Mio padre non era un contadino, ma amava la terra e ne curava un piccolo lembo. Coltivava zucchine, melanzane, seminava grano che poi faceva macinare e trasformare in farina che mia madre usava per preparare biscotti e pasta fresca, pizza e pane. Mio padre non immaginava che il suo modo di coltivare molti anni dopo lo avrebbero definito biologico. Lui aveva solo cura della sua terra e dei suoi prodotti che poi tutti in famiglia avremmo mangiato. Certo, si lamentava che una parte della verdura veniva mangiata dagli insetti ma per lui era naturale che accadesse.

Oggi, leggo una interessante intervista ad Antonio Pascale, agronomo, scrittore, opinionista in tv e su molti giornali, poi mi chiedo: “ma se mio padre avesse dato un “aiutino” alle sue piante sarebbe stato meglio o peggio? Biologico e ogm è davvero un binomio diabolico?

La domanda è sempre più ricorrente e sempre meno facile da affrontare senza trovarsi davanti una levata di scudi dai sostenitori di entrambe le fazioni.

E si, perché Pascale dice: “Gli insetti e i funghi, ignorano il nostro gusto per la bella natura, vogliono solo mangiare le piante. Chi pensa al biologico, pensa a una pratica che non richieda nulla o quasi, per cui tu lasci crescere la pianta e quella ti dà buoni frutti senza essere attaccata dai parassiti. In realtà non è così: se la pianta non è aiutata dall’uomo, non dà buoni frutti”.

Ma non si ferma qui, anzi spinge sull’acceleratore e a chi invita a consumare meno e meglio, dice: “Allora io, che mi considero di sinistra, comincio un po’ a infastidirmi quando persone che dicono di essere di sinistra avanzano argomentazioni di destra. Per me è di sinistra una buona alimentazione garantita a tutti, e siccome fra un po’ passeremo a nove miliardi, non vedo come l’obiettivo possa essere quello di produrre di meno. Chi ci pensa alle persone che devono ancora nascere? Ragioniamo caso per caso. Però impegniamoci in questa ricerca. Ma come si fa a dire di no? Bisogna fare delle prove e vedere che cosa succede”.

Ovviamente chi prova a percorrere questo territorio rischia l’impopolarità. Ma non sarà davvero il caso di provare?

[Crediti | Link: L’Inkiesta, immagine: WA OCN]

commenti (48)

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  1. Avatar gianluca ha detto:

    l’hype del momento è “mangiare meno”.
    meno verdura meno frutta meno pesce meno carne.
    ma alla fine uno per stare in piedi cosa deve fare, nutristi con una flebo?

    1. Avatar gianluca ha detto:

      a ‘sto punto, meglio ripiegare su delle pillole 🙂

    2. Avatar Von Clausewitz ha detto:

      sono d’accordo, comincia tu.

  2. produrre di meno? basterebbe distribuire di più… se pensiamo a quanto cibo siamo abituati a sprecare. E comunque non è vero che è grazie all’uomo che abbiamo buoni frutti… bah!

    1. Avatar Francesco ha detto:

      Scusa la franchezza, ma si vede che non conosci proprio la materia. Forse ti suonerà strano ma le piante che noi usiamo sono il frutto della selezione fatta dall’uomo, “in natura” non reggerebbero una stagione.

  3. e da quando gli OGM servono a risolvere la fame nel mondo? sono i paesi industrializzati che si mangiano le risorse di tutti. gli OGM per adesso servono solo a mettere il marchio su cose che prima non ce l’avevano. cosa faceva tuo padre, comprava i semi tutti gli anni o di alcune colture usava quelli ripuliti e provenienti dal suo raccolto?
    gli ogm non sono considerati un bene pubblico, ma hanno dei proprietari che non mi risulta gli regalino.
    e non è vero che la frutta hanno bisogno dell’aiuto dell’uomo per crescere buone. ci sono altri modi per tenere lontani i parassiti.

