di Marco Lungo 7 Luglio 2010

Gli antichi egizi. Ma lo sapete che dovrei parlare degli antichi egizi per datare l’origine dell’abbinamento pizza-birra? Lo dice Stefania Sofra, la studiosa che rimanda alla consuetudine egizia di abbinare birra e prodotti dell’impasto tra acqua e cereali. Va da sé che non si tratta della birra come la conosciamo oggi, l’antenata  non era neanche “maltizzata”, per cui prendeva d’acido rapidamente, alla stesso modo del pane e della pita – primo nome della pizza – che non erano certo quelli di oggi.

Oggi i cereali usati sono geneticamente più complessi, di conseguenza le farine risultano più ricche e il glutine si comporta in modo diverso. Diverse sono anche le tecniche di preparazione, i condimenti, le spezie, beh, un po’ tutto. Ma l’abitudine di accoppiare la pizza con la birra è rimasta, mentre l’abbinamento con il vino non sembra riscuotere l’attenzione che merita, a me per esempio piace molto. Facendoci caso però, gli esperti del settore preferiscono di solito vini mossi, frizzanti, quasi sia l’anidride carbonica la reale compagna della pizza.

Congettura suggestiva anche volendo azzardare un’ipotesi semiseria, quante volte sulla pizza abbiamo bevuto una cola, gazzose, chinotti, bollicine insomma? Eppure il pane semplice non chiama le bevande gasate ma si lega senza problemi a qualsiasi vino, mentre difficilmente mangiamo il pane assoluto con la birra.

A livello chimico l’anidride carbonica rende l’acqua più acida aiutando così la digestione. Che questa cosa crei inconsciamente l’esigenza di cercare le bolle quando si mangia la pizza credo sia tutto da dimostrare.

Il mistero s’infittisce, motivi storici, scientifici, economici, quello che vi pare, ma perché abbiamo sempre abbinato pizza e birra e continuiamo a farlo?

[Fonte: Mondo Birra, immagine: Flickr/Golan]