di Massimo Bernardi 12 Febbraio 2011

Non più degli sbarbati, per alcuni solo “vecchi comunisti, sono in realtà pieni di risorse, e pur bullandosi che loro certe cose, bleah, mai al mondo, riempono l’iPhone di contatti glam. Per dire, l’ultima volta che abbiamo intervistato il fondatore di Slow Food Carlo Petrini, è apparsa l’attrice Lella Costa, e lui pronto: “Vediamoci per un boccone da Antonio”(Albanese, tra i proprietari del Ratanà di Milano). Oscar Farinetti, fondatore pure lui ma di Eataly — la catena di negozi per gastrofanatici con sedi a Torino, New York, Tokyo, e prossimamente Roma — conosce Ornella Vanoni, anche se ieri, quando la cantante si è lasciata scapppare che sullo storico teatro milane Smeraldo sta per calare il sipario, e il suo posto sarà preso proprio da Eataly, se la sarebbe volentieri mangiata.

“Se la burocrazia non si mette di mezzo, Eataly aprirà i 2500 metri quadrati di piazza 25 Aprile nel 2012, proprio il 25 Aprile”, ha ammesso Farinetti, superato il primo momento di smarrimento. “La formula sarà sempre la stessa, mercato, ristorazione con 4/5 ristoranti tematici e laboratori per la didattica. Ma resterà il palco per ricordare quello che lo Smeraldo è stato per lunghi anni. E magari organizzare qualche spettacolo”.

Che fine farà il punto vendita milanese al Coin di piazza 5 Giornate? . “Resterà”, ha precisato Farinetti, “Milano ci piace in modo particolare”.

Ma in questi giorni Eataly non fa parlare di sé solo per questo, mentre proseguono i lavori nella sede romana, ha acquistato i locali di Vagnino c’è, catena di cartolerie chiusa a fine 20110, in via Lagrange a Torino, per  destinarli ad un nuovo punto vendita riservato alla pasta, ovviamente con ristorante a tema.

Non ne avete abbastanza? Eccovi accontentati, in piazza Solferino, sempre a Torino, aprirà un altro spazio gastronomico tematico, il nome è La Granda in mezzo al pane, probabilmente l’hamburger visto da Eataly (Farinetti non è disponibile per un commento). La Stampa di Torino ha scritto che “la strategia di Eataly punta ancora a diversificarsi, seguendo forse il modello di Unieuro”.

A parte il (piacevole) rischio di trovarvi un Eataly sotto casa quando meno ve lo aspettate, condividete la strategia del mega-magazzino per gourmet?

[Crediti | Link: Corriere Milano, Smeraldo]

commenti (85)

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  1. Avatar Alessandro Franceschini ha detto:

    Per Milano è una sconfitta. Non che apra un vero Eataly, ma che chiuda lo Smeraldo. E la responsabilità è tutta di chi autorizzò gli scavi per la realizzazione dell’ennesimo, inutile, parcheggio sotterraneo, proprio in piazza e davanti al teatro. Lavori che vanno avanti da tantissimi anni, che hanno distrutto l’indotto del teatro e aumentato alle stelle i problemi della zona (spaccio di droga incluso).

    1. Avatar titty ha detto:

      concordo con Alessandro e quoto del tutto.
      Chiudere un teatro per aprire qualsiasi altra cosa è triste.
      Lascia l’amaro in bocca, che nemmeno le prelibatezze di eataly potranno cancellare.

    2. Vero… non ricordavo la questione del parcheggio e relativo degrado… tanto più che a poche decine di metri – nel fervore dei lavori scavi metro grattacieli – si poteva ben trovare un buco da riempire di macchine……

    3. Avatar medo ha detto:

      A forza di forare sotto alla città, Milano, che significa “tra i fiumi” perchè è proprio un unico ammasso di ghiaie e limo da millenari depositi fluviali, ebbene è un vero colabrodo.
      Ormai alle prime pioggine risalgono tutte le falde nei 100 metri sotterranei, è un’unica pozzanghera artesiana.
      Non si sarebbero mai dovuti fare parcheggi sotterranei e nemmeno la metro, almeno si sarebbe dovuta prevedere tutt’altra gestione delle acque sotterranee.
      E i pozzi per la potabile ormai scendono ad un paio di kilometri sotto-terra? Costa più tirar su l’acqua dalla falda che farla venire imbottigliata dalla Norvegia.
      Povera Milano, si sta nutrendo di se stessa. Quanto durerà? Basterà Eataly a salvarla?

