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Lingotto Fiere di Torino, ore 11.30. Il salone è grosso. Enorme. Navigo a vista seguendo gli odori, supero ostriche, trote salmonate, verdure, aceti, marmellate, pani, mieli e il plurale di ogni alimento elevato al quadrato. Ogni tanto alzo gli occhi all’ immenso cielo di metallo, passo dal Nord al Sud dello Stivale con una velocità da teletrasporto e quando un numero elevato di mozzarelle, oli e pomodori mi si para davanti, intuisco facilmente di trovarmi tra i Presidi preziosi della calda Regione Campania.
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Mi fermo in ascolto del leggero languorino che la vista di questi ingredienti mi provoca immediata e li immagino armoniosamente uniti su una delle più straordinarie invenzioni gastronomiche dell’uomo: la Pizza Napoletana. Sono nel regno delle eccellenze italiane, penso, figuriamoci se Lei, la Regina, non c’è.
Dopo una breve ricerca a tastoni, comincio a chiedere. “ Mi scusi, sa dov’ è la pizza?”. La signora Matilde dello stand delle mozzarelle alza le spalle. Ha il viso segnato dalla stanchezza ma gli occhi ancora vispi e luminosi. Si guarda intorno un po’ sperduta e mi dice: “Non lo so. Non mi sembra di averla vista la Pizza, forse non c’è”. “ Come non c’è, e perché?”, le chiedo. Matilde scuote la testa e risponde: “Non lo so, e sa cosa le dico? Non ho visto neanche i Babà” . Perplessa, saluto la Signora delle mozzarelle e passo oltre. Michele Arcangelo vende olio. Lui e la moglie accolgono i primi visitatori con pezzetti di pane tagliato e affogato nel succo verde. Alla mia richiesta di informazioni risponde un po’ offeso: “Guardi Signorì, la pizza non c’ è ed è davvero un peccato. Mica lo dico perché sono campano! Tutti gli italiani amano la pizza, anzi, tutto il mondo mangia la nostra pizza”, e io non posso che esser d’ accordo.
Giungo allo stand centrale di Slow Food Campania. Ci sono la signora Lina e il signor Antonino e quest’ ultimo prova a dare una spiegazione in merito alla misteriosa assenza: “E’ un problema più che altro di natura tecnica credo, qui al padiglione non si è potuto mettere il forno. Comunque vada a guardare nella cucina di strada, è lì che dovrebbe essere”. Rinvigorita da una nuova speranza procedo al galoppo. Attraverso Abruzzo, Lazio e Sicilia. Poi Basilicata, Puglia, Calabria e imbocco l’ uscita del padiglione numero 3, nella piazzetta allestita con i baracchini del cibo di strada. “Come non c’è! Non può essere che non c’è. Ascolti, deve girare e di sicuro la trova, vada! Giri!” , mi fa Gilda delle Migliori Olive Ascolane.
Seguo il consiglio e leggo i cartelli uno per volta: Tutto un Altro Pollo, Specialità Cinesi, Il Kurdistan del Kirkuk cafè. E poi pasta, piadina romagnola, focaccia di Recco, Minestrone di farro (di strada anche lui), fritti siciliani e ancora una volta, dell’orgoglio di Napoli nessuna traccia. Chiedo ai bombettari pugliesi, a curdi e cinesi ma nessuno sa dirmi nulla. Azzarda una spiegazione il signore dai capelli bianchi del baracchino ligure della Farinata: “Secondo me la pizza non c’è perché già la conoscono tutti, probabilmente si è voluto mostrare prodotti meno conosciuti”, e un po’ di senso potrebbe anche averlo.
Un ragazzo in tenuta arancio-luminosa del servizio civile mi avvicina guardandosi dietro le spalle in modo circospetto. Ha gli occhi azzurri e il tono di voce basso, mi sussurra nell’ orecchio: “Lo so io dov’è la pizza”. “E dov’è!?!”, faccio io. “Segui il corridoio esterno, è tra il padiglione 2 il padiglione 3, ma io non le ho detto niente” e ricomincia a camminare senza girarsi più.
Corro, mi schianto tra e su la folla che ormai è un mare in tempesta e riesco ad uscire. Sono proprio nel mezzo di quei due padiglioni col fiato sospeso. Faccio qualche passo a destra e a sinistra, avanti e indietro fino a quando vedo e, tragicamente, capisco. Questo è lo “stand” della pizza al Lingotto Fiere ed è l’unica pizza al Salone del Gusto 2010.
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Ora, io capisco che con tutto quello che di incredibile si può mangiare in questo immenso paradiso gastronomico, della pizza si potrebbe anche far meno, ma giro a voi la domanda: ha senso che, anche solo per questa edizione, tra le eccellenze italiane manchi proprio la Pizza* ? *
nota: Quel portento di Maura Biancotto (Slow Food) mi ha rivelato che la pizza è presente solo e unicamente nella mensa per i (5000) delegati di Terra Madre.