Ogni paese ha la pubblicità che si merita, il nostro è una patatocrazia

Il sito francese Owni.eu, ripreso in Italia da Il Post, ha pubblicato un bella galleria di immagini pubblicitarie “razziste, sessiste o pericolose per la salute” comparse negli anni ’60. Titolo? “Le migliori 48 pubblicità che oggi non sarebbero permesse“. Si va da una pubblicità in cui un uomo sculaccia la moglie incolpandola di non essere […]

Il sito francese Owni.eu, ripreso in Italia da Il Post, ha pubblicato un bella galleria di immagini pubblicitarie “razziste, sessiste o pericolose per la salute” comparse negli anni ’60. Titolo? “Le migliori 48 pubblicità che oggi non sarebbero permesse“. Si va da una pubblicità in cui un uomo sculaccia la moglie incolpandola di non essere sempre alla ricerca del caffè più fresco, a una in cui un marito benevolo consola la moglie che ha bruciato la cena, dicendole: “Non ti preoccupare tesoro, almeno non hai bruciato la birra” (lollone!)

Ah, erano tempi bui quelli. Vogliamo chiamarli il Medioevo dell’advertising?

Ora invece fermiamoci tutti a riflettere un momento sulle grandi conquiste degli ultimi 40 anni di battaglie per le pari opportunità e sulla vistosa ricaduta che hanno avuto nel mondo delle pubblicità riferite a prodotti del comparto alimentare, che ne dite?

Un ottimo esempio è lo spot della Patata Selenella, la “patata al selenio”, con il suo brillante claim “Per fortuna che le patate le comprano le donne!”

Per fortuna davvero. Non riesco nemmeno ad immaginare con quali patate mio marito potrebbe tornare a casa se gli delegassi la scelta.

O meglio, lo immagino fin troppo facilmente.

Ricordo che il claim dello spot Amica Chips con Rocco Siffredi, che definire “progressista” e “positivamente post-femminista” mi sembra quasi limitante rispetto all’audacia del progetto, è: “A chi piace la patata”. L’unico rimprovero che si può fare all’ottimo Rocco e agli spiritosi creativi Amica Chips è aver mancato di coraggio. Che ci voleva a fare un passo in più, una cosa, non so, così?


Splendido. Allattiamoci! (??!!) In ogni caso i creativi Zappalà non dormono mai, qui c’è una galleria di altre pubblicità garbatamente ammiccanti, che rispondono all’eterna domanda: a cosa somigliano vagamente due mozzarelle se le infili in un bikini?

Insomma, le cose vanno molto bene. Donna è bello! E tutto fa pensare che nel futuro andranno anche meglio, a giudicare da come stiamo tirando su le nuove generazioni dal punto di vista pubblicitario. Esempio. Se poteste dire una sola cosa utile per il suo futuro ad una bambina di pochi anni, quale sarebbe?

Ma ovviamente “nutri la tua famiglia di cibo spazzatura e lava i piatti con buonumore, per l’eternità. Ciò sta scritto nei tuoi cromosomi XX”. Su questo io e i creativi responsabili della tenerotta pubblicità delle Sottilette Kraft siamo d’accordo al 100%. Vero piccola Gaia? Voglio vedere brillare quei piatti!

p.s. Nel rapporto 2010 del World Economic Forum, che misura la parità tra uomini e donne, l’Italia è al 74mo posto (su 134 Paesi), in discesa di due ulteriori posizioni rispetto al 2009. Siamo all’ultimo posto nell’Unione Europea: peggio di noi, tra i Paesi avanzati, fa solo il Giappone. Meglio di noi anche Repubblica Domenicana, Vietnam, Ghana, Malawi, Romania e Tanzania.

[Fonti: Owni.eu, Ilpost.com, comunicazionedigenere.wordpress.com, weforum.org. Immagini: Youtube]

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