di Massimo Bernardi 30 Giugno 2011

Su Amazon.com sono stato finkployd, e non credo sia complicato capire la provenienza del nickname. Era più di 10 anni fa, circa ’97, compravo soprattutto Cd, anche libri, anche libri di cucina (con cup&spoon e tutte le menate dosatrici). Ai tempi di Napster ero backtogetheragain ma lì, sul primo P2P per scaricare musica — illecitamente — averci un nickname era essenziale. Da allora non ho più smesso di sottrarre nomignoli ai miei idoli più vertiginosi, felice di evadere dalle generalità dentro cui i miei mi avevano rinchiuso (no, approfittare dell’anonimato per spargere zizzania è un’altra storia). Con qualche eccezione. Su IDR, uno dei primi gruppi di discussione italiani sui ristoranti ero omissamidranreb, facilmente decrittabile per chi sa leggere al contrario.

Ho passato ore a negoziare lo pseudonimo con l’admin dell’allora forum del Gambero Rosso, provando varie combinazioni dei miei vizi preferiti: bagoss, bitto, scimudin, caciocavallo, tarantello, ciauscolo. Ancora oggi mi ritrovo a dare spiegazioni del perché di nick tipo scimudelloss. Nell’ultima incarnazione ero il più sobrio kelablu.

Poi con Esperya, il primo ecommerce italiano di vizi gastronomici, admin ero io, subito cambiato con massimo.b, più confidenziale, più in linea con il modo in cui mi vedevo allora.

C’è chi ha scelto di chiamarsi come un animale (gettonatissimi i gatti), chi è riuscito nell’impresa di non cambiare mai identità dall’inizio, chi ha scelto il nome che avrebbe voluto in eredità dai genitori, sono tanti quelli che allungano il nickname con la professione o l’anno di nascita. Perfino su Facebook c’è chi usa uno pseudonimo.

Oggi ho 4 indirizzi di posta elettronica, nel principale c’è il mio nome, negli altri per lo più citazioni di canzoni. dimmiquantotipiacelasalamadasugo@gmail.com non è più attivo da tempo.

Chi siete stati voi su Internet, e cosa c’è dietro la scelta dei vostri nickname? Quali nomignoli usavate nei ritrovi obbligatori dei gastrofanatici, da IDR al forum del Gambero Rosso, da Esperya al Mangione. E oggi, su Twitter, Facebook, Foursquare?

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