di Massimo Bernardi 23 Giugno 2009

Neda-Agha-SoltanIl mondo è stato conquistato dalla morte di una giovane ragazza, Neda, uccisa domenica a Teheran da un colpo d’arma da fuoco, e ripresa in un video sconvolgente che ha fatto il giro del mondo. Ora cominciano a emergere i dettagli. Il suo nome era Neda Agha-Soltan. Il governo iraniano ha negato l’autorizzazione per il funerale, la polizia ha proibito ai familiari di parlare con la stampa della sua vita e della sua morte, ma il Los Angeles Times è riuscito a parlare con alcune persone che la conoscevano.

Neda Agha-Soltan era nata Tehran, ci dicono, da un padre che lavorava per il governo e una madre casalinga. Erano una famiglia modesta, parte della nuova classe media del paese. Come molti nel vicinato, Neda credeva nei valori della religione islamica, dicono gli amici, ma era anche curiosa del mondo esterno, al quale aveva facile accesso attraverso la televisione satellitare, Internet, e ocasionali viaggi all’estero.

Seconda di tre figli, aveva studiato filosofia islamica all’Università di Teheran, e poi deciso di seguire una carriera nel settore del turismo. Aveva frequentato una scuola privata per diventare guida turistica, inclusi corsi di turco, dicono gli amici, sperando un giorno di accompagnare gruppi di iraniani in viaggio all’estero.

Viaggiare era la sua passione, e aveva messo da parte i risparmi per andare a Dubai, e tornare in Turchia, dove era stata due mesi fa. “Era una persona piena di vita”, ha detto il suo amico e insegnante di musica Hamid Panahi, “Mi dispiace così tanto, avevo molte speranze per questa ragazza”.

Secondo gli amici, Neda era una brava cantante e prendeva regolarmente lezioni di piano.  Non era un’attivista politica, ma l’ingiustizia delle recenti elezioni iraniane l’aveva spinta a unirsi agli amici nella dimostrazione di sabato scorso, nonostante gli avvetimenti della famiglia, preoccupata che potessa capitarle qualcosa.

“Non vi preoccupate…Cosa volete che sia una pallottola”, avrebbe detto a un amico che esprimeva preoccupazione per la sua sicurezza. Gli amici dicono che c’era molto traffico, e siccome Neda non riusciva a raggiungere la dimostrazione, era scesa dall’auto insieme a tre persone. Poco dopo, si è sentito il rumore di uno sparo e Neda è caduta a terra con una pallottola nel petto. “Sto bruciando” sono state le sue ultime parole.