di Lorenza Fumelli 23 Ottobre 2010

Lingotto Fiere di Torino, ore 11.30. Il salone è grosso. Enorme. Navigo a vista seguendo gli odori, supero ostriche, trote salmonate, verdure, aceti, marmellate, pani, mieli e il plurale di ogni alimento elevato al quadrato. Ogni tanto alzo gli occhi all’ immenso cielo di metallo, passo dal Nord al Sud dello Stivale con una velocità da teletrasporto e quando un numero elevato di mozzarelle, oli e pomodori mi si para davanti, intuisco facilmente di trovarmi tra i Presidi preziosi della calda Regione Campania.

Mi fermo in ascolto del leggero languorino che la vista di questi ingredienti mi provoca immediata e li immagino armoniosamente uniti su una delle più straordinarie invenzioni gastronomiche dell’uomo: la Pizza Napoletana. Sono nel regno delle eccellenze italiane, penso, figuriamoci se Lei, la Regina, non c’è.

Dopo una breve ricerca a tastoni, comincio a chiedere. “ Mi scusi, sa dov’ è la pizza?”. La signora Matilde dello stand delle mozzarelle alza le spalle. Ha il viso segnato dalla stanchezza ma gli occhi ancora vispi e luminosi. Si guarda intorno un po’ sperduta e mi dice: “Non lo so. Non mi sembra di averla vista la Pizza, forse non c’è”. “ Come non c’è, e perché?”, le chiedo. Matilde scuote la testa e risponde: “Non lo so, e sa cosa le dico? Non ho visto neanche i Babà” . Perplessa, saluto la Signora delle mozzarelle e passo oltre. Michele Arcangelo vende olio. Lui e la moglie accolgono i primi visitatori con pezzetti di pane tagliato e affogato nel succo verde. Alla mia richiesta di informazioni risponde un po’ offeso: “Guardi Signorì, la pizza non c’ è ed è davvero un peccato. Mica lo dico perché sono campano! Tutti gli italiani amano la pizza, anzi, tutto il mondo mangia la nostra pizza”, e io non posso che esser d’ accordo.

Giungo allo stand centrale di Slow Food Campania. Ci sono la signora Lina e il signor Antonino e quest’ ultimo prova a dare una spiegazione in merito alla misteriosa assenza: “E’ un problema più che altro di natura tecnica credo, qui al padiglione non si è potuto mettere il forno. Comunque vada a guardare nella cucina di strada, è lì che dovrebbe essere”. Rinvigorita da una nuova speranza procedo al galoppo. Attraverso Abruzzo, Lazio e Sicilia. Poi Basilicata, Puglia, Calabria e imbocco l’ uscita del padiglione numero 3, nella piazzetta allestita con i baracchini del cibo di strada. “Come non c’è! Non può essere che non c’è. Ascolti, deve girare e di sicuro la trova, vada! Giri!” , mi fa Gilda delle Migliori Olive Ascolane.

Seguo il consiglio e leggo i cartelli uno per volta: Tutto un Altro Pollo, Specialità Cinesi, Il Kurdistan del Kirkuk cafè. E poi pasta, piadina romagnola, focaccia di Recco, Minestrone di farro (di strada anche lui), fritti siciliani e ancora una volta, dell’orgoglio di Napoli nessuna traccia. Chiedo ai bombettari pugliesi, a curdi e cinesi ma nessuno sa dirmi nulla. Azzarda una spiegazione il signore dai capelli bianchi del baracchino ligure della Farinata: “Secondo me la pizza non c’è perché già la conoscono tutti, probabilmente si è voluto mostrare prodotti meno conosciuti”, e un po’ di senso potrebbe anche averlo.

Un ragazzo in tenuta arancio-luminosa del servizio civile mi avvicina guardandosi dietro le spalle in modo circospetto. Ha gli occhi azzurri e il tono di voce basso, mi sussurra nell’ orecchio: “Lo so io dov’è la pizza”. “E dov’è!?!”, faccio io. “Segui il corridoio esterno, è tra il padiglione 2 il padiglione 3, ma io non le ho detto niente” e ricomincia a camminare senza girarsi più.

Corro, mi schianto tra e su la folla che ormai è un mare in tempesta e riesco ad uscire. Sono proprio nel mezzo di quei due padiglioni col fiato sospeso. Faccio qualche passo a destra e a sinistra, avanti e indietro fino a quando vedo e, tragicamente, capisco. Questo è lo “stand” della pizza al Lingotto Fiere ed è l’unica pizza al Salone del Gusto 2010.

Ora, io capisco che con tutto quello che di incredibile si può mangiare in questo immenso paradiso gastronomico, della pizza si potrebbe anche far meno, ma giro a voi la domanda: ha senso che, anche solo per questa edizione, tra le eccellenze italiane manchi proprio la Pizza* ? *

nota: Quel portento di Maura Biancotto (Slow Food) mi ha rivelato che la pizza è presente solo e unicamente nella mensa per i (5000) delegati di Terra Madre.