    4. Avatar Viola ha detto:

      sì certo, e le macchine dove le metti?
      ci sono città, come Barcellona, che hanno un parcheggio sotto ogni minima pizza, con tanto di monumenti antichi sopra….

      e immagina Milano senza metropolitana, dai…… sarebbe invivibile

      il problema è che da noi i lavori devono sempre durare secoli e secoli e secoli e bloccare tutto irrimediabilemte

      peccato che il teatro chiuda, davvero, questo è uno scandalo davvero

      che poi venga Eataly, almeno qualcosa di nuovo e utile e ben fatto anche in questa parte della città

    5. Avatar mauro ha detto:

      farinetti punta a diventare il nuovo caprotti però cambiando le confezioni dei prodotti che così diventano più cool e costano il triplo. Bravissimo. Ma apri un cavolo di supermercato dove vuoi non nel teatro. Il teatro è un istituzione e non si tocca. Peraltro lo smeraldo è uno dei teatri più belli della città che riesce ad ospitare generi diversi e avvicina all’arte cittadini con ogni capacità di spesa (a differenza della scala, per capirci). Dovrebbe esserci un ente, un sindaco, uno stronzo che vieta questa becera destinazione d’uso. Caspita non possiamo pensare solo a mangiare e a farci spillare soldi. Eataly o come diavolo si scrive, allo smeraldo significa impoverire drammaticamente la città. vergonga

  2. Il rischio di trovarsi un Eataly in salotto, ormai, è incombente…
    Mi fa piacere che ci sia, che si allarghi, che possa spero contribuire a creare occupazione, non solo commessi ma anche produttori e produzioni ecc.
    Non mi fa piacere che chiuda lo Smeraldo, e/o altri posti locali: immagino penso spero non sia “colpa” di Eataly, che le chiusure siano indipendenti, ovvio – ma che tristezza. Allo Smeraldo ho visto Gaber, balletti, spettacoli bellissimi di ogni genere – tornarci a vedere la robiola o i fusilli non sarà la stessa cosa.
    Mi fa piacere trovare il culatello di zibello il pecorino di fossa la cipolla di tropea dop sotto casa (ce ne saranno abbastanza per tutti gli Eataly?), il ristorante monotematico garantito eataliano.
    Non mi fa piacere che non aprano spazi teatrali nuovi.

  3. Avatar direttorTonelli ha detto:

    Sono contento che aprano un fottio di Eataly. In realtà sarei più contento se le organizzazioni di caratura industriale dedite a promuovere l’eccellenza-o-quasi del cibo aumentassero e se Eataly avesse una qual certa concorrenza arrivato a questo punto. Possibile mai che altre conglomerate -Coop, Conad, Esselunga- non abbiano capito che portare alta qualità significa non solo educare il palato della gente, offrire sbocchi pazzeschi alla nostra migliore industria agroalim, ma anche fare un sacco di soldi?
    Si svegliassero!!!

    Mi secca che chiuda lo Smeraldo di Milano, ma spero che venga mantenuto in parte. Mi incuriosisce nell’ottica di questa notizia sapere cosa avrebbe voluto fare Farinetti del Teatro Valle che so aver trattato (in partnership con Alessandro Baricco) a Roma. Lì la burocrazia s’è messa di mezzo? Uno scadente sindaco s’è messo di mezzo? Cosa è successo?