    1. Le piante da frutta e gli ortaggi e i cereali che conosciamo sono il risultato di millenni di selezione, senza la selezione e i metodi appropriati di coltivazione si ottiene poco o nulla.
      Se il problema è la proprietà delle sementi, si potrebbe fare ricerca pubblica, così la finisce il mantra delle cattive multinazionali

    2. Avatar quinzi ha detto:

      L‘ingegneria genetica è una straordinaria tecnica a disposizione dell‘umanità.E‘ chiaro che nelle mani di chi mira esclusivamente al profitto,e non vuol intralci,può essere pericolosa.Sto leggendo un libretto nuovo su Bob Kennedy “Sogno cose che prima non c‘erano e mi chiedo perchè no? “.Un liberale con un forte senso del bene comune,e con un forte senso comunitario.lo stato può intervenire in questo settore della ricerca in modo forte o controllando in modo forte.Questo settore non può essere lasciato nelle mani di chi fà anche il petroliere.Questo settore risolverà o ha le potenzialità per risolvere molti problemi che affliggono l‘umanità.

    3. Avatar kikko ha detto:

      gli OGM esistono da sempre,da quando esiste l’agricoltura,da quando l’uono ha cercato di migliorare la produzione sia agronomica che zootecnica.solo che si è sempre parlato di incroci o moglioramento genetico,ma mai di come questi vengono fatti.l’agricoltura in particolare,non ha nulla di poetico,è l’eterna lotta dell’uomo contro la natura,nella speranza di ottenere maggiori rese da una natura ostile che richiede fatica e sudore.chiedete a qualsiasi agricoltore(che lo fa per professione,non per hobby)quanto voglia dire strappare alla terra un reddito,sempre più condizionato dal tempo e dal mercato.

    4. Avatar Mauro ha detto:

      gli ogm non sono mai esistiti, mai abbiamo usato sementi i cui cromosomi sono il risultato dell’immissione di geni provenienti da animali

      Qualche decennio fa si è ottenuto mais modificato geneticamente per forte esposizione a raggi UV, ma non per immissione di geni di altre specie

      un conto è ciò che nasce dalla mescolanza di geni di due piante simili, altro invece è ciò che viene fatto in laboratorio

    5. Avatar Mauro ha detto:

      non c’è nessuna teoria nuova

      piante ed animali in natura non si sono mai accoppiate

      in laboratorio hanno fatto questo ed altro

    6. Avatar postatore_occasionale ha detto:

      tecnicamente gli incroci naturali non contengono parte del patrimonio genetico in un plasmide prelevato dal virus del mosaico del cavolfiore come gli OGM, qualunque cosa dicano pur validi scienziati tipo bressanini ecc.

      sulla capacità di trasposizione orizzontale di tale plasmide se ne puo’ discutere, su pubblicazioni pair-reviewed e no, ma chissa’ perche’ non succede mai…

      ah, tra l’altro, non so se gli scienziati divulgatori pro-ogm sono di dx o di sx, ma perche’ non sono mai biologi molecolari ?

    7. Avatar postatore_occasionale ha detto:

      ah per favore non trollate con vecchi sistemi di manipolazione genetica effettuati con particelle metalliche ora abbandonati

    8. Avatar gianluca ha detto:

      “sementi i cui cromosomi sono il risultato dell’immissione di geni provenienti da animali”

      scusa, potresti fare un esempio?

    9. Avatar gianluca ha detto:

      bufala.
      in laboratorio si sperimenta di tutto ma ciò non vuol dire che tutto diventi reale.
      la fragola-pesce (che poi non si trattava altro che dell’inserimento di un gene per far si che la fragola resistesse al freddo) è stato un esperimento fallito, non è mai esistita, né tanto meno coltivata, né tanto meno nessuno l’ha mai vista né assaggiata. ma di leggende a riguardo è pieno il web e i media.

    10. Avatar Francesco ha detto:

      Scherzavo, non lo avevi capito dal tono degli altri miei interventi?

    11. Avatar gianluca ha detto:

      no scusa, non li avevo letti 😉

    12. Avatar tom ha detto:

      e che cosa combaierebbe? ma perchè il caglio non è ottenuto dalla rennina prodotta da batteri ogm? Lo mangi il formaggio, o no
      ?
      e poi non si è ottenuto mais, ma il grano della pasta e non da raggi UV ma da raggi X (e se pensi che gli uv possano dare mutazioni, mi chiedo quanto ne sai di scienza, ma va bene, in questo paese tutti hanno diritto a dire la loro), con mutazioni casuali incontrollate. Siamo stati fortunati. In ogni caso finchè non dimostri che un OGM da laboratorio è più pericoloso di uno che usiamo oggi, quantitativamente, la tua è tipo la paura delle streghe. Nel 2012. Contento te.

