di Massimo Bernardi 17 Febbraio 2012

Ogni volta che si fanno cose tipo a Sanremo ieri sera, “W l’Italia”, sento la stessa palpitante mortificazione di quando a un commensale scappa il rutto perché –dice– apprezza la cucina di casa.

Ma viste tutte le insinuazioni su Morandi e la coprofilia forse è meglio cambiare argomento. E parlare di quando il sentiment italiano inorgoglisce perfino me. Se per esempio affermassi a bruciapelo: le mamme italiane sono le migliori del mondo, voi, che siete persone di mondo, rispondereste con svelte citazioni di “Le francesi non ingrassano”, l’ormai famoso libro della scrittrice Mireille Giuliano, che spiega come grazie a un invidiabile bon ton alimentare, ereditato da mammà, le ragazze d’oltralpe riescano a mantenere la linea.

In alternativa mi prendereste per “deficiente” (cit.)

Ma guardate che non sono io a dirlo, bensì l’autorevole Wall Street Journal (citato addirittura da Celentano) in un fondo di ieri che parte da un argomento serissimo, l’ascesa della superpotenza Cina spiegata con la rigida educazione impartita ai figli dalle mamme cinesi. E però si conclude con la beatificazione della mamma italiana, italo-americana, per la precisione, anche perché amorevole nella cura del cibo, vedi i “manicotti” (cannelloni, sic!). La mamma italiana pertanto, svetta su tutte le altre in termini per l’amore che sa dare.

Ora, immedesimatevi nel mio sbigottimento, vi prego.

Ci hanno detto di tutto. A forza di mammoni, bamboccioni, più recentemente sfigati hanno instillato dentro di noi un profondo senso di inadeguatezza. E ora fanno vincere proprio la mamma italiana?

Qui dobbiamo chiarire.

Viva le mamme italiane perché più affettuose, protettive e presenti delle altre, ma più che altro, cuoche insuperabili?
oppure
Abbasso le mamme italiane perché allevano figli che non sanno metter su una lavatrice o cucinare un riso in bianco?

Mamme italiane: pro e contro.

[Crediti | Link: Wall Street Journal, immagine: Getty]