    Mi secca anche, tuttavia, che si continui a dare ai parcheggi interrati -che esistono in tutto il mondo, mai stati a Madrid o a Parigi?- colpe patetiche. Ogni piazza delle città civili ha parcheggi instruttura dove chi si ostina a girare in auto possa parcheggiare. Il vero degrado che massacra le nostre città (Roma e Milano su tutte) è la sosta delle auto in mezzo alla pubblica via, non certo il tentativo di intombarle dove non si vedano!

    PS. siamo sicuri che Eataly Roma stia procedendo con i lavori speditamente? L’inaugurazione è confermata per dicembre? Tutti dicono di si, ma ce la faranno in così pochi mesi???

    1. Avatar Alessandro Franceschini ha detto:

      Ma, parcheggi a Milano ce n’è a iosa, interrati e non, tipicamente cari e vuoti. Ma il punto non è questo. Potrei anche essere d’accordo che se ne facciano di più, ma se i lavori devono durare dieci anni…non so, comincio ad avere dei dubbi. Il parcheggio interrato in questione, poi, è per privati. In rete trovi tantissimi articoli che possono, per altro, spiegarti l’odissea di quella costruzione.

    2. Avatar medo ha detto:

      Vedasi il mio commento in alto: l’importante a Milano non è che un immobile o un parcheggio servano, l’importante è che si costruisca. A spesa del taxpayer o a pacchetti di debito che si infilzano nel mercato, ricomprati dagli stessi enti locali che li emettono per finanziarli, i parcheggi e simili.
      Una sorta di Unione Sovietica alla napulitana, ma a Napoli han fatto meno disastri!

    3. Avatar direttorTonelli ha detto:

      Ovvio che i lavori debbano durare non più di tre anni. Ma dare la colpa comunque ad un cantiere per una chiusura è patetico a mio avviso.

    4. Avatar enzo pietrantonio ha detto:

      Se non erro tra Coop e Eataly c’è già una sorta di partnership.

  4. Avatar enzo pietrantonio ha detto:

    A prescindere dalla chiusura del teatro, che di per se è simbolo della decadenza di un poopolo (e noi italiani siamo decadenti) credo che Emanuele, nel suo messaggio, dica una cosa su cui è necessario riflettere.
    La questione, a mio avviso, non ruota tanto attorno alla condivisione delle strategie commerciali di Farinetti quanto sulla qualità dell’offerta del prodotto finale. E su come essa si coniuga con l’idea del mega mazzino che domani potrebbe contare, magari, 50 negozi in tutto il mondo.
    Agrilanda riuscirebbe a garantire lo stesso standard qualitativo dei suoi formaggi biologici se dovesse moltiplicare esponenzialmente le sue forniture?
    La Granda sarebbe ancora in grado di far rispettare quel disciplinare di produzione ai suoi soci allevatori?
    Sulla home di Massimo Pezzani la prima frase recita testualmente le seguenti parole: “Antica Ardenga è una PICCOLA azienda che produce LIMITATE quantità di salumi della Bassa Parmense”.
    A Farinetti va riconosciuta l’indiscussa abiltà nell’ aver messo assieme queste aziende verso i cui prodotti, IO consumatore, sono disposto a pagare un prezzo maggiore perchè riconosco un preciso plusvalore.
    Gli sarò grato a vita per avermi dato la possibilità di acquistare tutte assieme queste leccornie durante la mia permanenza bolognese.
    Ma se tra 20 anni Eataly conterà 50 punti vendita nel mondo o non ci troverò più il culatello di Pezzani oppure Antica Ardenga non sarà più una PICCOLA azienda che produce quantità LIMITATE di salumi.
    E credo che in entrambi i casi, pur avendo Eataly nella mia Bari, non sarei più un suo potenziale cliente.

    1. Avatar titty ha detto:

      ci si augura che Eataly aumenti il numero di fornitori mantenendo quindi alta la qualità e permettendo a piccole società di potersi ingrandire in maniera sana.
      Utopia?

