di Massimo Bernardi 8 Dicembre 2010

Prima, come si dice, i freddi numeri: converrete che 129 giorni a due pasti al giorno fanno 258 pasti. Bene. Le note spese che il direttore del Tg1 Augusto Minzolini ha messo in carico alla Rai — cioè a te, a te, essì, pure a me — ammontano a 86.680 euro in 14 mesi di viaggi… diciamo, di lavoro. Non distraetevi adesso. Dividendo 86.680 euro per 258 pasti otteniamo la discreta sommetta di 340 euro a pasto, e visto che come un comune mortale anche il direttorissimo deve mettere insieme il pranzo con la cena, moltiplichiamo per due: 680 euro al giorno. Uggesù, con un simile budget generosamente offerto dall’abbonato RAI, come minimo hai bisogno di una guida. Ed è qui caro Minzo che interviene Dissapore, assemblando con il prezioso aiuto dei suoi lettori la Guida acconcia alle note spese di Augusto Minzolini.

Allora, a parziale attenuante della rapacità del direttore, del suo stomaco in particolare, stimerei la presenza almeno di un commensale, per chi ricopre cariche tipo le sue è consuetudine offrire lunch o dinner di rappresentanza. Altro elemento importante, occhio. Nei suoi 56 costosi fine settimana, più costosi dei weekend di tutti gli altri 31 (???) direttori RAI messi insieme, Minzolini è stato a Firenze, Venezia (9 giorni al Festival del cinema), Taormina, Istanbul, Amburgo, Praga, Cannes, Marrakech. Praticamente il catalogo Alpitour autunno/inverno. Queste amene località dobbiamo dunque escluderle dalla nostra guida. Per dare consigli veramente utili al direttorissimo aiutiamoci invece con le mete preferite dagli italiani per le vacanze di Natale 2010. (Cortina, Parigi, Londra, Barcellona, Bucarest, New York, Miami).

Cortina. Un tavolo al Toulà è la possibilità di vivere un mito sbirciando l’orizzonte blu. Languide visioni dolomitiche incluse. Assicurato conto all’altezza della qualifica e della mansione del Minzo.

Parigi. Senza esitazioni: Ambroisie, ristorante di lusso sotto i portici di Place des Vosges. 40 coperti e cene a lume di candela in uno dei ristoranti più intimi della città. Perfetto nel caso Minzolini voglia andarci con Gabriella Giammanco, l’avvenente deputata del Pdl che a settembre era con lui in Kenya. Nelle foto che li ritraevano insieme c’era anche un pitone di due metri.

Londra. L’ansiosa ricerca del ristorante più caro in città può interrompersi. Che il direttore del Tg1 si accomodi tranquillo al Rules, tra stucchi, ori e camerieri in livrea. E sappia che siamo nel ristorante più antico in città, solo 212 anni, altrimenti detto: “la patria delle ostriche”.

Madrid. Non serve scorrere i menù per trovare i piatti che costano di più. Buona parte si trovano al Lhardy, dove il preambolo al pasto consumato nella calda sala in pietra e legni antichi, è lo sherry bevuto da una preziosa urna d’argento. Spendi, Minzo, spendi.

Bucarest ?

New York. Tra i vip di stanza al Balthazar di Soho il direttore si sentirà a casa, scrutare la carta dei vini allungando l’occhio al quanto di ogni bottiglia gli procurerà soddisfazioni particolari, son tutte costosissime.

Miami. Per il tacchino migliore della città sostenuto da eccentriche fette di corned beef e pane di segale, niente è più costoso del Sam’s Deli & Grill, l’esclusivo deli old-style sempre alluvionato di politici del posto.

Arrivati fin qui, quale svolta dialettica dare a questo post? Avete altri consigli per il direttorissimo oppure i numeri parlano chiaro e da Minzolini rivolete indietro quegli 86.680 euro?

[Fonti: Blitz Quotidiano, Il Fatto Quotidiano, 0574 News.it, Toulà, Ambroisie, Gabriella Giammaco, Rules, Lhardy, Balthazar, immagini: Diksa53]