    13. Avatar postatore_occasionale ha detto:

      cambia molto, le proteine prodotte da batteri ogm non si portano dietro il patrimonio genetico del produttore, le cellule di piante o animali OGM si’ e gli organismi ingegnerizzati geneticamente hanno parte del patrimonio genetico in una struttura detta plasmodio estratta da un virus vegetale l’accertamento della cui pericolosità imho non e’ stato molto chiarito, amano di non fidarsi degli studi finanziati dai produttori… (ah per favore non trollate con vecchi sistemi di manipolazione con particelle metalliche ora abbandonati)

    14. Avatar postatore_occasionale ha detto:

      plasmide, non plasmodio, sorry

    15. Avatar Mauro ha detto:

      oltre a vantarti di un sapere scientifico che non hai, dovresti informarti meglio, perché è noto che gli UV se trasmessi a certi livelli di potenza possono causare mutazioni genetiche e di questi esperimenti applicati al mais causando mutazioni causali o meglio non ne sono stati fatti, notando piante con sementi di maggiori dimensioni.

      Sul caglio era meglio stessi zitto, perché un conto è ciò che la cellula produce, come una proteina, altra cosa è un organismo vivente, cui non sappiamo il comportamento in un ambiente naturale.

      Abbiamo già fatto tante cattivi esperimenti con specie alloctone non ogm, e visto i disastri combinati all’ambiente.
      Degli ogm ne farei volentieri a meno, se non in casi di bonifiche ambientali per ridurre tempi e costi e solo con specie non in grado di replicarsi, ma non per uso alimentare.

    16. Avatar Francesco ha detto:

      Chiedi ai contadini veri se vanno a prendere le sementi al consorzio o le mettono da parte di anno in anno, vedrai che sorpresa. E senza l’aiuto umano le nostre piante (frutto di selezione e ibridazione fatta dall’uomo)non reisterebbero più “in natura”

    17. Avatar postatore_occasionale ha detto:

      chiedi ai contadini se le sementi costassero cifre paurose e se per rendere produttivo il raccolto dovessero riempirlo di diserbanti che condizionassero le loro scelte sulla produzione futura non farebbero un’altra scelta

      i monopoli si presentano sempre con un volto umano…

    18. Avatar splash (claudio) ha detto:

      I soliti contadini che amano comprare prodotti che contemporaneamete aumentano il lavoro da fare e diminuiscono i guadagni. Fossi un contadino mi infastidirebbe non poco sentirmi considerato continuamente un idiota dai miei presunti difensori…

    19. Avatar postatore_occasionale ha detto:

      forse mi sono spiegato male ?

      intendevo dire che se condizioni inizialmente piu’ convenienti indirizzano verso una scelta da cui svincolarsi poi diviene costosissimo, si possono peggiorare poi le condizioni riducendo drasticamente il guadagno dell’acquirente, cosi’ si instaurano i monopoli

      se qualcuno afferma che la grande distribuzione con la politica del ribasso prezzi su pari prodotti ha fatto chiudere migliaia di piccoli esercenti, poi i prezzi sono rimasti piu’ bassi ma non come all’inizio, prende per idioti noi consumatori ?

      e i piccoli esercenti che tuttora prosperano, non lo fanno puntando sulla qualita’ non omologata alla GD ?

    20. Avatar splash (claudio) ha detto:

      Ricordo benissimo i piccoli esercenti. La maggior parte dei quali vendeva esattamente le stesse identiche cose che trovo ora al super a meta’ di quanto le trovassi ventanni fa. Erano omologati loro come lo sono i super adesso. Anche se magari uno vendeva solo merendine Motta e un altro quelle Mulino Bianco. Mi spiace, ma non li rimpiango affatto.

      Come fai giustamente notare quelli sopravissuti lo sono perche’ hanno puntato sulla qualita’ e su prodotti ricercati. E anzi, secondo me, c’e’ un piccolo boom di negozi del genere, ultimamente. Quindi ben venga che i super abbiano fatto piazza pulita della piccola omologazione creando spazio alla piccola qualita’.

    21. Avatar postatore_occasionale ha detto:

      ma pensi che i piccoli contadini saranno piu’ infastiditi da chi chiede regole che li salvino dal monopolio o da chi ne auspica la piazza pulita a meno che non si buttino su prodotti fighi (in genere costosi e rischiosi da produrre) o si accontentino delle briciole per pagare le royalties ?

  4. OGM e biologico non devono essere messi in contrapposizione, anzi, alcuni OgM potrebbero aiutare a diffondere un tipo di agricoltura con meno input esterni, e quindi anche il biologico.