    2. Avatar enzo pietrantonio ha detto:

      No, utopia no. Ma nutrire dubbi penso che sia più che lecito.
      Chissa che magari un giorno assieme al Culatello di Pezzani non ci sia pure quello di Spigaroli.
      Vedremo…

    3. Avatar medo ha detto:

      Titty hai centrato il problema; se vado e trovo 3 metri linerai di una sola marca di pasta di grano duro (non faccio il nome, ma chi ci è andato lo sa)… Siamo daccordo che è la migliore, che è anche la più cara, la più artigianale di quelle industriali, la più etica (ma non biologica), ma sempre che il 75% del fatturato me lo fai con un grande capo del settore pasta di grano duro. E gli altri? Si battono per lo scaffale sotto, per il loro mezzo metro. Esattamente come alla Coop, se non peggio, perchè se ci sono son raramente allo stesso prezzo (questione di ordini di quantità differente).

    4. Più o meno d’accordo, tranne che sul prezzo legato alla quantità dell’ordinato: so che ci sono grandi ditributori – non necessariamente la Coop, spero anzi di no – che ottengono buoni prezzi assicurando un certo ordinativo, e che quindi costringono ad abbassare i prezzi per avere l’ordina (quando i prezzi non sono ‘imposti’), e magari addebitano i vari sconti e promozioni sul fornitore…

  5. essendo un provincialotto non posso dare addosso ai parcheggi, per definizione

    ma ‘sta roba qui di eataly che si espande espande espande un po’ mi rode

    quantita’ e qualita’ non possono andare d’accordo per definizione

    1. Avatar medo ha detto:

      Ok, gli italici hanno anche un po’ la malattia che Davide deve vincere contro Golia, ma se Davide diventa un Golia, allora deve perdere.
      Questo vizio non ce lo togliamo dal 1200 circa. Un po’ ci ha salvato, un po’ ci ha rotto proprio i cosiddetti a tutti. Per via anche di questi atteggiamenti, come tanti, l’Italia l’ho lasciata…
      Ma ho constatato che se cambia il contesto, non cambio io: abbiamo proprio la tendenza al livellamento dell’altro. Salvo poi essere sudditi silenti DEL più grande Golia di turno. Mah.. Vacci a capire qualcosa.
      Anyway, meglio che aprano 30 o 40 Eataly che vedere questi immensi Carrefour che ci ammazzano giorno dopo giorno.

  6. Avatar Franca Formenti ha detto:

    se un teatro chiude forse è perchè non funziona e se non funziona forse è perchè è gestito male e quindi anche perchè non riesce a interpretare le richieste della cittadinanza…
    non mi sembra che il programma brillasse di grande originalità contemporanea.

    per quanto riguarda quello che succederà tra 20 anni e se eataly manterrà l’attuale standard di qualità fossi in voi me ne sbatterei e mi godrei ciò che la vita vi offre ora senza tante menate perchè ho l’impressione che spesso si sia perso il concetto di filosofia del piacere solo per il gusto di godere di una cosa …abbiamo sempre l’ansia del dopo perdendo proprio l’essenza del piacere puro senza tabù.

    ma che vi frega cosa succederà tra 20 anni ?
    saranno cavoli loro se perderanno la qualità, non siete mica azionisti di eataly e non avete come marito la famiglia farinetti, se scade lo cornificate e cambiate parrocchia.

    non mi sembra che quelli che se lo siano chiesto 20 anni fa sull’italia abbiano migliorato le cose.

    e chissa che un megastore non si ibridi con altre realtà, alla fine l’intervista della sozzani sull’espresso faceva ben capire che il fashion system è già li prono in adorazione perchè i conti non gli tornano piu 😉

    buon week end
    franca

    1. Non so se lo Smeraldo non funzionasse – o se piuttosto non sia stato strozzato dagli scavi dalla difficoltà di parcheggio e così via. Non so ultimamente – in passato ho sempre assistito a spettacoli a teatro pieno o quasi, e non penso che un criterio per tenere aperto un teatro debba essere per forza l’originalità contemporanea… Sarei più per un teatro che comunque fa delle proposte, anche non originali, anche l’ennesimo Goldoni o Molière che ci sarà sempre qualcuno che non l’ha ancora visto…

