di Francesca Frida 8 Febbraio 2011


Al congresso di cucina milanese Identità Golose, gli chef Davide Oldani e Carlo Cracco hanno fatto incetta di click. Sono tra i più alti, sono tra i più magri, forse i più belli. Capannelli di donne volevano la foto con i due chef. Ho pensato all’assalto delle cavallette. Pensate, quindi, alla mia sorpresa davanti alla copertina di febbraio di Wired con un Cracco assaltato, per l’appunto, dalle cavallette. Quelle vere.

Un fotomontaggio, of course, per presentare l’inchiesta del mese: “Pronti a mangiare insetti?”. Prima di dire NO e mollare questo post, fatevi coraggio e sentite un po’ cosa vien fuori dall’articolo

  • che nel 2006 gli insetti negli Usa hanno creato ricchezza per 57 miliardi di dollari
  • che sono 3000 al mondo i gruppi etnici che praticano l’entomofagia
  • che secondo l’indice di palatabilità lo scarabeo sacro è squisito, la blatta disgustosa
  • che essendo animali a sangue freddo gli insetti non possono essere vettori di virus
  • che secondo l’Onu nel 2020 gli insetti saranno il nostro pane quotidiano
  • che la Fao nel 2010 ha iniziato a fare ricerca sull’entomofagia nei paesi che già la praticano  per poterla espandere tra le popolazioni denutrite

Siete ancora qui? Ok procediamo. L’università olandese di Wageningen ha avviato un centro di ricerca sull’impiego degli insetti come cibo del futuro. A capitanare la squadra di ricercatori è l’entomologo Marcel Dicke, uno che ha dedicato gran parte della sua vita a scardinare i pregiudizi sugli insetti. L’obiettivo è quello di dimostrare che è possibile portare questi animaletti sulle nostre tavole. I passaggi sono questi: capire quali scarti  dell’industria alimentare possono essere utilizzati nell’allevamento; capire come trattare le proteine estratte dagli insetti e trasformarle in cibo; come rendere appetibile il risultato finale. Insomma, sdoganiamo queste pappe dalle penintenze dei reality show ( ricordate La Talpa?) e accettiamo il fatto che tutti noi siamo consumatori di insetti: ce ne sono frammenti nella conserva di pomodoro, nella frutta in scatola e soprattutto nei prodotti  biologici. Assai complicato eliminare gli intrusi.

Si fa prima ad aggiornare le tabelle dei residui organici tollerati. Succede ormai in molti paesi. L’Onu è alle prese con l’organizzazione  di un congresso mondiale sull’argomento. Nel 2013 i Grandi della Terra parleranno dei suoi  esseri più piccoli. Il professor Dicke non ci lascia scelta: il 2020 è vicino e sarà l’anno dell’inizio dei banchetti degli orrori. Piuttosto la squadra universitaria olandese ci esorta a considerare le bestiucce non tanto diverse da gamberetti e granchi. Lo scroc del carapace non sarà mica tanto diverso poi.  Nell’attesa che si trovi un modo accattivante di servire cavallette e scarabei in tavola, c’è chi si è portato avanti. A Bergamo, al Museo Civico di Scienze Naturali Enrico Caffi, è possibile partecipare a degustazioni dedicate all’entomofagia, con tanto di sommelier che consiglia i vini da abbinare. Poi c’è Carlo Cracco. Gli insetti li ha cucinati e anche mangiati. Lo scorpione gli fa schifo e come avete visto nel video, preferisce le cavallette.

E se volete prepararvi un piattino gourmand, lo chef bistellato pubblica su Wired anche un po’ di ricette. Ad esempio: “….riduci in polvere le larve aiutandoti con un batticarne” oppure “… aggiungi la crema di riso calda e termina con le larve ( ravvivate nell’acqua calda)” o anche “… filtra la riduzione con un colino e aggiungi le locuste precedentemente ammollate in acqua”.  SLURP!

[Crediti: Link: Wired.it, Wikipedia, Efors, Wired.co.uk, Museo Scienza Bergamo. Immagine: Wired.it]