Non parliamo delle dame da 5 litri di Montepulciani o Castelli Romani vari che al litro costano meno dei bricckato …

  7. Avatar dink ha detto:

    4 € per la famosa vasta platea di consumatori è già un prezzo eccessivo, essa è affezionata alle dame da 5l ad un euro al litro e ancor meno (meno del prezzo dell’acqua in bottiglia). Io, appartenente al ceto medio che riesce ad arrivare a fine mese, non bevo vino ogni giorno, ma riesco comunque a concedermi nei weekend qualche buona bottiglia (da 4 a 40 €, oltre in occasioni speciali).

    1. Avatar bacillus ha detto:

      Infatti, dink, se è merdaccia il mio 4 €/bt (7,5 €/dama5 – 9 €/bbox5) figurati il ..vernello.

    2. Avatar bacillus ha detto:

      Tommaso, accidenti, con i miei vini non sono pronto a confrontarmi con nessuno. Partecipo a queste discussioni per puro cazzeggio culturale (se possibile). Conosco questo mestiere, mi appassiona, ma so quali sono i miei limiti strutturali e di risorse. Per rispetto tuo e di chi sa fare meglio di me, preferisco per ora non proporre niente. Insomma, della serie “vorrei ma non posso” (è inutile che faccia l’ipocrita).
      Tuttavia, l’idea di vivere in qualche modo il mondo del vino dall’ “interno” e di confrontarmi con gli appassionati senza mostrare etichette, non mi dispiace. Magari mi consente qualche libertà in più. 😉
      Grazie di cuore per l’attenzione.

  8. c’è gente povera e quello può bere. stop

    poi ci sono i segaioli del gusto ceme me che bevono altro, pagandolo un occhio. ma son sborone il giusto e ho soldi.

    speriamo che non faccia più male di una cocacola (cosa che non credo)

    addendum

    vi ricordate giacobazzi is my wine lattina?
    ho odiato il lambrusco per anni, e son emiliano doc