    1. Avatar postatore_occasionale ha detto:

      hai visto cosa succede col vino?
      si prende un produttore specifico di nobili tradizioni
      gli si offre un mercato ampio se standardizza al ribasso il gusto
      poi gli si fa concorrenza (il gusto standard viene bene anche altrove)

      ora se ad esempio il san marzano tradizionale in terreni non vocati si ammala e si rendesse resistente altrove per ingegnerizzazione genetica, si produrrebbe ovunque e si perderebbe la specificità, potrebbero arrivare dal marocco o dalla cina con pari caratteristiche e prezzo minore e la tutela dell’origine abbiamo visto col parmesan come e’ andata a finire…

    2. Avatar Mauro ha detto:

      applauso

      senza fare dietrologia, è noto che alle multinazionali voglio conquistare il mondo distruggendo tutti quelli che in qualunque modo gli fanno anche la più piccola concorrenza

      Vogliono essere gli unici produttori di un bene, per cui se qualcuno insemina usando antiche sementi di un particolare pomodoro, che cresciuti in particolari terreni conferisce un gusto particolare, faranno di tutto per svilire quest’ortaggio, proponendogli sementi diverse, dicendo che se usa questo diserbante aumenta la produzione, ecc…

      Questo serve a standardizzare le produzioni e renderle riproducibili ovunque, ma con gli articoli di loro produzione.

      Un paese come l’Italia deve difendere, anche con la spada queste produzioni, dalla’assalto oltermanica delle multinazionali

    3. Avatar Mauro ha detto:

      scusate oltreoceano, dati che i big dell’agricoltura (chemical, ogm, ecc…) sono per lo più americani, ma non solo

    4. Avatar Francesco ha detto:

      vabbè, vabbè oltremanica oltreocenao spezzeremo comunque le reni ai regimii demoplutocratici dell’oocidente!

    5. Avatar splash (claudio) ha detto:

      I big ammmerigani dell’agricoltura in Europa non se la passano per niente bene, a causa dei big europei (che sono comunque tra i leader mondiali) dell’agricoltura, Bayer, Basf, Novartis, etc… Ma capisco che parlare di “multinazionali continentali” e perlopiu’ germanofone non suoni bene.

      Pomodori:
      infatti un classico esempio di “pomodori che cresciuti in particolari terreni conferisce un gusto particolare” sono i Pachino. Varieta’ proprietarie di una multinazionale biotech israeliana. Non mi risulta pero’ che il mercato sia pieno di Pachino cinesi. Mentre invece i San Marzano con gli occhi a mandorla li trovi ad ogni bancherella. Tra l’altro i San Marzano si ammalano perfettamente pure nelle zone vocate.

      Poi non capisco perche’ parlare di “sementi antiche” quando il San Marzano ha due secoli e mezzo di vita e inoltre, dato che il disciplinare dice che “Possono concorrere alla produzione di questo pomodoro, linee ottenute a seguito di miglioramento genetico dell’ecotipo S. Marzano sempre che, sia il miglioramento che la coltivazione, avvenga nell’ambito del territorio così come delimitato nell’articolo 3”, mi piacerebbe sapere quanto “antiche” siano davvero le piu’ vecchie ivi coltivate

    6. Avatar postatore_occasionale ha detto:

      > Non mi risulta pero’ che il mercato sia pieno di Pachino cinesi.

      il mercato e’ pieno di pomodorini tout court o pomodorini “tipo pachino” che non vengono da pachino, poi non so se vengono da pechino…

      >Mentre invece i San Marzano con gli occhi a mandorla
      >li trovi ad ogni bancherella

      a parte che i pomodori esteri li trovo solo marcati come pelati o oblungo rosso (ma forse guardo poco in giro…), se anche fosse li compri per l’appeal del nome s marzano e per il risparmio, poi li assaggi e la volta dopo prendi quelli fatti in campania

      se pero’ trasferisci l’appeal su un’altra caratteristica (per esempio il nome della pianta) e omologhi il gusto a quelli prodotti in altre zone, li assaggi e li trovi uguali e continui a prendere quelli esteri che costano meno

      tra parentesi i pomodori di pachino nella mia zona erano gia’ conosciuti (freschi nei mercati) prima degli orrendi pomodorini che dici, perche’ precocissimi comuni pomodori tondi appena costoluti con “focatura” verde al picciolo ma ben rossi altrove

      ancora, personalmente dove si usano pomodorini metto un tipo di pomodori piccoli a grappolo da brodo, meno acidi, buccia piu’ sottile e sapore eccezionale

