di Massimo Bernardi 29 Dicembre 2010

A Massimiliano Alajmo dobbiamo tra le altre cose il Cappuccino al nero di seppia, forse la più incantevole messa in scena culinaria di sempre, giusto allora iniziare da lui questo post in qualche modo sui Caffè. Come anticipato da Dissapore, insieme al fratello Raffaele prenderà in gestione il Caffè Quadri di Piazza San Marco a Venezia, 233 anni di vita e un libro degli ospiti che pare un trattato sul divismo: da Stendhal a Woody Allen son passati tutti. Chi è interessato può scoprire i dettagli dell’operazione, a noi tanto basta, complimenti e com’è già quella delle rose che fioriscono? Ieri invece siamo stati da Set, elegante spin-off di Settembrini che non appagati dall’aver fatto un bestseller del ristorante e del Caffè, ha appena aperto l’archetipo del locale trasformista: un po’ libreria snob, un altro po’ cucinaveloce, champagneria che come fai a dargli torto, enoteca mininale e la birreria specializzata in artigianali italiane dove la mettiamo. Abbiamo scattato qualche foto.

Il tavolo che verrà sostituito con un più consono “tavolone sociale”.

La spettacolare e tecnologica “piccola cucina”.

Libri e champagne che come dargli torto.

Birre artiginali italiane e scaffalature.

Il sommelier di Settembrini, Luca Boccoli, che è il grado zero dell’antipatia (nel senso che più cordiale di così non si può) e il grado zero dell’incapacità (nel senso che il successo di Casa Bleve, gloriosa enoteca romana, l’ha costruito lui) dice che Set è ancora in rodaggio, e che appena svoltato l’anno cominceranno a fare sul serio.

E vine da chiedersi se anche con la libreria, o book bar, o caffè letterato, insomma, quella roba che avete visto nelle foto, andra come con ristorante e caffè.

[Crediti | Link: Dissapore, Il Mattino. Immagini: Massimo Bernardi con iPhone 3G, applicazione: Camera Bag]