di Adriano Aiello 29 Febbraio 2012

La conoscete: si chiama Laura Maggi ed è la più grande intellettuale dei nostri tempi. Oggi il mondo si ferma per valutare il ricorso alla sua pena di 3mila euro e due anni senza patente per guida in stato d’ebbrezza. Intanto, dopo Le Iene, e un futuro tra Mattino 5 e Playboy, la sua storia di barista di Bagnolo con la tendenza alla gonna ascellare è arrivata in Inghilterra. Doveva essere donna copertina delle riviste di epistemologia ma è finita in un tabloid. Peccato. Almeno spero non abbia ispirato le bariste locali. Si sa, esportare il made in Italy è importante però. E sono momenti bui.

Strani i casi della celebrità. Una barista accorcia la gonna, ammicca un po’ e finisce sui giornali, in televisione e a fare calendari di dubbio gusto estetico. L’opinione pubblica si interroga sui suoi percorsi e la gente, colpita dallo stesso ictus collettivo che genera le file in autostrada perché si osserva l’incidente sull’altra carreggiata, percorre km per farsi fare un crodino da questa qua. Ok, il sesso tira sempre, ma non siamo esattamente nel dopoguerra dove una coscia valeva mesi di voli pindarici e il tutto rasenta la demenza.

Comunque dalle mie parti potreste imbattervi in una pizzeria dove lavora una trentenne con il seno più caravaggesco mai concepito, ma non vi dirò dov’è. Prima vado a chiedere la percentuale per la sua prossima carriera ad Hollywood. Ma anche no. Infatti il tutto mi disgusta parecchio. Si, sono un bacchettone moralista. Io.

[Crediti | Link: Corriere Brescia, Corriere.it. Immagini: Corriere.it, Daily Mail]