di Lorenza Fumelli 19 Aprile 2011

Domenica scorsa alla Città del Gusto di Roma, c’erano volti noti e meno noti, ambasciatori, politici italiani, qualche cuoco famoso, ma soprattutto c’erano montagne di sushi e sashimi da sommare ad un menù quasi interamente italiano realizzato da venti cuochi giapponesi provenienti dalle più importanti cucine del nostro Paese. Qualche nome: Yoji Ohgama (Enoteca Pinchiorri), Mori Shinichi (Casa Vissani), Tatsuya Iwasaki e Jumpei Kuroda (Agli Amici), Fumiaki Naruse (Ristorante Da Vittorio), Chie Fujii (Zen Sushi), Yoji Tokuyoshi e Takahiko Kondo (Osteria Francescana), Fumiko Sakai (Torre del Saracino) e avanti così fino ad arrivare a 20.

Vederli lavorare insieme è stato emozionate almeno quanto assaggiare ogni sorta di piccolo involtino di riso o fettina di pesce crudo spennellato con soia o salsina al wasabi e poi: pane con salsa al tartufo di mare, erba cipollina e olio al bergamotto, radicchio alla rosa, baccalà mantecato con riso soffiato al profumo di aneto, battuta piemontese su nuvole di riso nero con senape e poi basta che mi torna la fame.

Quelli elencati nel video che segue sono i diversi tipi di sushi preparati per l’occasione. Se dovessi stilare una classifica personale, al primo posto non saprei se eleggere i Nigiri (pesce crudo o cotto su polpettine di riso) o gli HosoMaki (i più classici con alga all’esterno ma in versione ridotta). Massimo D’Alema, tanto per dire, preferisce il sashimi perché non c’è il riso ma come sempre è il vostro giudizio che conta per noi. Lettori, siete o non siete indefessi mangiatori di sushi e sashimi? E quale preferite in assoluto?