      In quanto al carpe diem del grande magazzino culinario, certo, magari fra cinquant’anni il riscaldamento globale ci avrà vaporizzato o che – ma preoccuparsi che l’ora e adesso nel mio piatto abbia un senso una storia e un futuro non è forse assurdo. Ben venga Eataly, augurandosi che il controllo e la conservazione della qualità perdurino. Ma il problema non è Eataly – Farinetti è simpatico, ok, ma non basterebbe: il problema è conservare e tutelare culture e colture, riuscire a commercializzarle senza scadere, che sia da Eataly o da Carrefour è lo stesso…

    2. Avatar Franca Formenti ha detto:

      di preoccuparsi di ciò che mangi lo trovo giusto , etico e anche necessario.
      non trovo giusto o meglio trovo assurdo delegare di questa missione solo eataly o il petrini di turno perchè è sempre un modo per dare ad altri la responsabilità del mio piacere, mentre mi sento nella posizione di usarli e basta visto che la merce la pago, poi nel momento che non mi soddisfano li cambio.

      anch’io le volte che sono andata allo smeraldo l’ho visto pieno però non credo che un teatro chiuda per un cantiere di fronte , vada per goldoni e molière ma ribadisco se chiude un motivo ci sarà.

    3. Non è “giusto” o meno delegare – io non posso andare a Roccacannuccia a prendere le pere zitelle maritate con l ‘nduja, se ci va qualcuno e me le fa conoscere, bene – se non mi piacciono, non le prendo più. Però, ad esempio, vado a prendere il taleggio che abbiamo mangiato nel risotto di Peck l’altra settimana dal produttore, anziché da Peck. Eataly Slowfood e l’enoteca sotto casa fanno parte del lavoro che potremmo fare noi, e basta. E se il proliferare di punti vendità di qualità abbasserà la qualità, penseremo a qualcos’altro – ma sarà un peccato abbassare la qualità, non il resto…

      Sul teatro, non so. Notizie sulla crisi, sempre attribuita a cause esterne, circolavano da tempo. Possiamo fare elenchi di teatri e cinema chiusi spostati per cause diverse – il Ciak, che una volta era il cinema Dea, sostituito da un palazzo, come il cinema Susa lì vicino (prima scuola parrucchieri, ora box, mi sembra), l’Ambrosiano e il XXII marzo, il Puccini ora Elfo Puccini (e al posto dell’Elfo un altro teatro venuto da chissà dove…)… Un parcheggio che infescia una zona già malmessa può essere una causa – con le altre concause culturali ambientali ecc ecc, per carità. Anche economiche: ma sarà questo il caso?

    4. Avatar Ganascia ha detto:

      Non conosco lo Smeraldo, ma in Italia molti teatri sono purtroppo carrozzoni malvestiti che si reggono sulle sovvenzioni con poco riguardo per l’appetibilità degli spettacoli.
      Ovvio che con la politica dei tagli la cosa porti ad un’ecatombe

    5. Avatar Ganascia ha detto:

      “malgestiti”, non “malvestiti”, maledetto iPad 🙂

    6. Avatar paolo ha detto:

      Il motivo per cui lo Smeraldo è in difficoltà non ha nulla a che vedere con una cattiva gestione o un cattivo calendario. Lo Smeraldo è stato letteralmente crocefisso dai lavori di fronte che dovevano durare uno o due anni, e sono lì da dieci!

  7. 10 100 1000 eataly
    10 100 1000 altri, senza pastoie burocratiche

    La storia dello Smeraldo la trova davvero triste; è un dato di fatto che un cantiere di quelle dimensioni affossi tutto (vedasi anche zona San Giovanni a Roma). Però anche in quelle situazioni il genio imprenditoriale dovrebbe sopperire.

