di Marco Lungo 24 Febbraio 2011

Gli egiziani che conosco sorridono spesso, sono aperti, cordiali, ospitali, dev’essere la civiltà millenaria mi dico quando ci penso. Non a caso, noialtri italiani abbiamo accolto i primi migranti egiziani senza isterismi, frasi fatte e altre forme di razzismo. Ricordo lo scalpore che provocò la vittoria di un egiziano al campionato mondiale della pizza, più o meno vent’anni fa, da allora sappiamo della grande abilità di questa gente a lavorare farine, impasti, condimenti, e in genere un tipico cibo italiano come la pizza. Istinto rodato da anni d’esperienza che oggi li rende risorse pregiate del settore.

In questi giorni abbiamo scoperto di cosa sono capaci gli egiziani, che hanno rovesciato Mubarak, il rais al potere da 28 anni, in un lampo. Uno spirito che ha contagiato il Medio Oriente con la rapidità di un virus in gita scolastica. Non devo essere perspicace, sono stato in Egitto molte volte senza intuire cosa bolliva dietro i sorrisi e l’ospitalità. Ci ha anche colpito come tutto sia avvenuto senza le stragi bestiali che stiamo vedendo in Libia, nessuna repressione selvaggia, lo stesso esercito che aveva accolto i manifestanti nei carrarmati durante i 18 giorni della rivoluzione, ha sostituito Mubarak nei suoi adempimenti di Capo di Stato, dando garanzie di democrazia e libere elezioni.

Tutto semplice, più semplice di quanto pensassimo, e tutto già avvenuto. Mubarak non c’è più, l’Egitto è di nuovo visitabile senza troppi disagi, le attività sembrano tornate alla normalità. Fantascienza? No. Fantascienza siamo piuttosto noi, comunque la si pensi.

E torno a parlare di cose che si mangiano, di come la rivoluzione mediterranea abbia cambiato perfino la mia percezione dei cibi esogeni, strano eh, ma adesso guardo al kebab delle pizzerie egiziane con meno diffidenza, il carattere di quel popolo mi ha inoculato la curiosità di conoscere meglio le sue tradizioni, sarà una reazione al nostro immobilismo, non so, o magari un’accresciuta disposizione ad accettare gli altri nonostante le diversità.

Succede lo stesso anche a voi o tutto scorre come sempre? Non sentite il bisogno di conoscere meglio la cultura egiziana o medio orientale, specie nei suoi aspetti gastronomici? Tra l’altro, chi ci è stato sa bene che in Egitto si mangiano cose in grado di contagiare l’Europa come e più del kebab, ma di questo magari parlerete voi nei commenti.

Io sono ancora sorpreso per il cambiamento, e come italiano, anche un po’ invidioso.

[Crediti | Immagine: Peter Menzel]