di Antonio Tomacelli 11 Agosto 2009

cozze

I love cozze. E tanto per chiarirci, quelle in foto le ho mangiate io. Mangio pure seppie, polpi e qualsiasi altra cosa abbia un guscio da aprire. Allo stesso modo, odio il sushi, anzi peggio, mi fa senso. La fetta di branzino appoggiata sul mucchietto di riso sembra un sudario. Oltretutto è insipido, se non lo affoghi di salse e wasabi non sa di niente. E sì ché, in qualità di residente nell’unica zona italiana dove il pesce crudo si mangia da sempre—la fascia adriatica tra Bari e Lecce—potrei vantarmi di essere tra i pochi veramente autorizzati.

Macchè. Con tutti i suoi miliardi ben gli sta a Roman Abramovich, rifiutato dalla titolare del Bridge di Panarea, Angela Mascolo, perché il locale era pieno. Così la prossima volta impara a far chiamare un sushi-bar. E pure Massimiliano Ossini di Rai Uno, non si lamentasse dei 250 euro richiesti da un ristorante per due piatti e un antipasto. Maccome, sei a Porto Cervo e Male assoluto, vai anche nel Sushi-Restaurant.

Il punto è che il sushi è amato incondizionatamente da chi va al ristorante per ordinare un CARPACCIO D’ANANAS, e lo fa senza arrossire. Gente che disprezza la pastasciutta, che non sa nulla dell’Anisakis, il parassita pericoloso per l’uomo (mortale, in certi casi) che staziona in molte varietà di pesce (tonno compreso), ma che sa tutto sul tacco adatto per il Billionaire o per Palazzo Grazioli (la sede invernale).

Ecco il motivo per cui se Gianni Mura avesse davvero fondato il G.R.A.S., gruppo di resistenza anti-sushi, come annunciato ieri sul Venerdì di Repubblica, sarei corso a iscrivermi. Oddio, al posto del giornalista 2-parole-2 per spiegare che scherzava, che non voleva offendere i giapponesi e la loro cultura, le avrei spese. Si sarebbe risparmiato decine di commenti avvelenati da parte dei lettori di Repubblica. Leggetene qualcuno, come questo.

Noi lo diciamo prima, massimo rispetto per il Giappone ma ci basta un coltellino per essere felici. Chissà invece voi come la pensate. Magari vi siete fatti convincere dalla bravura di Moreno Cedroni, gran sdoganatore italiano del sushi. Oppure come noi, alle mode orientali opponete con fierezza le cozze?

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