    PS Fossi stato in Petrini (e/o Costa) mi sarei scelto un altro ristorante

    1. Avatar medo ha detto:

      A New York Eataly ha aperto in manco due anni dall’idea di partenza, a Roma stanno ancora a pensarci. Le pastoie, le pastoie, non solo burocratiche: è che tutti qui devono mangiarci sempre altrimenti “non s’ha da fare”. Esportiamo n’antro po’ d’italiani a Nuova York, che c’avemo troppi gatti e la trippa sempre quella è.

    2. Avatar Dave ha detto:

      veramente Eataly a NY doveva aprire nel 2007..poi per una serie di accordi sul luogo e altro è scalato fino all’estate 2010.
      Eataly aprire apre ma ci mette sempre una vita.
      Però meglio metterci tanto tempo e creare realtà bellissime come Torino o la rivalutazione di Pinerolo o il mix libri-cibi di Bologna o lo stesso NY che capannoni industriali prefabbricati come quello di Monticello (con lo stile di una coop o altro supermercato qualsiasi).
      W Eataly!

    3. daro’ volentieri la seconda chance al ratana’, ma deve trovare una soluzione per il casino in sala

      quando c’e’ troppo rumore non gusto niente

    4. aggiungo che la location un po’ fescion ti fa dimenticare che in fondo e’ un posto slowfood, che nell’immaginario e’ una roba un po’ piu’ nostrana

      e’ un po’ straniante

  8. Avatar A. ha detto:

    finalmente il 25 aprile ci sarà veramente qualcosa da festeggiare.

    1. Avatar medo ha detto:

      L’inaugurazione dei lavori del Canale di Suez? Verdi ne era tanto contento… Se sapesse che ora da quelle parti lo stan per chiudere? Poverello lui, poverissimi noi.

  9. Chiunque frequenti un po’ la zona di Milano in cui si trova lo Smeraldo sa che l’unico modo per ottenere in 10 anni gli stessi danni procurati dall’infinito cantiere del parcheggio sarebbe stata, non so, una piccola bomba atomica. Lo Smeraldo ha sempre goduto di meritato successo, con grande affluenza di pubblico e spettacoli molto godibili e spesso di grande qualità – certo non un teatro di nicchia o di avanguardia, e allora? Io non credo proprio chiuderà, mi pare più probabile uno spostamento di sede.
    Tornando a Eataly: io ne sono personalmente entusiasta, quella di Torino mi piace molto e sarò felice di averne una vicino a casa. Vale la pena anche notare come a Milano centro i prezzi praticati dai piccoli supermercati siano astronomici, perciò se i prezzi di Eataly saranno identici a quelli d Torino potrebbe diventare un’opzione assolutamente praticabile per la spesa.
    Quanto all’eterno discorso su qualità e quantità, mi pare che in tanti dimentichino quale fosse l’offerta delle catene di supermercati fino a 10 o 20 anni fa. In confronto ad allora, anche le catene sono diventate dei paradisi da gourmet. La tendenza al miglioramento della qualità del cibo mi sembra acclarata ed è giusto che non sia più uno sfizio da happy few.

    1. Bomba atomica? Sbagli: quella avrebbe creato un bel parcheggio bello vasto e senza inutili palazzi e pedoni in giro…
      Spero anch’io che lo Smeraldo trovi un’altra sede – ma dove?

    2. Avatar direttorTonelli ha detto:

      Se il teatro era così di alta qualità perché avrebbe chiuso a causa di un cantiere? Forse i lavori disturbavano la rappresentazione? Non riesco a capire…

    3. è quello che sostiene la direzione: magari ci sono anche motivi commerciali, per carità, ma suona strano…

    4. Avatar Franca Formenti ha detto:

      allura…sul fatto che lo smeraldo chiuda l’ho letto nell’articolo linkato nel post, poi se è una notizia errata e invece si sposta, ok meglio per loro che sono i geni della situazione e farinetti un pirla perchè apre un megastore in un posto degradato e disturbato da una cantiere decennale.

      credo di non aver capito una sega e non me ne dispero 🙂

    5. …ma no dai non fare così 😉
      …e comunque penso che Farinetti possa aspettare e lavorare, il teatro magari non ce la fa…