    7. Avatar splash (claudio) ha detto:

      Scusami, saro’ poco romantico io, ma se li trovo uguali e costano meno certo che continuero’ a prendere i piu’ economici. Il motivo per cui comprare un pomodoro (ma anche una zucchina, una mela, quello che vuoi) che viene da un determinato luogo e’ perche’ quello che cresce li’ (per caratteristiche del territorio, bravura o tradizione) e per me piu’ buono. Se domani scoprissero che a piantare la varieta’ San Marzano in Val d’Aosta viene uguale e costa di meno, non avrei problemi a comprare Saint Marzano’.

      Altrimenti e’ sempre la solito storia che noi italiani pretendiamo che le nostre cose siano migliori solo perche’ italiane.

    8. Avatar postatore_occasionale ha detto:

      oddio scusa, forse scrivo incasinato, volevo dire proprio questo arrivando pero’ a conclusioni leggermente diverse:

      dato che varieta’ che vengono bene ovunque sono comunque buone si prende la roba che costa meno, andare sulle tradizionali proteggibili non per motivi romantici ma perche’ non replicabili altrove e quindi buone per l’economia nazionale e per il consumatore che ha piu’ scelta

    9. Avatar splash (claudio) ha detto:

      Siamo d’accordo, pero’ ti faccio notare che non c’e’ nulla che a priori impedisca ad una varieta’ di venire altrettanto bene altrove. Nemmeno il fatto di essere tradizionale. L’Italia non e’ l’Islanda o il Madagascar con caratteristiche pedoclimatiche uniche e irripetibili.

      L’unico modo di proteggere i prodotti non e’ puntare sulla non-replicabilita’ ma associare appunto l’appeal a un nome, come si fa coi DOP, DOC, IGP, etc. Oltre ovviamente a cercare di fare prodotti buoni.

    10. Avatar postatore_occasionale ha detto:

      parzialmente d’accordo, la francia non ha caratterstiche pedoclimatiche irripetibili ma non mi risulta facciano un vino che sappia di sancerre altrove e imho per i pomodori (giusto per continuare l’ esempio) la terra del vesuvio la differenza la fa

  5. Avatar Mauro ha detto:

    la capacità produttiva attuale dell’industria alimentare mondiale potrebbe sfamare più di 10 miliardi di persone

    Nonostante quest’impianto alimentare costruito, più di un miliardo di persone soffre di malnutrizione, mentre centinaia di milioni (inteso come ordine di grandezza) soffrono del male opposto.

    Dobbiamo aumentare la capacità produttiva o cambiare la cultura legata al cibo?

    per me la seconda, come? le ricette sono molteplici, ne cito solo due

    – recuperando un rapporto diretto con la terra, da cui traiamo nutrimento
    – riducendo il consumo di carne, alle quantità consumate attualmente è più un male che un bene (tutta la comunità scientifica è concorde su questo) oltre a richiedere elevatissime spazi per il foraggio.

    Non dimentichiamo che l’agroindustria ha fatto danni ambientali ENORMI, inquinamento di corsi d’acqua naturale, di falde acquifere, mari, riduzione delle biodiversità e emissione di gas serra dovuto ai trasporti via discorrendo

    Questo è di destra o di sinistra? non lo so, ma è la via

    su un blog è difficile dire tutto quello che si pensa, ma sono certo che abbiate bene in mente quello che intendo

    L’alternativa alla logica dei “produttivisti”, per cui dovremmo sempre cercare come aumentare la produzione non è la flebo, ma una nuova cultura del cibo, antitetica a quella consumistica e legata alla carne

  6. Avatar quinzi ha detto:

    Destra ,Sinistra lasciamoli fuori,anche perchè sono sempre meno quelli che ne conoscono il significato.Qua siamo di fronte a problemi a cui dare risposte.Quella di Mauro di riduzione dei consumi di carne la vedo come complementare ad una ricerca seria dell‘ingegneria genetica.Le nicchie dei presidi slow food sono la facciata ipocrita di una falsa sinistra ,creata per soddisfare i bisogni di pochi.

  7. I S. Marzano stanno scomparendo, sempre riportato da Pascale in Pane e Pace e ci tengo a precisare che l’intervista è stata pubblicata dalla rivista Una Città e Linkiesta ci ha chiesto di riprenderla. Comunque ottima la segnalazione e il punto di vista