di Giuseppe Rosati 5 Giugno 2011

Ricordate 7 Mosse per l’Italia, la traversata che Oscar Farinetti, gran capo di Eataly — la catena di magazzini per gourmet — ha compiuto su un ketch di 22 metri insieme al velista Giovanni Soldini? Come segnalato, era partita da Genova lo scorso 25 aprile, e finalmente, malgrado qualche dubbio, è arrivata al Chelsea Pier di New York accolta dagli inni nazionali italiano e americano. Ad attendere l’arrivo anche Dissapore.

La traversata, studiata da Farinetti per godere come un pazzo, è nata anche per realizzare un programma in 7 mosse con l’obiettivo di migliorare l’Italia. Partita il 25 aprile da Genova e arrivata a New York il 2 giugno, ha ospitato nelle diverse tappe 22 protagonisti della vita pubblica nazionale, da Alessandro Baricco a Riccardo Illy, da Matteo Marzotto a Giorgio Faletti.

Il capitano c’era, i pensatori anche, chi ha tenuto allegra la compagnia? Il vino langarolo (pare che il 16 maggio, compleanno di capitan Soldini, sia stato aperto un Borgogno 66), e 3 grandi cuochi: Ugo Alciati (Guido, Pollenzo), Moreno Cedroni (Madonnina del Pescatore) e Davide Scabin (Combal.Zero). Attendeva l’arrivo della barca, in una New York assolata e dalla brezza marina perfetta, anche Mario Batali, uno degli chef più famosi d’America, e socio di Farinetti nell’avventura di Eataly New York. Di lì a poco si sarebbe inaugutata la Birreria nel rooftop.

Ugo Alciati, chef per i primi due tratti della traversata (Genova-Majorca-Gibilterra), ha cucinato soprattutto carne legandosi alla tradizione piemontese. “Uno stracotto fenomenale” ha assicurato Farinetti, che vista la dotazione minima della barca si è meravigliato per la riuscita del piatto. Moreno Cedroni, salito a bordo nel terzo tratto (Gibilterra-Madeira), ha cucinato soprattutto pesce, i piatti più riusciti: uno splendido merluzzo e il tonno in tre preparazioni.

Ma la sfida più difficile è toccata a Davide Scabin: cucinare piatti diversi per 20 giorni filati in mezzo all’oceano. Quando prima dell’arrivo gli è stata chiesta una cena piu sostanziosa del solito, lo chef piemontese, che ha lamentato la mancanza di ingredienti freschi come le verdure, si è superato con la minestra asiatica e fusilli fatti a mano. Piatto realizzato assemblando ciò che rimaneva alla fine della traversata, dove vigevano il divieto di spreco e un limite di spesa fissato a 4,50 euro al giorno per persona. All’arrivo, come vedete nella foto, un altro impegno attendeva lo chef piemontese.

All’apertura della birreria pensile di Eataly New York da oltre 700 metri quadri non potevano mancare Lidia Bastianich e Mario Batali. La prima è il simbolo della ristorazione italiana in città con locali come Felidia, Esca, Becco, Del Posto, scrive famosi libri di cucina e conduce un programma Tv di recente candidato agli Emmy Awards, gli Oscar della Tv. Al pari dell’altro, il già citato Mario Batali — partner della Bastianich in locali newyorkesi di gran moda come Babbo, Otto, Casa Momo — è socia di Farinetti nell’avventura Eataly New York.

Alla Birreria partecipano Teo Musso (Birrificio Le Baladin), Leonardo Di Vincenzo (Birra del Borgo) e Sam Calagione (Dogfish). Il luogo è affascinante, in cima a Eataly, al 14 piano di un palazzo sulla Fifth Avenue con il Flatiron (il grattacielo a forma di ferro da stiro) che fa capolino, la torre del Metropolitan Life che sembra di poter toccare, e lo skyline dell’Empire State Building da un lato. Nell’impianto di produzione più alto del mondo si realizzano 3 birre, una al timo, una con farina di castagne e una pepata, che richiama i sapori del cacio e pepe dice Teo Musso, entusiasta ed emozionato.

Sotto il controllo del brewermaster italoamericano Brooks Carretta, i 4.000 litri prodotti ogni mese con la tecnica del “cask-condition” assistono la cucina di Alex Pilas, chef resident di Eataly. Oltre alle birre prodotte e ai classici in bottiglia dei 3 birrifici, l’offerta include 9 birre alla spina (tra queste: Super e Nora di Baladin, Re Ale Extra e Enkir di Birra del Borgo, Indian Brown Ale e Festina Peche di Dogfish) più 8 vini piemontesi e friulani in “caraffa”, spinati direttamente dalla botte. Arredo in stile pub anni ’20 con 150 posti a sedere e 25 al bar.

Prezzi adeguati alla scena di New York (Baladin Isaac da 750 a 10 dollari, piatto di salumi a 11) e prenotazione singolare. La disponibilità di posti viene controllata all’ingresso di Eataly, se c’è posto si sale immediatamente fino al rooftop. Altrimenti, lasciato un recapito telefonico, si riceve un sms quando il tavolo assegnato è finalmente libero.

La cena inaugurale è stata cucinata dagli chef Alex Pilas, Mario Batali e Davide Scabin che, nonostante il gran numero di invitati ha preparato un risotto con birra Baladin, capperi e grana padano. Grazie alla supervisione di Nicola Farinetti, figlio di Oscar e vero motore di Eataly New York, tutto ha funzionato a dovere. Musica compresa, con l’esibizione di uno scatenato Roy Paci. Ora, finalmente, il pezzo d’Italia al 200 della Quinta Strada è completo.

[Crediti | Link: 7 Mosse, Dissapore, Eataly New York, Le Baladin, Birra del Borgo. Immagini: Giuseppe Rosati]